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Scaricare legalmente

Il processo a Pirate Bay ha fatto discutere – e ne abbiamo parlato anche nel lab. Comunque la si pensi sul processo, c’è una cosa da dire: Internet sta cambiando il concetto di ‘proprietà’ di un’opera, e casi come questo lo rendono evidente. La pirateria è illegale, e questo è un fatto su cui non si discute. Ma proteggere libri, musica e altro è sempre più difficile. Ci sono alternative?

Si, ci sono, anche se sulla loro utilità non c’è certezza. L’alternativa più famosa, relativa ai software, è l’open source. In pratica si tratta di rendere aperto, pubblico, il ‘codice sorgente’ di un programma. Quando comprate un software per il computer, il codice che lo fa funzionare è nascosto, e se anche risucisse a trovarlo, modificarlo sarebbe illegale. Tutto questo cambia con i programmi open source, come ad esempio la piattaforma Linux: il codice è pubblico e chiunque (beh, chiunque ne abbia le competenze) può trafficarci a piacere.

Legato all’open soruce è il copyleft, che si propone come alternativa al copyright, e cioè alle leggi correnti sul diritto d’autore. Esistono diversi ‘gradi’ di copyleft, ma il concetto è sempre lo stesso: e cioè, che un’opera rilasciata in copyleft può tranquillamente circolare tra i lettori, di solito a patto che loro non la sfruttino economicamente. Un libro rilasciato con una licenza copyleft può essere scaricato da Internet, fotocopiato, eccetera. Un suicidio editoriale?

Non è detto. Editori importanti come Mondadori si stanno aprendo al copyleft: un collettivo di autori chiamato Kai Zen ha pubblicato qualche anno fa un libro in copyleft, La Strategia dell’Ariete, che era collegato a un sito web sul quale i lettori potevano intervenire inventando storie sui personaggi, modificando narrazioni pre-esistenti, eccetera. Insomma, un vero e proprio incontro tra autori e lettori, che ha avuto un bel po’ di successo. E la cosa interessante è che il libro ha anche venduto bene.

I sostenitori del copyleft lo ritengono un’alternativa valida da un punto di vista commerciale. Ad esempio, la diffusione su Internet di un libro e la possibilità di ‘giocarci’ aumentano la possibilità che qualcuno poi lo voglia comprare. La carta, in fondo, resta cosa diversa dallo schermo. Ma se questo sia vero o no, sembra difficile deciderlo. Paulo Coelho è un convinto sostenitore del fatto che Internet aiuti l’editoria, e dal suo sito è possibile scaricare (legalmente) parecchi libri.

Nel mondo della musica le cose si muovono ancor più rapidamente. Sono sempre di più i gruppi, anche importanti, che rilasciano gratis i loro lavori su Internet, mettendoli a disposizione per un periodo di tempo limitato, o magari per sempre. Un esempio? I Nine Inch Nails e il loro album The Slip.
È ancora presto per capire dove tutti questi sviluppi porteranno. Ma voi labbers, che ne pensate?

Commenti (1)
Questo articolo è stato pubblicato venerdì 01/05/09 alle ore 12:29 e classificato in Mobile & Tech » Hi-Tech . E' possibile seguire tutte le repliche a questo articolo tramite il feed RSS 2.0. Puoi lasciare un commento, oppure fare il trackback dal tuo sito.

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