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Red Dead Redemption: il nuovo vecchio West

La sabbia rossa, il deserto, il caldo che genera miraggi. E poi cavalli da prendere al lazo, animali da cacciare (o da cui essere cacciati), sterminate praterie da esplorare. E ancora: criminali, vecchie storie che ritornano alla luce, sceriffi, donne forti, partite di poker. Tutto questo era il vecchio West – o almeno, il West dei film, dei fumetti, il West dei nostri sogni. E questo è il West di Red Dead Redemption.

Il videogioco è l’ultimo nato in casa Rockstar. La Rockstar è nota tra gli appassionati per la sequenza di bestseller Grand Theft Auto, che ha suscitato la giusta dose di scandalo (giusta per il dipartimento marketing, almeno) e soprattutto fatto passare notti insonni a milioni di giocatori in tutto il mondo.

Red Dead Redemption riprende parecchi elementi di Grand Theft Auto, ma lo fa in modo nuovo, ponendosi non solo come un bestseller annunciato, ma anche come una piccola rivoluzione nel mondo dei videogiochi.

Innanzitutto, Red Dead è un gioco open world: questo significa che il giocatore non ha ‘livelli’ da superare come nei giochi di un tempo. Al contrario, è libero di esplorare il mondo del gioco, accettando missioni qua e là e costruendo poco a poco l’epica storia del suo personaggio. Red Dead non è certo il primo gioco di questo tipo, ma porta il concetto a vette mai viste: il giocatore può salire a cavallo e andare in giro in uno spazio vastissimo, fatto di villaggi, ranch, grandi pianure e tutti i luoghi classici del West.

In questo spazio il giocatore può muoversi in piena libertà. Può essere assalito all’improvviso da un branco di lupi, e morire così, senza gloria, tra una missione e l’altra. Può decidere di andare a caccia per guadagnare qualche soldo. Può seguire il suo onore o comportarsi da criminale, attirandosi l’attenzione della legge. Nel fare tutto questo incontrerà personaggi con una loro psicologia, credibili, a volte perfino commoventi. Nessuna riga di dialogo è di troppo, nessuna reazione è incoerente.

E poi c’è il multiplayer. Giocando online è possibile incontrare altri cowboy da divano, allearsi con loro o scontrarsi. O anche semplicemente esplorare il West, cercando altri viandanti con cui interagire, magari soltanto per una battuta di caccia.

Il West del gioco è un West in declino: è il 1911 e i cowboy stanno conoscendo gli ultimi giorni di gloria. Il progresso tecnologico incombe, grandi cambiamenti sociali sono già in corso, e il sole sta tramontando per sempre su quello che era il Vecchio West.

L’elemento importante di Red Dead Redemption e di altri giochi è che dimostrano un fatto ancora trascurato da molti: i videogames sono un medium maturo. Non sono soltanto un intrattenimento per ragazzi – sono prodotti capaci di raccontare storie, capaci di descrivere bene un mondo, un periodo storico, e di farne sentire sia le radici reali che quelle mitiche. Un vero e proprio linguaggio che ha raggiunto l’età matura.

E ci chiediamo: è arrivato il tempo in cui un videogioco è all’altezza di un bel libro?

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Questo articolo è stato pubblicato domenica 20/06/10 alle ore 12:00 e classificato in Mobile & Tech » Apps & Games . E' possibile seguire tutte le repliche a questo articolo tramite il feed RSS 2.0. Puoi lasciare un commento, oppure fare il trackback dal tuo sito.

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