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L’arrivo dei transumanisti

Sentirsi inadeguati è una delle cose peggiori che possano capitare. Intelligenti, ma non tanto da vincere quel concorso. Belli, ma non tanto da conquistare quella persona. Veloci, ma non abbastanza da acchiappare il cuginetto di nove anni, che scompare in lontananza con un numero da collezione di Iron Man. E in questi giorni di shopping natalizio, tra camminate massacranti e cumuli di pacchi da portare, in equilibrio precario, tra pioggia, vento e neve, un po’ di forza, resistenza (e pazienza) in più le vorremmo tutti. Ma che ci volete fare, siamo solo umani. O no? C’è qualcuno che vuole lasciarsi i limiti dell’umanità alle spalle. C’è qualcuno che vuole diventare… superuomo? Molto di più: transumano.

Il movimento transumano ebbe inizio negli anni Ottanta a Los Angeles, nell’Università della California (dove altro, se non in California?). I ‘transumani’ sono un gruppo assortito: ci sono scienziati, artisti, studenti, tecnofili di ogni specie, informatici. Tanto per dare un’idea della varietà, il presidente dell’Associazione Italiana Transumanisti, Riccardo Campa, è un professore universitario con un background in sociologia e filosofia, mentre uno dei transumanisti più in vista a livello mondiale, Raymond Kurzweil, è definito su Wikipedia un ‘inventore’ e, in effetti, è l’etichetta che gli dona di più – nel 1998 il MIT lo ha anche nominato ‘inventore dell’anno’, un premio che sa un po’ di Archimede Pitagorico ma è decisamente serio.

In sostanza, che cosa voglio i transumanisti? Superare i limiti dell’essere umano attraverso un uso oculato ma coraggioso della tecnologia. Per i transumanisti non c’è niente di sacro o inevitabile nel corpo umano di per sè: è possibile, anzi, auspicabile, modificarlo, innescare organi artificiali, sostiuire arti, costruire cyborg, utilizzare le biotecnologie più avanzate, eccetera. Sono in prima linea nella lotta per la libertà della ricerca scientifica, anche in campi molto dibattuti come l’ingegneria genetica. Il punto è: se è possibile, o lo sarà presto, intervenire sui geni per migliorare noi stessi, perchè non farlo? Perchè avere paura?

Molti di loro sono convinti che presto si raggiungerà la cosiddetta singolarità – un momento, cioè, in cui le macchine diventano in grado di progettare da sole altre macchine, incrementando enormemente il tasso di sviluppo tecnologico. La vita quotidiana di molti transumanisti è regolata da ferree norme salutiste, nella speranza di arrivare vivi alla singolarità, quando, grazie alla tecnologia, anche la morte verrà sconfitta e noi saremo, finalmente, immortali.

È un sogno, un incubo o un’immagine del futuro? Tra i transumanisti ci sono molte voci importanti della ricerca tecnologica, quindi è possibile che qualcuna delle loro previsioni, prima o poi, si avvererà. D’altronde se la Storia ci insegna qualcosa, è proprio che fare previsioni è difficile per tutti. Molti critici, poi, dicono che il punto non è se il progetto dei transumanisti sia realizzabile o no – il punto è che non deve essere realizzato, perchè presenta enormi rischi per la democrazia e il mondo intero. Sciocchezze, rispondono i transumanisti: anzi, è proprio un modo per salvaguardare democrazia e (trans)umanità nel mondo che verrà.

Voi che ne pensate? Qualcuno si metterebbe in fila per farsi innestare un bel braccio bionico? L’asta è aperta – tanto immaginare, almeno, non costa nulla…

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Questo articolo è stato pubblicato domenica 21/12/08 alle ore 12:00 e classificato in Lifestyle » Film, Musica & (e)Books . E' possibile seguire tutte le repliche a questo articolo tramite il feed RSS 2.0. Puoi lasciare un commento, oppure fare il trackback dal tuo sito.

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