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Pandora e Gaia

Pandora è il posto più cool del momento. Foreste sterminate, acqua purissima, niente smog e una grande vita spirituale: ci sarebbe da farci un pensierino, se non fosse così lontano. È a qualche anno luce di distanza dall’Italia – nel sistema di Alfa Centauri, per la precisione.

Pandora è il pianeta (o meglio, il satellite) su cui è ambientato l’ultimo film di James Cameron, Avatar. E ne è il vero protagonista. La storia del film è già vista, un misto tra Balla coi Lupi e Pocahontas, i personaggi sono tagliati con l’accetta e le loro reazioni prevedibili. Non per pigrizia degli sceneggiatori – tutt’altro. Lo scopo del film è mettere Pandora al centro dell’attenzione. Pandora, con i suoi panorami incantevoli, i suoi altissimi abitanti blu, gli animali esotici e alberi grandi quanto palazzi. Grazie alla tecnologia 3D, guardando il film sembra davvero di viaggiare in un mondo nuovo.

Nuovo – ma ispirato al nostro. Anche più di quanto sembri.

La caratteristica fondamentale di Pandora è che ogni cosa sul satellite è collegata a ogni altra: l’ecosistema è una vera e propria forma di vita autonoma. I Na’vi (la popolazione indigena), le piante, gli animali, le rocce, tutto fa parte di una forma di vita collettiva. È una sorta di Internet in formato planetario, dotato di coscienza e volontà.

E non è soltanto fantascienza. C’è una seria ipotesi scientifica, la cosiddetta ipotesi Gaia, secondo cui anche il nostro pianeta funzionerebbe così.

Nella mitologia classica Gaia è il nome della dèa della Terra, la Grande Madre primordiale cui tutti siamo legati. Lo studioso James Lovelock è stato il primo a proporre su basi scientifiche l’idea che Gaia sia un’entità reale. In pratica il nostro pianeta sarebbe un’entità organica, un vero e proprio corpo in grado di auto-regolarsi, come fa il corpo umano ogni giorno. Terremoti, inondazioni, cambiamento di temperatura: tutto fa parte dei meccanismi che usa Gaia per sopravvivere.

Il problema, secondo Lovelock, è che a un certo punto siamo arrivati noi. Gli esseri umani sono entrati in competizione con Gaia, cercando di sfruttarla invece di vivere in sintonia con lei. E quindi hanno iniziato a distruggerla, inquinandone l’aria, avvelenandone i mari, abbattendone le foreste. Poco a poco abbiamo devastato quei fondamentali meccanismi di sopravvivenza. Gaia reagisce come può, ma una volta che l’equilibrio è stato rotto, le conseguenze potrebbero essere catastrofiche.

L’ipotesi Gaia è molto amata dagli ecologisti, anche perché invita alla ricerca di soluzioni globali ai problemi causati dall’inquinamento. E Pandora, un paradiso naturale, è la versione cinematografica di quest’idea. Il film di Cameron ha un forte messaggio ecologista: dobbiamo vivere in sintonia con il mondo in cui siamo, per il bene di tutti.

È un messaggio importante. Non trovate?

Commenti (2)
Questo articolo è stato pubblicato domenica 07/03/10 alle ore 12:00 e classificato in Mobile & Tech » Hi-Tech . E' possibile seguire tutte le repliche a questo articolo tramite il feed RSS 2.0. Puoi lasciare un commento, oppure fare il trackback dal tuo sito.

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  • weizmann84
    di weizmann84 | 07/03/2010 21:48

    a una cosa del genere ci aveva pensato anche il famoso scrittore di fantascienza Aasimov (per chi non lo conoscesse l’uomo che ha scritto il racconto dal quale è basato il film omonimo “i, robot”) nei suoi ultimi romanzi, dove apputno c’era un pianeta che si chiamava gaia nel quale gli abitanti erano parte di una coscienza collettiva che inglobava tutto il pianeta…
    copione di un cameron XD

  • francescodimitri
    di francescodimitri | 08/03/2010 09:51

    Verissimo, Weizmann! Sono un grande appassionato della Fondazione… e in effetti credo che il bello di Avatar non sia l’originalità, ma il modo in cui costruisce il mondo. Io, almeno, su Pandora ci andrei a vivere anche adesso…

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