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Un mago alla NASA

I laboratori missilistici della NASA furono fondati da un mago. Sorpresi? Quando si parla di Jack Parsons è facile esserlo. Geniale, artistico, incontrollabile, Parsons è il James Dean della scienza. E la sua morte misteriosa ha contribuito a renderlo un vero mito.

Il suo vero nome era Marvel (lett. ‘Meraviglia’: comprensibile che preferisse farsi chiamare Jack) Whiteside Parsons, e nacque in California il 2 ottobre 1914. Oggi Parsons sarebbe stato definito un nerd: era timido, introverso, fantasioso e con una grande passione per la scienza. Da ragazzo strinse soltanto un’amicizia importante, con Ed Forman.

I due passavano le loro giornate a leggere fantascienza e costruire razzi. Armati di laboratori casalinghi e materiali di fortuna, rischiarono la vita diverse volte, maneggiando esplosivi e cercando di trovare nuove tecnologie. Erano timidi ma intraprendenti, e oltre a sperimentare entrarono in contatto con scienziati di tutto il mondo, dall’America alla Russia. Niente Internet, a quei tempi: tutti i rapporti che intrattenevano erano via posta.

Anche se nè Parsons nè Forman avevano un’educazione formale (nessuno dei due aveva finito l’Università), i loro esperimenti impressionarono alcuni tra i più importanti scienziati dei tempi. Tanto che uno di essi, von Kàrmàn, decise di assumerli. I due amici organizzarono un team di sperimentatori coraggiosi, chiamato suicide squad per le tendenze, come dire, esplosive. Negli anni Quaranta il gruppo di von Kàrmàn e Parsons si sarebbe trasformato nel Jet Propulsion Laboratory della NASA.

Oltre che a quelli scientifici, Parsons si dedicava a esperimenti meno noti. Diventò prima un lettore e poi un seguace di Aleister Crowley, un occultista inglese molto influente. Crowley è a volte definito ‘il padre del satanismo moderno’, ma in realtà disprezzava i satanisti e praticava una forma di magia ispirata a fonti disparate (cristiane, ebraiche, orientali). Jack iniziò una corrispondenza con Crowley: dopo aver usato la posta per mettersi in contatto con gli scienziati, adesso la usava per i maghi.

Ma Jack non era tipo da ‘seguire’ nessuno. Sviluppò rapidamente idee proprie, in contrasto con quelle del suo maestro epistolare. Il suo incantesimo più famoso fu l’Operazione Babalon, un complesso rituale volto a cambiare il mondo: sia in magia che in scienza, era un uomo decisamente ambizioso.

Purtroppo la sua vita finì bruscamente – in un’esplosione nel laboratorio, nel 1952. Jack aveva 38 anni e lasciava una compagna innamorata, amici e ammiratori sia nel mondo scientifico che in quello magico. Sulla sua morte si addensarono molti sospetti: Parsons aveva avuto qualche problema politico, perchè aveva idee radicali che nell’America di inizio anni Cinquanta non sempre erano viste bene. La versione ufficiale, comunque, è che l’esplosione fu un incidente.

Ad ogni modo un uomo brillante era morto. Chissà se lo sanno, gli astronauti di oggi, che è stato un mago a mandarli sulle stelle…

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Questo articolo è stato pubblicato domenica 15/02/09 alle ore 12:14 e classificato in Mobile & Tech » Hi-Tech . E' possibile seguire tutte le repliche a questo articolo tramite il feed RSS 2.0. Puoi lasciare un commento, oppure fare il trackback dal tuo sito.

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