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Emissioni ridotte

Presto o tardi qualcuno si sarebbe posto la questione di quanto inquina internet. Che detta così, potrebbe anche sembrare una battuta: apparentemente, infatti, internet non emette gas nocivi, non sporca, non lascia i calzini in giro per casa. E’ una personcina per bene, insomma. Ma a ben guardare, le cose non stanno esattamente così…

Un pò di tempo fa, il famoso magazine tedesco Der Spiegel (il link è attivo, ma se non leggete il tedesco non si capisce un granchè) ha pubblicato delle cifre che mostrano inequivocabilmente quanto, negli ultimi anni, la crescita (esponenziale) del sistema delle telecomunicazioni nel mondo ha prodotto un considerevole incremento delle emissioni di CO2. In breve, secondo i risultati delle ricerche del professor Hegering, le emissioni di CO2 causate dal sistema di telecomunicazioni avrebbero ormai raggiunto circa il 2% del totale mondiale. Più o meno, come l’aviazione civile americana.

Alcuni esempi “allarmanti” di quanta energia si consumi facendo una ricerca su google, o sfogliando le pagine di un giornale on line, circolano già da tempo in rete. Effettivamente non sembrano esserci molti alibi per gli internauti (che poi saremmo noi, non nascondiamoci dietro un mouse): andare su internet significa contribuire attivamente all’emissione di CO2 nell’ambiente.

Aspettate però a farvi prendere dai sensi di colpa e spegnere il computer all’improvviso… perchè? Beh, non vogliamo certo sminuire la questione: anzi, sarebbe assurdo negare che la fermentazione di attrezzatura tecnologica nelle nostre case e negli uffici porta a un’inevitabile incremento del consumo di energia. E non è solo il numero di apparecchiature ad essersi moltiplicato, ma anche e soprattutto il numero di ore in cui queste restano accese e succhiano energia elettrica – e io pago!

Il tema delle emissioni prodotte dalle telecomunicazioni, insomma, è reale, tant’è che le maggiori aziende sono chiamate in causa in prima persona. In questo senso, Vodafone si è posta un obiettivo importante: ridurre del 50% le emissioni di CO2 su tutta la sua rete entro il 2020. Parola di Arun Sarin.

Però, me la sento di avanzare un timido “però”. Voglio dire: è giustissimo interrogarsi sull’impatto della tecnologia sull’ambiente; ma non sarebbe anche il caso di chiedersi quanto le telecomunicazioni ci fanno risparmiare, oggi, in termini di emissioni? Cominciando dalle azioni più semplici, come mandare un’e-mail: risparmiamo carta, busta, francobollo e i costi materiali della spedizione. Passando per il telelavoro, sempre più diffuso: quanti lavoratori oggi possono risparmiarsi un viaggio in macchina casa-ufficio, andata e ritorno? In fondo, sono un bel pò di marmitte in meno che circolano. Fino ad arrivare alle teleconferenze, che in alcuni casi possono persino evitare una trasferta internazionale, e dunque un volo in aereo (e l’indigesto pranzo a bordo).

Per farla breve: più la comunicazione viaggia in rete, meno su carta, gomma, aereo e quantaltro. Non sarebbe allora giusto fare un bilancio fra emissioni rilasciate ed emissioni risparmiate? Voi che ne pensate? Professor Hegering, lo chiedo anche lei, visto che è già avanti col lavoro…

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Questo articolo è stato pubblicato giovedì 31/07/08 alle ore 13:12 e classificato in Mondo Vodafone » Fondazione Vodafone . E' possibile seguire tutte le repliche a questo articolo tramite il feed RSS 2.0. Puoi lasciare un commento, oppure fare il trackback dal tuo sito.

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