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Surfin’ Google

È da un po’ che se ne parla: Google Wave, la nuova iniziativa di Google, sta percorrendo la Rete come un’onda. E come un’onda sta portando cambiamenti. È ancora in fase di sperimentazione: per accedere è necessario chiedere un invito o avere qualche amico ‘già dentro’ che ve ne dia uno. Noi del lab abbiamo dato un’occhiata dietro il velo – ed ecco cosa abbiamo scoperto.

Innanzitutto: cos’è Google Wave? La domanda è semplice, rispondere lo è meno. Google Wave è una via di mezzo tra un forum, un social network, un servizio di email e un tavolo di lavoro virtuale. Si basa sulla creazione di ‘wave’, e cioè ‘onde’. Ogni wave può comprendere due o più persone che, a distanza, chattano, discutono, giocano, lavorano insieme. Le loro comunicazioni appaiono una di seguito all’altra, in modo sequenziale, ma in ogni momento è possibile tornare indietro per editare vecchi messaggi. È come se ogni volta che fate partire una ‘wave’ con uno o più amici, creasse una sorta di forum personalizzato solo per voi. Una wave può comprendere solo voi e il vostro partner lontano, ma anche un intero ufficio, un gruppo di amici, degli sconosciuti riuniti da una passione comune, una famiglia allargata. E non ci sono limiti alla quantità di wave cui potete partecipare.

Tutto qui? No: questo è solo l’inizio. La vera potenza di Google Wave diventa chiara solo quando iniziamo a parlare di estensioni. Il concetto è simile a quello delle applicazioni dell’iPhone: sono piccoli programmi che permettono di compiere, in gran semplicità, migliaia di diverse azioni.

Per esempio c’è un’estensione che consente di girare un video in tempo reale, con la webcam del computer, e inviarlo via wave. Può essere usata per mandare videolettere ad amici e amori lontani, ma anche per creare in tempi rapidissimi un notiziario interno a un’azienda. Un’altra estensione, radicalmente diversa, consente di sfidare gli amici a gare di sudoku. Ancora un’altra consente di pianificare viaggi, segnando punti di interesse su una mappa, organizzando itinerari, e così via. O ancora: un’estensione permette di creare piccoli sondaggi in tempo reale, per capire come la pensino su un dato argomento i membri di una wave.

Questi i pro. Ci sono anche dei contro. Google Wave è ancora in fase di sperimentazione, dicevamo all’inizio, e si vede. Non sempre i comandi sono intuitivi, non sempre accedere alle estensioni è immediato come dovrebbe. E tenere d’occhio le proprie wave oltre alla casella di posta elettronica è un passaggio in più, che porta via del tempo.

Al momento Google Wave sembra fatto soprattutto per lavorare a distanza. È possibile farci cose molto diverse – gli appassionati di giochi di ruolo, per esempio, hanno già organizzato partite e regolamenti. Ma sul lavoro potrebbe davvero fare la differenza: rende molto più facile ragionare su progetti comuni senza dover andare in ufficio. E magari renderà possibile a più persone lavorare da casa. Ad ogni modo questo è un momento fluido – di onde, appunto. E chissà quante cose cambieranno.

E voi labbers, che ne pensate? È tempo di cavalcare l’onda oppure no?

Commenti (1)
Questo articolo è stato pubblicato domenica 27/12/09 alle ore 14:27 e classificato in Web & Social » Novità dal Web . E' possibile seguire tutte le repliche a questo articolo tramite il feed RSS 2.0. Puoi lasciare un commento, oppure fare il trackback dal tuo sito.

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