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Addio quotidiani

C’è poco da fare: il diffondersi dei contenuti digitali ha messo in crisi la carta stampata. Che detta così, in fondo non è neanche una notizia cattiva: per quanto banale, produrre meno carta significa sempre abbattere meno alberi (o nei casi migliori, riciclare meno carta, che è sempre un risparmio).

Finora i giornali tradizionali hanno convissuto più o meno pacificamente con i loro concorrenti on-line: dopo una prima accoglienza “fredda” dei Giornalisti (con la G maiuscola) alla popolarità raggiunta da blog, webzine e tutti quei siti che in un modo o nell’altro “fanno notizia” su internet, oggi non c’è redattore che non abbia la sua lista di blog da sbirciare – e a volte, diciamolo pure, saccheggiare – per poi portare avanti il suo lavoro. Allo stesso modo, avere un buon sito internet aggiornato in tempo reale è ormai fondamentale per ogni testata che si rispetti.

Di sicuro, grazie a internet l’offerta di informazione è aumentata molto, forse pure troppo, secondo alcuni; e in effetti a volte l’eccessiva quantità di voci e notizie può confondere il lettore, se non addirittura disinformarlo. Quantità e qualità, lo sappiamo tutti, non vanno sempre a braccetto. Senza considerare poi tutti i problemi relativi all’attendibilità delle fonti: non tutto quello che si legge su internet è vero. Anzi, la rete è un continuo proliferare di viral e fake inventati ad arte al solo scopo di fare clamore.
Ma a parte tutto, il giornalismo in rete è ormai una realtà seria e consolidata: lo dimostra la recente decisione di aprire le porte dell’ambito premio Pulitzer anche a quei giornali che operano esclusivamente online (ne abbiamo già parlato qui sul blog).

Certo, il quotidiano cartaceo resta ancora insostituibile per la sua versatilità e – soprattutto -  portabilità: se c’è una cosa che i giornali fanno ancora bene, è quella di lasciarsi sfogliare in giro, sul tram, al bar, in treno o in aereo. O la sera sul divano, se preferite uno scenario più tradizionale.
Ma più gli schermi dei telefonini si allargano, più le connessioni mobili si diffondono, più la vita si fa dura per i giornali cartacei, che sentono già il fiato sul collo della modernità che avanza e li condanna a un declino quasi inevitabile: il calo delle vendite (di copie, ma anche di spazi pubblicitari) parla da solo. Persino l’eminente New York Times non esclude che presto potrebbe uscire soltanto in versione online, forse anche fra soli 5 anni. E parliamo di uno dei giornali più letti del pianeta!

Ma un futuro senza più giornali cartacei è davvero vicino, è davvero possibile? E quali sarebbero le alternative al quotidiano? E’ vero, oggi gli smartphone dotati di schermi più “generosi” ci permettono di leggere documenti senza troppe difficoltà, ma certo non reggono ancora il confronto con il buon vecchio foglio di carta. Almeno allo stato attuale, insomma, i giornali hanno ancora una forte ragione di esistere. Ma i tempi cambiano in fretta, e basterebbe la diffusione in larga scala di un device ancora “acerbo” come il Plastic Logic Reader (qui in un video) per dare il colpo finale a quotidiani ed edicole così come li conosciamo.

Come sempre, quello che succederà dipende sempre e solo da noi. E quanti sarebbero davvero disposti a rinunciare all’odore dell’inchiostro fresco di stampa del loro quotidiano preferito, in cambio di un reader di ultima generazione?

Commenti (1)
Questo articolo è stato pubblicato giovedì 22/01/09 alle ore 12:10 e classificato in Mobile & Tech » Hi-Tech . E' possibile seguire tutte le repliche a questo articolo tramite il feed RSS 2.0. Puoi lasciare un commento, oppure fare il trackback dal tuo sito.

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  • MrDiabolico
    di MrDiabolico | 23/01/2009 10:31

    Mah. Da tecnologic man trovo comunque che la carta stampata abbia un fascino ineliminabile …

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