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Chi ha paura degli hacker?

Erano gli anni Ottanta e noi ragazzi maschi andavamo pazzi per Wargames. Ricordate? Un giovane Matthew Broderick interpretava il ruolo del nerd definitivo – timido, sfortunato ma intelligentissimo. Con un computer che oggi sembra un cassettone era in grado di compiere miracoli, come cambiare i suoi voti a scuola (e scusate se è poco). O scatenare una guerra mondiale. O evitarla, conquistando stima, amore e un prevedibile lieto fine. Nel film Broderick era un hacker, uno di quelli simpatici – ma siamo sicuri di saperlo davvero, che cos’è un hacker?

La parola ‘hacker’ è diventata famosa tra il grande pubblico negli anni Ottanta, grazie a film come Wargames e ai romanzi cyberpunk – ma risale probabilmente agli anni Sessanta. Di solito serve a descrivere un pericoloso pirata informatico, in grado di entrare nei computer altrui e, beh, di farci più o meno quello che gli pare. Ma non è questo il senso originario della parola.

Per gli informatici un ‘hacker’ non è un criminale, è solo una persona molto brava a programmare, che quindi è in grado di ‘entrare’ nel codice, di usarlo come preferisce. Non è necessariamente un pirata, non è uno che si diverte a seminare virus in giro, è solo un informatico che si diverte a esplorare i limiti dei software, magari anche per migliorarli. Un hacker è caratterizzato da una grande passione per quello che fa, dalla voglia di sperimentare, dalla curiosità.

I suoi cugini pericolosi sono i cosiddetti cracker, che invece forzano i sistemi informatici per scopi precisi (e criminali): boicottare un’azienda, rubare numeri di carte di credito, eccetera. Molti hacker non vedono di buon occhio i cracker, perchè seminano tra noi gente comune una paura nei confronti dei computer che ne rallenta lo sviluppo. Tra l’altro sono alla ricerca di profitti precisi, mentre l’unico profitto che cerca il vero hacker è un aumento delle sue conoscenze e abilità.

A volte i confini sono, però, più labili di quanto questa distinzione possa far credere. È il caso di Gary Mckinnon, un hacker inglese considerato tra i più pericolosi al mondo, che si trova al centro di un balletto legale tra gli Stati Uniti (i cui sistemi militari ha violato, da casa, proprio come in Wargames) e l’Inghilterra (dove vive). Come se non bastasse, Mckinnon afferma di aver trovato prova dell’esistenza di extraterrestri, e di aver forzato per questo i sistemi americani – solo che ora lo vogliono mettere a tacere.

Strano, vero? Ma è questo il mondo degli hacker, un mondo creativo in cui mai niente è ‘troppo’. E non crediate che le loro tecniche siano soltanto basate sulla capacità di usare i computer – tutt’altro. Hacker e cracker sono consapevoli dell’importanza del fattore umano e i più bravi sono specialisti della cosiddetta ingegneria sociale, e cioè la capacità di ricavare informazioni dalle persone. Telefonate false, mezze verità, promesse, corruzione: ci sono molti modi più facili, per ottenere una password, che scrivere un complicatissimo programma di ricerca. Se pensate che l’hacker sia un asociale capace solo di giocare con i PC, è tempo di cambiare idea.

E voi che ne dite? Che cosa fareste, se fosse dei bravi hacker? Forza, che non lo diciamo a nessuno…

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Questo articolo è stato pubblicato domenica 25/01/09 alle ore 12:00 e classificato in Mobile & Tech » Hi-Tech . E' possibile seguire tutte le repliche a questo articolo tramite il feed RSS 2.0. Puoi lasciare un commento, oppure fare il trackback dal tuo sito.

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