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Computer a vapore

Pensate che i computer siano un’invenzione recente? E invece sono vecchiotti. Per dire: fino a poco tempo fa esistevano dei ‘computer’ in carne ed ossa, persone pagate per fare calcoli matematici. Ancora durante la Seconda Guerra Mondiale i computer erano umani, e quello di ‘computer’ era un lavoro come un altro – fatto da donne, soprattutto, visto che gli uomini combattevano al fronte. Ma c’è qualcosa che risale a tempi più remoti: le strane, mirabolanti invenzioni di uno scienziato dell’Ottocento, noto come Charles Babbage.

Babbage era un gentiluomo vittoriano, vissuto a Londra nel periodo raccontato da Dickens: anni pieni di persone poverissime e ricchissime, di fumi industriali e idee brillanti, rivoluzioni scientifiche e battaglie religiose. Figlio di un banchiere, Babbage da piccolo ebbe vari problemi di salute, che lo costrinsero a un’istruzione irregolare – problema risolto quando approdò al prestigiosissimo Trinity College di Cambridge, dove studiò matematica, filosofia e quant’altro stuzzicasse la sua (vorace) curiosità. E fu a negli anni Venti dell’Ottocento, quasi duecento anni fa, che iniziò a pensare ai computer.

Babbage si era reso conto di un problema piuttosto evidente: i calcolatori umani funzionavano poco e male – non si poteva certo pretendere di avere a disposizione plotoni di geni della matematica. Non era l’unico a notare la cosa, ma lui aveva abbastanza fantasia da pensare a una soluzione: una macchina che contasse al loro posto. Quelli erano anni di meraviglie scientifiche, e la macchina di Babbage sarebbe stata la più grande. Una ‘macchina a differenza’, o difference engine, che avrebbe trasformato il calcolo in un problema fisico – il primo computer artificiale non sarebbe stato elettrico (anche perchè per le reti elettriche era un po’ presto) ma meccanico.

Il nostro era insaziabile. Non contento di aver progettato il primo ‘computer’ in senso moderno (beh, più o meno), ne progettò un altro, stavolta programmabile – la ‘macchina analitica’. Se la prima macchina era strana, questa superava ogni limite: lunga trenta metri, larga dieci, sarebbe stata alimentata da un motore a vapore ed era programmabile grazie a delle, sempre molto fisiche, schede bucate. E indovinate chi scrisse il primo proto-programma? Una donna, Ada King, contessa di Lovelace e figlia di Lord Byron. Alla faccia di chi dice che la matematica è roba da maschietti.

Le macchine di Babbage non furono mai costruite. Sul perchè si discute. È probabile che il vero problema fosse il solito, vecchio ostacolo di tanti geni: Babbage era in anticipo sui tempi. I suoi contemporanei non lo capivano, e non capivano che investire sui suoi progetti avrebbe portato in breve tempo a dei progressi enormi in tutti i campi.

Solo di recente il museo delle scienze di Londra ha costruito per intero una macchina, seguendo i progetti originari. Risultato? Funziona perfettamente. Fosse nato oggi, forse Babbage sarebbe un miliardario famosissimo, con una villa da qualche parte in California. O forse progetterebbe macchine ancora più avanzate, e di nuovo verrebbe sottovalutato…

…ma intanto voi che ne dite, di un computer a vapore?

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Questo articolo è stato pubblicato domenica 14/12/08 alle ore 16:32 e classificato in Mobile & Tech » Computer & Tablet . E' possibile seguire tutte le repliche a questo articolo tramite il feed RSS 2.0. Puoi lasciare un commento, oppure fare il trackback dal tuo sito.

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