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Ricordando il Commodore

Era l’agosto 1982. L’estate dei mondiali di Spagna, quello in cui Bearzot portò la Nazionale al trionfo. L’anno della Guerra delle Falkland e della nascita di Rete 4. Quell’agosto negli Stati Uniti ci fu una rivoluzione pacifica che cambiò milioni di vite. Quello fu l’agosto del Commodore 64.

Qualche labber lo ricorderà, i più giovani forse no.  Con la sua gigantesca tastiera grigia, il mangiacassette per i dati e il monitor che pareva uscito da un vecchio film di fantascienza, è stato il primo approccio con i computer per molti della generazione nata tra fine anni Settanta e primi anni Ottanta. Per qualche anno non c’era nessuno che non avesse un commodore o non conoscesse qualcuno che lo aveva. I tempi di Internet erano lontani e anche soltanto caricare una foto era fuori discussione, eppure il Commodore aveva una magia che resta ancora intatta per chi l’ha conosciuto. Perché?

Intanto, costava poco. Fu questo il primo motivo del suo successo: molto semplicemente, rendeva i computer accessibili a tutti. I figli lo volevano perché potevano giocarci e fare cose nuove, i genitori non erano estranei all’idea di comprarlo: era uno strumento utile, educativo e abbordabile. Insomma, faceva contenti tutti.

Ma c’era di più. Il Commodore 64 fu per molti di noi l’iniziazione con un’idea oggi ovvia: quella che sia possibile interagire con uno schermo. Tu premevi dei tasti, e sullo schermo un omino si muoveva. Magia. La tecnologia su cui si basava era stata sviluppata con i videogiochi in testa, ma il Commodore poteva fare un po’ di tutto. E poteva farlo a buon mercato.

Per videogiocare non c’erano raffinati sensori di movimento, joypad vibranti o chissà che meraviglie. Il massimo cui potessimo aspirare era un massiccio joystick, con tasti duri montati su una leva altrettanto dura. Il joystick veniva fissato al tavolo con delle ventose, e da lì, in teoria, non doveva muoversi. Giocare poteva essere massacrante per mani e dita, ma non importava. I videogiochi in casa erano stati, fino a quel momento, un lusso quasi impensabile.

A volte, poi, non c’era neanche il joystick.  Uno dei videogiochi di più grande succcesso fu la versione Commodore di Adventure, un’avventura interattiva basata soltanto sul testo, senza grafica. E poi c’era la musica. Con il Commodore era possibile suonare, anche se le raffinate interfacce dei software di oggi erano di là da venire. E il sound del Commodore era così caratteristico che c’è chi lo usa ancora oggi.

Ma non fu la qualità tecnica a fare la differenza. Se il Commodore divenne un fenomeno di costume e un pezzo di storia, fu soprattutto perché era la tecnologia giusta al momento giusto. Gli anni Ottanta imperversavano, e il computer era al tempo stesso un nuovo piacere edonista e un nuovo strumento di lavoro e affari. Uno strumento ancora bizzarro, ma chissà, un giorno.

Quel giorno è arrivato prima del previsto: il Commodore aprì una strada che avrebbe cambiato il mondo. E anche con la sua grafica rozza, i pezzi grossi e le cassette, come potremmo non volergli ancora bene?

Commenti (15)
Questo articolo è stato pubblicato venerdì 21/08/09 alle ore 12:00 e classificato in Mobile & Tech » Computer & Tablet . E' possibile seguire tutte le repliche a questo articolo tramite il feed RSS 2.0. Puoi lasciare un commento, oppure fare il trackback dal tuo sito.

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  • pittix
    di pittix | 21/08/2009 20:38

    non l’o mai usato….ma penso che fosse una cosa fantastica averlo!!!!

  • bugbunny
    di bugbunny | 22/08/2009 10:34

    A dir poco fantastica la descrizione…un tuffo nel passato, avevo circa 8-9 anni ma ricordo che andavo dal mio vicino…a giocare…a calcio o”agli aerei” mettevamo la cassetta nel mangianastri e via…era un nuovo modo di giocare e di fantasticare..passavamo ore…a duellare con aerei..astronavi ecc.. stavamo assistendo ad una rivoluzione senza rendercene conto..

  • Corel
    di Corel | 22/08/2009 22:46

    Io c’è l’ho ancora, e ho anche un c=128 con lettore floppy 1541,
    Giornate intere a giocare a Poker, alla Favolosa Wanda, a Pitfall…i giochi della Simulmondo……che tempi ragazzi, come ci divertivamo con poco.

  • Filippo91
    di Filippo91 | 24/08/2009 02:50

    Io anche se sono giovane xkè ho 17 anni mi ricordo ancora benissimo dell’amiga e dei giochi famosissimi ke ha lanciato come Monkey Island ke ha successo ancora oggi dato ke a breve deve uscire un remake del primo capitolo xD

  • AndreaServino
    di AndreaServino | 24/08/2009 09:00

    Che bei ricordi, io ero possossere dell’altrettanto mitico Vic20 e poi ho avuto il 128 mi sono spaccato a giocare a Hiperolimpics col quel bellissimo joystick che veniva dato in dotazione.
    Molti miei amici avevano il 64 e si passavano i pomeriggi a casa di uno o a casa dell’altro a giocare.
    Si ma quanto ci metteva la cassetta a caricare un gioco??????

  • Mixi
    di Mixi | 24/08/2009 09:48

    Mitico!!! cresciuto con il Commodore 64 e ce l’ho ancora conservato e perfetto!!!
    Ma quante ore passate a pulire la testina perchè la cassetta si inchiodava? Arrivavi a pranzare e per l’ora del caffè il gioco era caricato….
    Attendo con ansia l’emulatore di C64 per lo Storm…

  • francescodimitri
    di francescodimitri | 25/08/2009 16:14

    Quando il commodore arrivò a casa, io ero davvero giovincello. E ricordo la meraviglia che provavo al pensiero che, muovendo la leva del joystick, si muoveva qualcosa sullo schermo. Ho ancora le dita che scrocchiano, per quanto ci ho giocato.

    E perfino Adventure, che era tutto testo e niente grafica, sembrava un gioco da fantascienza…

  • maurorog
    di maurorog | 26/08/2009 15:17

    Forse sono un po’ piu’ anziano di molti di voi, e anche io ho posseduto il C= 64, il mio secondo home computer per la precisione ( ho iniziato con il Ti99/4A ).
    La mia passione non erano tanto i videogames, quanto programmare. Attendevo con ansia le rivista MC Microcomputer per carpire tutti i segreti di questo home computer. Sul C64 ho imparato l’assembler, a programmare in Pascal (29 al primo esame universitario), avevo il disassemblato completo e commentato di tutto il suo sistema operativo (ben 8 Kb se non ricordo male) e toccai l’apice quando giocando con gli interrupt da raster riuscii a duplicare gli 8 sprite a disposizione.
    Ho ancora il computer in cantina insieme ad un Amiga 2000, un Amiga 3000, ma piccolino non si accende piu’ !!!

  • redbadnap
    di redbadnap | 27/08/2009 19:30

    Beh, non è che costasse poi così poco: base + lettore a cassette + stampante (che posseggo ancora) e il lettore floppy, lo avevo pagato ben unmilionetrecentocinquantamila lire. Io allora, come impiegatuccio, prendevo 850mila lire nette al mese!!! Ed era un ottimo stipendio!! Certo che a confronto dello zx80 base (che avevo pagato 350mila lire qualche anno prima) e dello spectrum (ho avuto anche quello) c’era un abisso, un ottimo computer alla portata (quasi) di tutti. In seguito ho avuto anche un 128, un 128D, con quel cortissimo cavo di tastiera, e poi sono passato ad un XT Amstrad, ecc.

  • naples76
    di naples76 | 05/09/2009 01:47

    Francesco,
    io sono del 1976…
    complimenti per cio’ che hai scritto e hai saputo tirare fuori…ho le lacrime che mi scendono a leggere del Commodore…il Ma.g.i.c.o Commodore…
    ho 2 commodore a casa, entrambi conseravati con autentico Rispetto e Devozione
    il mio primo pc è stato appunto un COMMODORE 16…che lo ebbe in regalo mio Padre per regalarcelo,aquistando un enciclopedia (con 2 giochi, il calcio e la F1)
    il secondo, fu’ un passaggio che all’ora era l’apice della tecnologia…dal C16 al C128 (che per avviare i giochi con il caricamento a strisci colorate dovvi far partire la schermata del C64). Ogni fine sttimana, mio Fratello ed io di corsa dal giornalaio a comprare con 10.000 lire le cassette con 30-40 giochi dentro e le flicità quando uscivano quelli da bar come “Zombie”, “pacland” (da non confondere con “pacman”), outrun, etc.

    il pomeriggio a giocare (ogni 3 giorni un joistick nuovo) un paio d’ore e poi di filata in cortile col pallone…questo fino al 1990…

    poi successivamente il salto di qualità con un ibm, un megadrive, un pentium, etc…

    penso che dopo cio’ che hai descritto e i post successivi sia inutile aggiungere altro…”solo” tantissimi Ricordi di Infanzia, la Migliore…!!!

    Grazie mille per aver aperto questa “discussione”…

    francesco

  • francescodimitri
    di francescodimitri | 10/09/2009 18:59

    Mauro: io sul commodore ho studiato il Basic. Poi ho capito che non era per me. Ma mi ci divertivo moltissimo…

    Red, Naples, tutti: è bello ricordare la tecnologia di ieri, vero? Sembrano passati millenni, ma sono solo pochi anni – anni in cui è cambiato tutto. Però il cuore resta là: senza Commodore, forse non staremmo qui, ora, a chiacchierare in questo spazio. E i classici, poi, restano insuperabili…

  • Rags
    di Rags | 14/09/2009 16:16

    Anno 1980. Avevo 14 anni.
    A casa di un mio amico per studiare, questo tira fuori, dopo i compiti, un Commodore 64 e lo attacca ad una tv 14 pollici in bianco e nero.
    Senza parole! Giochiamo. Al calcio (quello coi giocatori squadrati, sonoro quasi inesistente e la palla che te la portavi di testa fino in porta), a Wanda e il segreto dell’universo, delle cose e vattelo arcordare, a Buck Rogers (!!) e a Forbidden Forest.
    Torno a casa con un mondo fantastico nella mia testa.
    Anni dopo lo compro: basic ed assembler diventano pane per i miei denti.
    Tra un Poke53280,0 e un SYS64738 (…ve lo ricordate, vero?) e tra un LDX, LDY, STA ed un gioco di Avventura, ci sono cresciuto. Poi sono passato all’Amiga.
    Mamma mia, che spettacolo!
    Forse sono rimasto li…. Ogni tanto emulo il 64 e mi faccio una ricca partita =)
    Ho ancora due C64, un Vic 20 e vari Amiga sparsi qua e la, quasi tutti funzionanti.
    64 k di ram, prodigio per quei tempi! E neanche la potevi usare tutta, visto che molta di quella memoria serviva per il kernel ed altra era nascosta “sotto” a quella li.
    Ricordo anchio MC Microcomputer, Commodore Computer Club e varie riviste inglesi dove ritagliavo gli articoli che mi servivano. E ricordo anche 64 sprite su schermo, scrolling fine punto per punto (oo), il raster e tutto l’ambaradan.
    Il C64 è stato veramente la molla che ha spinto tanta gente verso il mondo del computer.
    Ma il bello è che il mitico C64 vive ancora! Esistono addirittura interfacce MP3 per il 64 (!!!) ed interfacce ethernet (OO) per lo stesso. E girano anche un sacco di “matti” che fanno programmi e demo per questo mitico, intramontabile gioiello.
    Bei ricordi…
    WOW!

  • Rags
    di Rags | 14/09/2009 18:17

    Piccola correzione.
    O meglio: scrivendo, devo aver fatto un pasticcio! Tra “avevo 14 anni” e la riga dopo, manca un pezzetto.
    Questo:
    Facevo il primo anno di liceo scientifico, mi piacevano i videogiochi (i primi, negli anni 80) e l’idea di un computer era quella di un grosso contenitore, che cacciava fuori incomprensibili nastri di carta perforata. Avevo già visto una console da videogioco, della Atari, e Pole Position spopolava.
    Ma la sorpresa la ebbi due anni dopo.

    Ecco, scusate. Con l’età si diventa un po’… rimba! =)

  • francescodimitri
    di francescodimitri | 15/09/2009 13:45

    Rags: e del retrogaming, che ne pensi?

  • Rags
    di Rags | 17/09/2009 21:00

    Ciao Francesco!
    Retrogaming?!? Eh eh…. Tutto il bene possibile!
    Essendo stato un appassionato di videogames (non perchè non lo sia più, anzi.. E’ il tempo che è tiranno!) Spendevo le mie cento lire (!!) a Space Invaders. Ma ricordo anche i videogiochi precedenti, specialmente quella specie di tennis con due bacchette, una riga in mezzo e la palletta =) Anticipatore di quello che sarebbe stato poi un successone: Breakout!
    E come non ricordare Asteroids…? Ma qui andiamo davvero indietro nel tempo.
    Possessore del C64 e dell’Amiga poi (ancora oggi Amighista… pazzo!), dovrei avere un due migliaia di giochi a casa, sotto forma di simpatici floppy da 3.5″ !!
    Ho dato un’occhiata alla Playstation 1, perchè ce l’aveva mio nipote e ricordo Silent Hill come il miglior incubo su console! Macchina che ha fatto storia. Peccato per il CD32…. Pazienza….
    Ma fortunatamente esistono MAME, che per i giochi da bar è un toccasana, e SCUMMVM che ti permette di giocare alle avventure LucasArt più vecchie.
    Chi non ricorda The Secret of Monkey Island?!?
    Mamma mia, che bello! A quel gioco non manca niente. Anzi…!
    Ultimamente, sto facendo un giretto qua e la sui siti di retrogaming e devo dire che l’interesse aumente….
    Ci sono un sacco di bei giochi che non ho avuto il piacere di “smanettare”. Bisogna che recuperi il tempo perduto. =)

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