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Retrogaming

Il 20 settembre a Portland, nell’Oregon, ci sarà un incontro di appassionati di videogame particolari. A loro non interessano grafiche scintillanti ed effetti sonori in stereofonia. Non viaggiano negli ‘open world’ che vanno di moda nei videogiochi di oggi, non si perdono nelle ultra-realistiche simulazioni di PS3 e Xbox, né nei sensori di movimento del Nintendo Wii. A loro piacciono i classici.

Pensateci. La letteratura ha i suoi ‘classici’: le storie di Tolkien, Manzoni, Dickens. La stessa cosa vale per il cinema: Blade Runner, La Vita è Meravigliosa, Metropolis. Per non parlare della musica – quando mai passeranno di moda Louis Armstrong o i Beatles? Nel campo dei videogiochi, invece, sembra quasi che i classici non possano esistere – che sia necessario seguire le ultime novità di hardware e software, che un gioco vecchio di un anno sia irrimediabilmente superato.

Ma non è più così. I videogiochi stanno, per così dire, uscendo dall’adolescenza, e ormai eistono moltissimi giocatori adulti. Persone che hanno iniziato a giocare da bambini (magari con un Commodore) e non hanno mai perso il vizio. E che una volta cresciuti, pur apprezzando le meraviglie grafiche della PS3, hanno ancora voglia di giocare con i buoni, vecchi, videogames di una volta.

La convention di Portland è dedicata al retrogaming – e cioè l’hobby di recuperare giochi vecchi, a volte vecchissimi. Non è detto che l’età li renda meno divertenti: quanti di voi ricordano Pac-Man? E quanti ci giocherebbero ancora, passando notti intere al grido di ‘ancora una e poi smetto’?

Tra i giocatori adulti il retrogaming sta prendendo sempre più piede. In parte per motivi di nostalgia: l’infanzia non torna più, e magari tornare a combattere gli alieni con Space Invaders può restituire un pizzico d’incanto. Ma questa è solo parte della storia. Poi c’è la parte più concreta: spesso i vecchi giochi erano davvero divertenti. Avendo poche risorse tcnologiche, i programmatori dovevano lambiccarsi per avere un gameplay impeccabile: molti concetti usati nei videogiochi di oggi sono stati creati dalla ‘vecchia’ generazione.

Il problema che hanno i giochi rispetto ai libri è quello dei supporti. I videogiochi per Amiga hanno bisogno, beh, di un’Amiga – che oggi non è propriamente un computer diffuso. Ecco perché spesso i vecchi giochi vengono riscritti per funzionare su piattaforme nuove. A volte queste riscritture sono illegali (fateci attenzione!), ma altre volte sono perfettamente legali e dotate di licenza.

Esiste poi chi produce nuovi giochi in vecchio stile – un po’ come gli scrittori che ‘emulano’ lo stile di Tolkien o Dickens. Alcuni sono produttori ‘indipendenti’, designer di videogames che preferiscono lavorare lontani dai grandi marchi.

I retrogamers sono sempre di più: in Inghilterra hanno una rivista interamente dedicata al loro hobby. E voi che ne pensate? Quali sono i giochi rimasti nel vostro cuore? Perché scommettiamo che ne avete, di classici nel cassetto…

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Questo articolo è stato pubblicato domenica 13/09/09 alle ore 12:00 e classificato in Mobile & Tech » Apps & Games . E' possibile seguire tutte le repliche a questo articolo tramite il feed RSS 2.0. Puoi lasciare un commento, oppure fare il trackback dal tuo sito.

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