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Mission to Mars

Nel 2037 l’uomo mise piede su Marte: per la prima volta nella storia dell’umanità, toccavamo il suolo di un altro pianeta. Questo potrebbero dire gli storici del futuro, se la NASA non ha mentito. L’Ente Spaziale americano prevede per quell’anno il primo sbarco umano sul Pianeta Rosso, chiamato così per il colore del suolo (pieno di ruggine) e del cielo. Speriamo per il meglio, ma è ancora presto per festeggiare: Marte è così vicino, eppure, sempre, così lontano.

La storia d’amore tra terrestri e marziani è cosa vecchia. Tra i protagonisti più immaginifici ci fu un italiano, Giovanni Schiaparelli, che nel XIX secolo disegnò un’intera mappa di Marte e ne esplorò, per quanto a distanza, delle strutture che chiamò ‘canali’. Secondo Schiaparelli erano probabilmente naturali, ma non escludeva la possibilità che fossero artificiali. È passato più di un secolo e alieni, ancora, non ne abbiamo visti – peccato.

I primi reali tentativi di esplorazione dovettero aspettare l’arrivo dell’Era Spaziale e della Guerra Fredda, con il rimpiattino cosmico tra USA e URSS che faceva il verso a quello terrestre. I Russi nel 1971 furono i primi a toccare la superficie del pianeta, con le sonde Mars 2 e Mars 3, ma non riuscirono a raccogliere dati: la prima precipitò, la seconda smise di funzionare appena arrivata al suolo. Problemi tecnici? Alieni malfidenti?

Chissà. Fatto sta che i tentativi di esplorazione continuarono, con un sogno in vista: quello di spedire su Marte degli esseri umani in carne ed ossa. Non è solo vanità e voglia di emulare le Cronache Marziane di Bradbury. La speranza è che Marte possa un giorno (non troppo vicino, va ammesso) ospitare colonie umane ed essere ‘terraformato’ – e cioè trasformato in un pianeta abitabile simile alla Terra. Con l’esplosione demografica e i problemi ecologici di questi anni, non è un obiettivo campato in aria.

Ma perchè questo possa avvenire c’è un prerequisito: la presenza di acqua. Trasportare grandi quantità d’acqua è impossibile e avrebbe costi proibitivi, quindi è necessario trovarne là. E sotto questo aspetto, di recente, la speranza si è accesa: a fine luglio il Phoenix, una sonda della NASA, ha trovato acqua nel suolo marziano. Le basi spaziali sono più vicine?

Si e no. Le difficoltà nel mandare uomini in carne ed ossa sono enormi. Allo stato attuale della tecnologia, tra andata, permanenza e ritorno una missione su Marte durerebbe un anno o più. Un anno in cui tutto deve andare bene, e il più piccolo errore potrebbe causare la morte degli astronauti, la perdita di milioni di dollari e un danno d’immagine che rallenterebbe ulteriormente le future missioni.

Ma il problema principale non è la tecnologia – è il fattore umano. Restare chiusi per tanti mesi con le stesse persone, in ambienti ristretti, senza possibilità di ‘andare a farsi un giro’, in condizione di stress e in una situazione in cui perfino le funzioni di tutti i giorni sono impedite (non è facile andare al bagno in assenza di gravità) rischia di far finire la missione molto prima dell’arrivo dei problemi tecnici. In questo momento si stanno portando avanti esperimenti umani in condizioni estreme, in location come il deserto dello Utah e le basi antartiche. Sono posti certamente difficili, ma pur sempre sulla Terra: è impossibile prevedere quali processi psicologici avvengano in uomini che abbandonano il loro pianeta e sanno di doverne restar lontani, ma lontani davvero, per più di un anno. Niente mare. Niente boschi. Niente weekend con il fidanzato. Niente Parigi, niente Colosseo. Solo un cielo nero, stelle a milioni e una navetta spaziale. Nonostante questo, molti sarebbero disposti a partire.

Voi?

Commenti (2)
Questo articolo è stato pubblicato martedì 19/08/08 alle ore 09:00 e classificato in Mobile & Tech » Hi-Tech . E' possibile seguire tutte le repliche a questo articolo tramite il feed RSS 2.0. Puoi lasciare un commento, oppure fare il trackback dal tuo sito.

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  • automan
    di automan | 20/08/2008 10:21

    Io partirei alla grande, comunque si segue un estenuante addestramento anche e sopratutto psicologico, vengono fatti 4000 esami e bisogna essere un po perfetti per essere atronauti, un po come per i piloti…

    che dire…ricordo ancora il film atto di forza con stazioni spaziali su marte..bellissimo…

  • neonfever
    di neonfever | 20/08/2008 10:36

    Take a look at the lawman
    Beating up the wrong guy
    Oh man!
    Wonder if he’ll ever know
    He’s in the best selling show
    Is there life on Mars?

    Bowie

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