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Tecnologia, arte e corpo umano (I)

Nel 1818 Mary Shelley pubblicava Frankenstein, cambiando per sempre il modo in cui vediamo le tecnologie. Il romanzo era un misto di sogni e incubi, di speranze e paure. La storia è nota: un geniale scienziato, Victor Frankenstein, crea in laboratorio una creatura vivente, composta da pezzi di cadaveri. Ma la creatura, sotto il peso della sua diversità, diventa un mostro vero e proprio. E le cose non finiscono bene.

La storia di Frankenstein risponde a una domanda molto antica: cosa succede quando tecnologia e corpo umano si incontrano? In realtà il rapporto è antico. Ci sono antropologi che sostengono che il primo cyborg sia nato quando l’uomo preistorico ha iniziato a usare i primi, rudimentali strumenti: già la lancia, per esempio, trasformava l’essere umano in qualcosa di diverso. Qualcosa di, almeno in parte, tecnologico.
Ma negli ultimi anni c’è stato un salto di qualità, grazie agli enormi passi avanti compiuti dai rapporti tra tecnologia e biologia. E non tutte le risposte sono pessimistiche come quelle date da Frankenstein e il suo mostro.

Gli esempi in senso contrario si sprecano. Uno fra tutti: le protesi sempre più sofisticate. Tanto sofisticate da creare nuovi problemi. Qualcuno ricorderà il caso di Oscar Pistorius, corridore professionista con una particolarità: non ha gambe. Nonostante corra con delle protesi, è riuscito a vincere gare su gare. Al punto che qualcuno sospetta che le protesi non siano un problema, ma anzi, un attivo vantaggio. Fondata o no che sia l’accusa, fino a qualche anno fa sarebbe stata impensabile. Oggi la tecnologia è abbastanza raffinata da far nascere quantomeno il dubbio. E anche se non tutti sognano di essere corridori olimpici, è in qualche modo rassicurante sapere che esistono protesi così raffinate.

Dove la scienza arriva, l’arte non è mai lontana. E questa è una frontiera che sembra quasi incredibile: il fondersi di arte, scienza e corpo umano. Eppure è una frontiera che già esiste. E non è neanche nuovissima, di per sé. La performer francese Orlan, per esempio, si è sottoposta negli anni Novanta a una serie di operazioni di chirurgia plastica che la portassero a ‘somigliare’ a opere d’arte famose.

E mentre alcuni artisti lavorano sul proprio corpo, c’è chi (più prudentemente) usa la tecnologia per lavorare su corpi altrui. Gunther von Hagen ha inventato una tecnica, chiamata plastinazione, che consente di preservare intatti i tessuti biologici. L’ha usata per preservare interi cadaveri (rigorosamente di volontari), che poi ha sistemato in una serie di mostre in giro per il mondo. Le discussioni sono state accese, l’interesse, sia del pubblico che della critica, forte. Alcuni lo hanno accusato di cercare solo lo scandalo. Chi ha visitato una delle mostre, però, si è detto molto colpito: l’esibizione è una riflessione su noi esseri umani, sul nostro posto sulla Terra, potente e inquietante, come dovrebbe essere tutta l’arte.

Ma ecco sorgere la domanda: è ancora arte, questa? È davvero possibile fare arte con biologia e scienza? C’è chi ne è assolutamente convinto, e sta provando a spostare le frontiere ancora più in là.

E tra una settimana, qui nel lab, intervisteremo uno studioso inglese che ci dirà qualcosa a riguardo. Curiosi? In fondo c’è da aspettare poco…

Commenti (9)
Questo articolo è stato pubblicato domenica 11/10/09 alle ore 12:00 e classificato in Mobile & Tech » Hi-Tech . E' possibile seguire tutte le repliche a questo articolo tramite il feed RSS 2.0. Puoi lasciare un commento, oppure fare il trackback dal tuo sito.

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  • Dukessa
    di Dukessa | 11/10/2009 12:55

    Ma cosa c’entra questo post con Vodafone??
    Scusate ma pensate a leggere i commenti dei consumatori insoddisfatti, scusarvi e iniziare a lavorare per NOI, invece di scrivere cose che non interessano a nessuno se non a voi.
    Ma a che serve sto Lab esattamente? Si può sapere?
    La gente si lamenta e voi scrivete ste robe inutili IGNORANDO l’evidenza: gli unici contenti qui siete voi che siete pagati con i nostri soldi.
    Mah

  • unaltromare
    di unaltromare | 11/10/2009 14:16

    Beh! Se si deve parlare di tecnologia, comunicazione e altro…
    non capisco perchè Dukessa non colga la possibile inerenza.
    Forse non le interessa e basta. Sicuramente i problemi di Vodafone sono altri visto la caterva di lamentele che ho letto fino
    ad ora. Speriamo servano per cambiare in meglio … ma la vedo
    dura almeno nel periodo breve.
    Io sono cliente Vodafone dai tempi di Omnitel e sicuramente non
    mi lamento troppo solo perchè faccio un uso moderato del cellulare ed ho la fortuna di non doverlo usare per lavoro.
    E’ effettivamente ora che si cerchi di investire meno in spot e di
    dare più importanza al cliente (anche i vecchi… non solo i nuovi).
    E poi lo spot è veramente molto “normale”? Niente di accattivante.
    Molto Forrest Gump… almeno all’inizio. Poco originale rispetto a
    tanti altri … ma forse è quello che volevano… Noi in generale
    vorremmo solo spendere meno. Ci si può provare no?

  • GenitoreStressato
    di GenitoreStressato | 11/10/2009 14:33

    Credo che tecnologia ed arte ….
    Macchissenefrega!!!
    Abbassate le tariffe!!!!!!

  • GenitoreStressato
    di GenitoreStressato | 11/10/2009 15:31

    WEB 2.0 – non tutti se lo possono permettere …
    L’interazione con gli utenti e la richiesta di collaborazione per la creazione di contenuti da condividere è un’operazione lodevole.
    Il risultato non è stato, però, quello previsto o sperato.
    Aprendo questo spazio è esplosa, incontenibile, tutta la rabbia dei clienti che si è concentrata, soprattutto, sulla politica tariffaria di Vodafone.
    E’ evidente che c’era un bisogno oppresso di comunicare ma Vodafone ha sottovalutato la “pecoronaggine” della propria utenza.
    Spero che Vodafone sappia cogliere in positivo la valanga di proteste che la sta sommergendo.
    Per gestire il “nuovo Web” bisogna poterselo permettere.

  • Dukessa
    di Dukessa | 11/10/2009 18:00

    @ unaltromare
    Non colgo l’inerenza? Ma cosa vuoi che ce ne freghi, a me e alla maggioranza degli utenti qui, di questi post o del nuovo spot??
    Li hai letti i commenti no?? E allora ti sembra normale che nonostante tutte le lamentele si continui tranquillamente ad IGNORARE la situazione e continuare scrivere, come se niente fosse, di cose che EVIDENTEMENTE non sono la cosa più importante in questo momento?
    A me dà estremamente fastidio il menefreghismo di Vodafone, non ce l’ho con te.
    Se voglio leggere di tecnologia vado su blog e siti dedicati ed imparziali, di certo non qui.

  • bugbunny
    di bugbunny | 11/10/2009 18:44

    Ciao a tutti, vi prego di ricordare che
    Il blog come il forum è un luogo dove scambiare Opinioni e discutere liberamente.
    Questo non vuol dire che si possa offendere il lavoro altrui, o usare modi e toni non consoni al buon senso civico.
    Vi chiedo perciò di seguire il regolamento e la netiquette.

  • Giutu
    di Giutu | 12/10/2009 17:00

    Riporto la nota che si può leggere sulla sinistra del blog:
    “Qui vi portiamo dentro Vodafone, vi mostriamo la vita quotidiana delle persone che rispondono al call center, dei manager, dei tecnici, dei pubblicitari. Nel blog parliamo delle novità del nostro mondo. Qui trovate tutte le informazioni e curiosità su tecnologia, comunicazione, tecnolifestyle. La redazione legge tutti i commenti, interviene nelle discussioni e risponde quando è in grado di farlo, ammettendo quando non lo è. I blog migliori nascono dalla collaborazione tra chi posta e chi commenta. Benvenuti”

    Se non volete leggere di queste cose, invece che lamentarvi inutilmente non leggete e basta! esistono modi appositi per lamentarsi di vodafone, fatelo la!

  • Dukessa
    di Dukessa | 12/10/2009 17:55

    Grazie per l’avviso di ban che mi avete mandato. Sinceramente, se non interessa a Vodafone di sapere come migliorarsi, figuratevi quanto interessa a me. Non ho offeso nessuno e non ho polemizzato, ho solo (come la maggior parte degli utenti) espresso grande frustrazione per lo stato di cose, cercando di aiutare un’azienda della quale sono cliente da 10 anni, e che ho sempre sostenuto in passato, a non perdere il contatto con i consumatori.
    Lamentarsi altrove? E chi dice che non lo facciamo? Ma mi pare evidente dai commenti, che non serve a niente, quindi inutile suggerirlo.
    Questo blog potrebbe essere un ottimo strumento per confrontarsi con i clienti e trarne giusti consigli (estremismi a parte), invece che usarlo come semplice blog, visto che ce ne sono a centinaia. La mail ci invitava a partecipare, lo abbiamo fatto e a voi non è piaciuto. Peccato.
    Ma ripeto, se non interessa a voi, a noi ancora meno. Bastano 5 minuti per cambiare operatore, mentre per recuperare i clienti persi ci vogliono anni.. ammesso che ci si riesca.
    Buon blog.

  • DRACOM
    di DRACOM | 15/10/2009 18:00

    Che domanda…..è ancora arte, questa? No direi di no, anche se qualcuno per arte intende creare scandalo e scalpore.

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