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Fumo e specchi

È tutto fatto con fumo e specchi: questo è uno dei luoghi comuni dell’illusionismo. Il fumo offusca la vista, gli specchi la confondono. Usandoli insieme un prestigiatore può rendere vero ciò che non lo è, e falso ciò che è vero. Può fare, insomma, magia da palcoscenico. Le tecnologie usate dagli illusionisti sono spesso molto semplici – i loro effetti, sbalorditivi.

Parlando di fumo e specchi una pietra miliare è il Professor John Henry Pepper, che usò proprio gli specchi per intrappolare fantasmi e portarli sul palcoscenico. Pepper visse nell’Ottocento in Inghilterra ed era un uomo di spettacolo, ma non un prestigiatore in senso stretto: le sue esibizioni si tenevano al Politecnico di Londra, e in teoria servivano a mostrare meraviglie scientifiche, a illustrare le ultime possibilità della tecnologia.

Ma, come sa bene chiunque segua oggi le presentazioni di Steve Jobs, il confine tra meraviglia tecnica e magia pura è molto labile, e una tecnologia può essere uno spettacolo in sé. Così la pensava Pepper, che acquistò dal suo inventore, e poi personalizzò, un trucco che serviva a portare, appunto, fantasmi sulla scena.

L’effetto era formidabile: il pubblico ottocentesco, meno abituato di noi alle meraviglie visive, poteva vedere attori in carne e ossa che interagivano con spettri capaci di comparire dal nulla e al nulla tornare.

I ‘fantasmi’ erano in realtà attori nascosti sotto al pavimento, in una botola scura. Tra loro e gli attori sul palco c’era uno specchio inclinato, che rifletteva gli attori nascosti e sembrava trasportarne sul palco i ‘fantasmi’.

Non era ancora una tecnica perfetta: lo specchio doveva essere inclinato e quindi, per non ottenere effetti fin troppo strani, anche gli attori che impersonavano i fantasmi dovevano inclinarsi, in modo che il loro riflesso sul palco sembrasse ‘dritto’. Con un po’ di fatica, però, si otteneva un effetto che lasciava a bocca aperta.

Uno specchio può fare molto altro: oltre a proiettare fantasmi può rendere le cose invisibili, e in molti modi diversi. Uno dei più vecchi consiste nel nascondere in un armadio due specchi disposti ad angolo, che riflettano due diverse pareti. Se tutto va come deve andare, un assistente del mago può rapidamente nascondersi dietro questi specchi, diventando così ‘invisibile’. Non è semplice come può sembrare: basta sbagliare l’angolatura per riflettere il mago o il palcoscenico, rompendo così ogni illusione.

Di esempi ce ne sarebbero a centinaia. Tutti hanno una cosa in comune: la tecnologia, in sé, permette di arrivare a un passo dalla meraviglia, ma per fare il passo successivo e stupire davvero, serve la bravura del mago. Dell’essere umano.

Ancora una volta, Steve Jobs è un esempio perfetto: presenta gadget meravigliosi, in grado di cambiare il nostro mondo, e lo fa in un modo personalissimo, che trasforma quei gadget in qualcosa di più.

Fumo e specchi. Ma sotto c’è sostanza, ci sono idee raffinate, studi e passione. E la gioia nel vedere che cosa sono in grado di fare le tecnologie – cosa siamo in grado di fare noi esseri umani. Cosa c’è di più… meraviglioso?

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Questo articolo è stato pubblicato domenica 11/04/10 alle ore 16:08 e classificato in Mobile & Tech » Hi-Tech . E' possibile seguire tutte le repliche a questo articolo tramite il feed RSS 2.0. Puoi lasciare un commento, oppure fare il trackback dal tuo sito.

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