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Creare la vita

Ricordate Hal, l’Intelligenza Artificiale (o IA) di 2001 Odissea nello Spazio? Era un computer tanto in gamba da mettere in crisi degli esseri umani. Il 2001 è passato, di IA così raffinate non se ne parla: deve ancora nascere il software capace di rendere cosciente un computer, di farlo pensare come una persona. Ma gli scienziati guardano già oltre. Se non riusciamo a creare l’intelligenza, forse dovremmo provare a creare la vita.

La Vita Artificiale è una delle grandi idee degli ultimi anni. In poche parole: chi prova a creare una IA, prova a ‘simulare’ in un computer l’intelligenza umana, mettendoci dentro moltissime variabili, moltissimi calcoli, nella speranza che scocchi la scintilla giusta. L’approccio della Vita Artificiale (o AV, dall’inglese Artificial Life) è diverso: si inseriscono  (relativamente) pochi dati e delle regole per far ‘crescere’ l’intelligenza del computer, per farla evolvere pian piano – proprio come è successo all’intelligenza umana.

Ambizioso, vero? Perchè sia realizzabile un progetto così, devono incontrarsi studiosi delle discipline più disparate: informatici, certo, ma anche psicologi, filosofi, biologi. Creare la vita non è roba da tutti i giorni. A illuminare a riguardo noi del lab è stata Sarah Kember, professoressa del Goldsmiths College di Londra, che ci ha dato materiale a sufficienza per parecchi articoli – se l’argomento vi interessa, fatecelo sapere, e potrete leggerne altri.

E se pensate che le applicazioni dell’AV siano remote e astratte siete fuori strada. Al contrario: tra le più interessanti ci sono i videogiochi, sempre all’avanguardia nelle nuove tecnologie (checchè ne dicano i loro onnipresenti nemici). Un esempio? Creatures, un gioco di culto nato da un’idea dell’inglese Steve Grand. Il divertimento consiste nel controllare alcune creature che vivono nel mondo di Albia. Sono piuttosto carine a vedersi e si evolvono nel tempo tra incontri, scontri ed eventi vari. Tutto qui?, si chiederà qualcuno. A prima vista non sembra niente di diverso da un Tamagotchi.

Eppure lo è, e parecchio. Il giocatore controlla le creature in modo decisamente radicale: il programma simula un’intera biologia, e si può intervenire fino a creare specie nuove, che neanche i programmatori sono in grado di prevedere. Al contrario di quanto accade nella maggioranza dei videogiochi, non tutte le scelte sono previste o prevedibili in partenza – il giocatore ha davvero il potere di un piccolo dio. Le creature possono muoversi qua e là per il computer, e il giocatore può farle ‘incrociare’ con altre creature, via Web, creando forme di vita inedite.

È solo un gioco, ma la sua complessità concettuale ha attirato il plauso di uno dei più famosi biologi al mondo, Richard Dawkins. Ci sono altri giochi che usano l’AV, ma come potrete immaginare, le potenziali applicazioni sono infinite – e forse un giorno sarà davvero possibile creare una creatura del tutto autonoma, con una sua volontà e un suo carattere.

Che ne pensate? Vi piacerebbe avere un amico del genere? E a quel punto, sarebbe davvero ‘Vita Artificiale’, o solo un altro tipo di natura?

Ai labbers l’ardua sentenza…

Commenti (6)
Questo articolo è stato pubblicato venerdì 26/09/08 alle ore 17:23 e classificato in Mobile & Tech » Hi-Tech . E' possibile seguire tutte le repliche a questo articolo tramite il feed RSS 2.0. Puoi lasciare un commento, oppure fare il trackback dal tuo sito.

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  • perla9
    di perla9 | 26/09/2008 18:11

    cento

  • Viktor65
    di Viktor65 | 26/09/2008 19:31

    Un dato di fatto è questo mi sembra di capire, che qualsiasi creatura dotata di intelligenza possa realizzare l’uomo, dovrà essere questa al servizio e non al di sopra dell’uomo, cioè non “comandarlo” ma essere al suo servizio.
    Penso sia rimaso da sempre un sogno dell’uomo riuscire a realizzare un altro “uomo” (diventare creatore di esso, insomma) magari dotato di un’intelligenza maggiore certo, ma credo che all’uomo basti un supporto pratico-organizzativo della sua intelligenza.
    Secondo me cozzerebbe per l’uomo una mente che possa “decidere” per lui, o togliere all’uomo il posto del comando come ultimo termine di decisione, come nel citato film odissea2001 dove traspare una fiducia senza limiti per il terminale Hal, anche se nel film è messo in evidenza il problema di una macchina dove l’uomo ha riposto tutta la sua fiducia (e anche la propria vita), che può fallire.
    Ciao ;)

  • francescodimitri
    di francescodimitri | 27/09/2008 12:40

    Perla: ?

    Viktor: e se la Vita Artificiale non facesse nascere un’intelligenza ‘umana’ ma una, in un certo senso, ‘aliena’? E se ragionasse in modo del tutto diverso da noi esseri umani? Ne avremmo paura, o l’accetteremmo?

  • Viktor65
    di Viktor65 | 27/09/2008 15:04

    @Francescodimitri: Eh..bella domanda..mi vengono in mente tutti quei film o fumetti di fantascienza dove in qualche modo gli alieni hanno tentato di entrare in possesso del nostro pianeta dando il contentino iniziale per poi prendere il sopravvento su di noi..
    Aver paura o accettare penso dipenda dal criterio usato da queste menti che ragionano diversamente da noi, sai una macchina magari ragiona razionalmente, scarta ciò che non è efficiente, noi abbiamo un istinto diverso sul mantenimento delle cose o la sopravvivenza della vita.
    Come esempio: Se ci va di mezzo solo il nostro limite a dare un’ordine alla nostra vita e queste menti procurano a noi benessere tutto va bene, se ci andiamo di mezzo noi per questo ordine e..lì sì che ne avremmo paura.
    Sai, un androide medico che non sbaglia un colpo va bene, un androide impiegato per scopi bellici che non vuole sbagliare un colpo..ehm..

  • Viktor65
    di Viktor65 | 27/09/2008 15:32

    Poi aggiungo anche che un’intelligienza superiore rispetto alla nostra può crearsi a partire dalle nostre impostazioni sugli studi che si stanno compiendo sulla mente artificiale, certo, ma svilupparsi poi da sola giungendo fino a chissà dove..(quell’ambizione che citavi).
    Oppure potrebbe trattarsi di intelligienza inimmaginabile o “innovativa” per l’uomo (innovativa con la I maiuscola) ma questo, lo sappiamo bene, deve arrivare da “altro”, e qui ovviamente mi riferisco a forme di vita “davvero” aliene..;)

  • Viktor65
    di Viktor65 | 27/09/2008 15:44

    Sigh..divento vecchio..”intelligenza”..pardon

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