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L’epoca dei dirigibili

Erano enormi, erano leggerissimi. Navi di lusso, simbolo di un’epoca, la prima realizzazione su vasta scala del sogno del volo. Ma anche strumenti pericolosi, capaci di prendere fuoco ed esplodere da un momento all’altro. Erano i dirigibili, macchine meravigliose che hanno conosciuto un periodo di successo molto breve, ma sono rimaste immortali nella nostra immaginazione.

Dimenticate gli aerei. Dimenticate lo spazio per le gambe risicato, i film proiettati su schermi minuscoli, il cibo riscaldato nei microonde e le gomitate dei vicini di sedile. I dirigibili per il trasporto passeggeri, gli zeppelin soprattutto, erano meno veloci e più pericolosi degli aerei moderni, ma quanto a comfort non c’è paragone.

Gli zeppelin erano fatti per il lusso. Enormi, ospitavano intere sale da pranzo in cui venivano serviti (pare) ottimi pasti. A bordo era possibile fumare, passeggiare, intrattenersi tra sedie e cuscini. Musica, conversazione raffinata, intrattenimenti: ai dirigibili, specie quelli più lussuosi, non mancava la classe. Allora perché durarono tanto poco?

La storia dei dirigibili comincia già alla fine del ‘700, con i primi progetti e prototipi, ma bisognerà aspettare il XIX secolo per avere il primo vero e proprio dirigibile a motore.

Esistono vari tipi di ‘aeronavi’, come vengono chiamati. Il più famoso è quello ‘rigido’, e cioè dotato di una robusta intelaiatura (e quindi non tenuto gonfio soltanto dal gas). È il più famoso perché era ‘rigido’ lo zeppelin, il dirigibile sviluppato dal Conte Ferdinand von Zeppelin.

La Germania usò gli zeppelin tanto come strumento di pace, per il trasporto di merci e passeggeri, che come arma da guerra (erano dei bombardieri niente male). In Indiana Jones e l’Ultima Crociata, è proprio su uno Zeppelin che è ambientata una scena memorabile.

Era grazie alla struttura rigida che lo Zeppelin poteva essere tanto grande – diventando, di fatto, il dirigibile per eccellenza. Essere a bordo di uno Zeppelin era al tempo stesso un divertimento e uno status symbol.

Almeno, fin quando il disastro non colpì.

Il 6 maggio 1937 uno Zeppelin, l’Hindeburg, prese fuoco in volo. E con i suoi 245 metri di lunghezza, fu un incendio spettacolare, con decine di testimoni. I soccorsi funzionarono bene, per quel che poterono: su 97 persone a bordo le vittime furono 36 (una delle quali faceva parte dello staff a terra). Numeri bassi, forse, rispetto a quelli di un incidente aereo di oggi, ma molto alti per l’epoca: un incidente tanto spettacolare e grave segnò la fine degli zeppelin, e dell’epoca d’oro dei dirigibili in generale.

Gli aerei sono tecnologie migliori, senza dubbio, ma forse meno romantiche. Alzare il naso e vedere avanzare lento, implacabile, un elefante dell’aria come lo zeppelin doveva essere uno spettacolo unico.

A noi non resta che sognarlo…

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Questo articolo è stato pubblicato domenica 02/05/10 alle ore 10:54 e classificato in Mobile & Tech » Hi-Tech . E' possibile seguire tutte le repliche a questo articolo tramite il feed RSS 2.0. Puoi lasciare un commento, oppure fare il trackback dal tuo sito.

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