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Web serie

Lonelygirl15 è un nickname che sicuramente molti di voi troveranno familiare: tutto iniziò nell’estate del 2006, quando lonelygirl15, alias Bree, cominciò a postare un videoblog su Youtube a cui affidava confessioni, riflessioni, paure e ansie tipiche della sua età (16 anni, per l’esattezza).

In breve tempo, grazie al passaparola sul web, le avventure di lonelygirl15 appassionarono un pubblico sempre più vasto, compatto nel seguire il videoblog di Bree ma profondamente diviso su una questione fondamentale: Bree esiste davvero? Partì così una vera e propria caccia al fake e soltanto dopo diverse settimane il trucco venne svelato: Bree era in realtà un personaggio interpretato da una giovane attrice neozelandese, Jessica Rose, e il suo videoblog, le sue avventure e i suoi amici erano inventati di sana pianta. In breve: lonelygirl15 era una fiction. O meglio, una web serie.

Dire che cosa sia esattamente una web serie non è facile, o forse lo è fin troppo, se ci si accontenta di definirla come “una fiction seriale in onda sul web”. Lonelygirl15 non è certo il primo esempio di web serie nella storia di internet, ma è anche grazie al successo e alla visibilità ottenuti da Bree & soci che le fiction on-line hanno cominciato a diffondersi in modo massiccio: negli ultimi due anni, la produzione di web serie è aumentata in maniera esponenziale ed esperimenti di ogni genere hanno letteralmente inondato la rete.

Non parliamo solo di prodotti low cost girati con “pochi mezzi e tante idee” – come lonelygirl15, il suo spin-off KateModern o il surreale Ask a Ninja, tanto per citarne alcuni. Sempre più spesso le web serie vantano produzioni di alta qualità: basta dare un’occhiata a The Guild, The Burg o il nostro L’Ospite perfetto – Room4U, nato in realtà come mobile fiction prima di diventare anche una web serie (ne abbiamo già parlato qui e qui).
Insomma, dal punto di vista della qualità produttiva, le web serie  hanno sempre meno da invidiare alle fiction e ai telefilm che siamo abituati a vedere in TV. E proprio il passaggio da internet al tubo catodico rappresenta oggi il traguardo più ambizioso per una web serie – un obiettivo raggiunto ad esempio da In the motherhood e dalla stessa lonelygirl15.

A questo punto però c’è qualcosa che non quadra: se è vero che tutto si sposta su internet, che il futuro sarà sempre più on line e sempre meno in mano ai “vecchi” mass media, perché proprio le web serie, nate nel web e per il web, sono così attratte da un futuro in televisione? Un motivo c’è, e come facilmente intuibile si tratta di un motivo economico: in poche parole, produrre una web serie costa tempo e denaro e internet non paga (o non paga abbastanza, che poi è la stessa cosa).

I vantaggi di internet li conosciamo tutti: accessibilità totale al mezzo, possibilità di confezionare prodotti a basso costo ma comunque fruibili, totale libertà creativa e apertura ad ogni tipo di sperimentazione. Per questi motivi, sul web è possibile realizzare format che nessun canale televisivo si sognerebbe mai di produrre o soltanto mandare in onda. Ma se su internet non c’è nessun limite alla creatività, le prospettive di guadagno sono (ancora) molto limitate.

Ad esempio: Break a leg, una divertente sitcom sul making of di una serie tv – un pò come l’italiana Boris, per intenderci – può vantare un audience di un milione e mezzo di visualizzazioni mensili: non male, per una serie dal costo di 500 dollari a puntata. Il guadagno per gli autori, però, è stato di appena 2500 dollari spalmati in due anni di lavoro, nonostante la partnership con Youtube. Stessa storia per The Burg, i cui autori dichiarano di aver incassato finora poco più di 500 dollari a testa dalla sponsorship di un colosso come Motorola.
Sponsor e pubblicità, insomma, faticano ancora a investire cifre consistenti sulle web serie. E se fossimo invece noi utenti a finanziare le produzioni, ad esempio pagando una piccola cifra per accedere allo streaming degli episodi? Anche questo è uno scenario possibile.

E’ ancora presto per dire se internet resterà solo un “banco di prova” per le web serie che aspirano alla TV, o se si apriranno nuove prospettive di guadagno anche per le serie totalmente on-line. Nell’attesa, non ci resta che ingannare il tempo guardando una nuova web serie: c’è solo l’imbarazzo della scelta! A proposito, ne avete qualcuna da suggerire?

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Questo articolo è stato pubblicato lunedì 29/12/08 alle ore 12:00 e classificato in Lifestyle » Film, Musica & (e)Books . E' possibile seguire tutte le repliche a questo articolo tramite il feed RSS 2.0. Puoi lasciare un commento, oppure fare il trackback dal tuo sito.

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