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Hoaxes!

Prendi un gattino piccolo e tenero. Ficcalo in una bottiglia. Fallo crescere là dentro, senza mai tirarlo fuori. Fatto? Allora sei l’orgoglioso proprietario di un gatto bonsai! Se vi sembra disumano, tranquilli: quello dei bonsai kitten è solo uno scherzo. Ha generato rabbia e servizi TV, ma è nato soltanto dall’idea goliardica di un gruppo di studenti del MIT. Un po’ di fotoritocco, un sito web, e il gioco è fatto.

Internet ha una lunga storia di scherzi. In Inglese si chiamano ‘hoaxes’: tiri ben congegnati, notizie false che passano per vere finchè qualcuno non le scopre o gli autori non escono allo scoperto. Un altro esempio? Uno dei migliori: ManBeef. Era un sito, pubblicizzato via email nel 2001, che vendeva carne umana. O meglio: vendeva gadget, e diceva di vendere anche carne umana. Che fosse uno scherzo era piuttosto evidente, ma questo non ha impedito a molti di indignarsi, e alla U.S. Food and Drug Administration di far partire un’indagine. Risultò che non c’era davvero in vendita nessuna carne, e alla fine l’autore dello scherzo ammise che di scherzo si trattava.

Per non parlare del video che ‘dimostrava’ come fosse possibile caricare un iPod collegandolo a una cipolla (se qualcuno ci ha provato con l’iPhone, beh, non se la prenda con noi…). O degli innumerevoli video, e ancor più numerose fotografie, di fate, Bigfoot e UFO. Intendiamoci: per quel che ne sappiamo, tutti costoro potrebbero esistere davvero. Quel che è certo però è che molte delle ‘prove’ della loro esistenza che girano in Internet sono contraffatte.

E poi ci sono scherzi ancor più selvaggi. Qualcuno ricorda John Titor? Era lo pseudonimo di un tizio che postava su Internet dicendo di provenire dal futuro, fornendo anche una descrizione della sua macchina del tempo. In Italia se n’è parlato molto su Voyager. Anche se lo scherzo non è mai stato dichiarato, le inconsistenze della storia di Titor fanno pensare che per avere davvero un viaggiatore del tempo che fa outing bisognerà aspettare ancora un po’.

Per questi come per tanti altri scherzi su Internet, il punto non è tanto capire se sono veri o no. A freddo, individuarli è piuttosto semplice. La domanda è: perché noi ci crediamo? Sulle prime quasi tutti siamo caduti nella trappola del bonsai kitten. Eppure a parlarne ora sembra ridicola. E non è che queste trappole siano nate con Internet. Prendete sir Arhur Conan Doyle, ‘papà’ di Sherlock Holmes: si fece ingannare da due bambine, che dicevano di aver fotografato delle fate in giardino.

Un hoax, per essere convincente, deve toccare le corde giuste. Disgustarci, meravigliarci, comunque colpirci. Di fronte a un gatto in bottiglia, a una macelleria umana o una fata, è difficile restare freddi. E l’emozione supera il controllo della ragione. Internet aggiunge una nuova dimensione. Ogni notizia, in rete, si diffonde in modo virale, rapidissimo. Rimbalza da tastiera a tastiera, da schermo a schermo. E diventa, a suo modo, ‘reale’.

Poco male: di solito questi scherzi non hanno nessuno scopo, se non il divertimento. Ma dovrebbero metterci in guardia su notizie di altro tipo. O no?

Commenti (1)
Questo articolo è stato pubblicato giovedì 03/09/09 alle ore 12:00 e classificato in Web & Social » Novità dal Web . E' possibile seguire tutte le repliche a questo articolo tramite il feed RSS 2.0. Puoi lasciare un commento, oppure fare il trackback dal tuo sito.

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  • pittix
    di pittix | 11/09/2009 14:40

    vero!!! dovrò provare a raccontare quella del gatto!!!!!

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