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Nikola Tesla, signore dei fulmini

Da bambino, molto prima che Mary Poppins diventasse famosa, a Nikola Tesla sembrò una buona idea usare un ombrello per planare al suolo. L’idea era, come avrete immaginato, pessima: sua madre dovette recuperarlo ai piedi del fienile da cui si era gettato. Quel Tesla non doveva essere precisamente un genio, penserà qualcuno. Sbagliato. Lo era eccome. Solo che lo ricordano in pochi.
Nikola Tesla nacque nel 1856 a Smiljan, un villaggio nella zona nota oggi come Croazia. Fu un inventore, un uomo da spettacolo e uno stravagante, e molte tecnologie che usiamo oggi sono basate sui suoi brevetti. Un esempio? La corrente alternata (AC: una corrente di elettricità che muta la direzione in cui si muove), opposta alla corrente diretta (DC, che non muta direzione).
Interessato fin da piccolo alla scienza, e con un approccio sperimentale alla vita (gli ombrelli sono buoni come paracadute? Non so, proviamo), Tesla riuscì a emigrare negli Stati Uniti, dove capitò nelle grinfie di Thomas Edison. Proprio lui, l’inventore della lampadina, nonché uomo d’affari, come dire, disinvolto. Promise 50.000 dollari a Tesla in cambio del suo lavoro. Tesla migliorò i prodotti di Edison, sviluppò nuove tecnologie, ma non vide mai il becco di un quattrino. Pare addirittura che Edison lo abbia preso in giro per non aver capito lo ‘humour americano’. Fu l’inizio di una guerra.
L’opposizione tra i due era su più fronti. Edison era un convinto sostenitore della corrente diretta, Tesla di quella alternata: un conflitto che aveva motivi economici, legati ai rispettivi brevetti. Edison però era un uomo d’affari più scafato, e a un certo punto usò la corrente alternata per arrostire pubblicamente animali, dimostrandone così la ‘pericolosità’. Non che Tesla disprezzasse lo spettacolo: le sue esibizioni pubbliche, in cui si mostrava capace di controllare i pericolosissimi campi elettrici, domandoli come facevano gli artisti da da circo con leoni e tigri, erano leggendari. Chi vinse la guerra? Tesla riuscì almeno a far passare le sue idee, ma è Edison ad essere, ancora oggi, sulla bocca di tutti.
Laddove Edison era un affarista cinico, Tesla era più che altro uno stravagante sognatore, pieno di manie e fobie. Per esempio, non sopportava i capelli altrui, tanto da non essere neppure disposto a toccarli. Odiava gli orecchini. Detestava ancor più intensamente le pesche (diceva di non poterle neppure guardare). Da adulto non ha mai avuto una casa, vivendo in albergo fino alla fine dei suoi giorni.
Nonostante le stravaganze, per un certo periodo le cose sembrarono andare bene. Giunsero i primi investitori disposti a scommettere su Tesla. La sua fama crebbe, rivaleggiando con quella del nemico Edison. Il problema era che i suoi sogni crescevano di pari passo: Tesla era un visionario, prima che uno studioso. Arrivò anche a fare il primo esperimento radio nel 1893, ma in pochi gli diedero retta – e come padre della radio passò alla storia Marconi, arrivato dopo di lui.
Le stravaganze di Tesla diventavano sempre più difficili da gestire. Si convinse di aver ricevuto un messaggio extraterrestre proveniente da Marte o Venere – ed era convinto che fosse necessario rispondere. Ipotizzava la possibilità di trasferire corrente senza cavi, ma questo wifi ante litteram richiedeva troppo alla fantasia dei suoi contemporanei. Come troppo richiedevano i primi progetti per un elicottero. O per i robot e i veicoli radiocomandati da usare in guerra.  O per armi basate su raggi di energia.
Tesla morì nel 1943, senza un soldo e considerato mezzo matto. Edison e Marconi erano destinati a esser citati su qualsiasi libro di storia – lui, che in tante cose li aveva anticipati e superati, no.  In un recente film, The Prestige,  appare come una sorta di stregone in grado di compiere vera magia con i suoi marchingegni tecnologici. Chissà, forse a lui sarebbe piaciuto.
Commenti (7)
Questo articolo è stato pubblicato mercoledì 02/07/08 alle ore 11:19 e classificato in Mobile & Tech » Hi-Tech . E' possibile seguire tutte le repliche a questo articolo tramite il feed RSS 2.0. Puoi lasciare un commento, oppure fare il trackback dal tuo sito.

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  • nidara
    di nidara | 02/07/2008 16:14

    L’avevo studiato di sfuggita in elettrotecnica…ma l’ho scopero vedendomi il film “the prestige” inpersonificato da un magnifico David Bowie..mi è dispiaciuto sapere della sua vita reale, come al solito i giusti non vengono mai ripagati nel modo giusto quì sulla Terra…forse su qualche altro pianeta sarebbe stato lui ad avere il dominio..chissà..per il momento lo ringraziamo ugualmente per le scoperte fatte..

  • marmottachesbotta
    di marmottachesbotta | 02/07/2008 18:48

    Leggendo il titolo mi è subito venuta in mente l’unità di misura dell’induzione magnetica…in fondo un riconoscimento l’ha avuto!!! The prestige non l’ho ancora visto, ma mi hai incuriosito…!!!

  • francescodimitri
    di francescodimitri | 03/07/2008 15:49

    E’ il bello di personaggi come Tesla: tutti viviamo delle loro idee, ma quando le hanno avute, erano “troppo avanti” per la loro epoca. Forse quelli che oggi immaginano il teletrasporto avranno lo stesso destino…

  • francescodimitri
    di francescodimitri | 03/07/2008 17:03

    E dimenticavo: the prestige è molto bello, anche se il finale, ‘nsomma.

    CI sono fan di Tesla, nel lab?

  • marmottachesbotta
    di marmottachesbotta | 04/07/2008 11:35

    Fan nello specifico no, ma le tante menti come Tesla sono da tenere sempre in considerazione ;)

  • minoilrosso
    di minoilrosso | 04/07/2008 12:28

    Non conoscevo la sua storia. Ma ora che l’hai citata mi puoi contare come un probabile fan :P

  • francescodimitri
    di francescodimitri | 04/07/2008 17:55

    Mi fa piacere non essere il solo. Ma non trovate triste anche voi che una persona troppo “avanti nel tempo” resti spesso “indietro” nella sua società?

    E vorrei sapere se vi vengono in mente altri tipi del genere, è una cosa che mi incuriosisce molto…

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