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Neuromante

A volte capita che un libro diventi il manifesto di un’intera generazione. È successo con I Dolori del Giovane Werther, è successo con Siddharta, è successo con In Patagonia. E all’inizio degli anni Ottanta è successo con un libro di fantascienza, una storia cupa, profetica, psichedelica e bizzarra: Neuromante, di William Gibson, il libro che ha dato vita al cyberspazio. E che adesso sta per diventare un film.

In Rete se ne è parlato molto. Se ne parla da un sacco di tempo, in verità, ma adesso il progetto pare avere preso corpo: a dirigerlo ci sarà Vincenzo Natali, già autore del celebre e folle Cube e della recente chicca orrorifica Splice, e dovremmo vederlo in sala nel 2011. Non sono soltanto gli appassionati di fantascienza ad aspettarlo, ma anche molti altri navigatori di Internet.

In un certo senso non saremmo qui (qui in Rete, qui sul lab) senza Neuromante. O perlomeno, Internet sarebbe molto diverso da come lo conosciamo. Intanto è stato Gibson a inventare la parola ‘cyberspazio’, per definire quello spazio immateriale, fatto di dati e informazione, costituito dai computer e tra i computer.

Più in generale William Gibson, con Neuromante e i libri successivi, ha creato il nostro immaginario legato alla Rete. Un tempo sognavamo tutti di poter ‘navigare’ in una realtà virtuale, vagando in un vero e proprio mondo parallelo in cui immergerci completamente, dimenticando la realtà quotidiana: fu Gibson a rendere universali queste immagini. La realtà della navigazione di oggi è più prosaica: in questo momento è più probabile che stiate usando un mouse piuttosto che un data glove. Ma l’immaginazione è importante per creare il futuro – dopotutto senza il Nautilus e il Capitano Nemo, forse il sottomarino non sarebbe mai stato inventato.

Neuromante uscì nel 1984 ed era un libro di fantascienza davvero poco comune. Nonostante fosse di non facile lettura, con una trama complessa, un linguaggio poco immediato e personaggi ambigui, diventò un successo internazionale. Perché nonostante tutto questo (e forse proprio per tutto questo) è un libro immersivo, che chiede di essere letto. Racconta la storia di Case, un hacker cui è stato danneggiato il sistema neurale, in modo tale che non possa più collegarsi in Rete. Tutto questo in un futuro prossimo, in cui computer e realtà virtuale sono cose da tutti i giorni, ed essere esclusi dalla Rete, come capita a Case, è più doloroso che perdere un arto. Quando Case ha la possibilità di ricollegarsi in cambio di un lavoro poco pulito, la storia comincia. E prima che finisca avrà più di un colpo di scena.

Neuromante diede il calcio d’inizio al cyberpunk, un intero genere molto popolare negli anni Ottanta. Un genere che è già sfociato in almeno tre film dal successo planetario, la trilogia di Matrix. Ma anche un genere che oggi sembra in crisi: il futuro che immaginava Gibson è per certi versi già arrivato, mentre per altri sembra ormai un sogno (o un incubo?) irraggiungibile. Forse il film rilancerà la discussione. E forse fra dieci anni staremo navigando a colpi di guanti, caschi e tute da ‘immersione’ nella Realtà Virtuale.

Che ne dite, vi piacerebbe?

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Questo articolo è stato pubblicato domenica 04/07/10 alle ore 12:11 e classificato in Mobile & Tech » Hi-Tech . E' possibile seguire tutte le repliche a questo articolo tramite il feed RSS 2.0. Puoi lasciare un commento, oppure fare il trackback dal tuo sito.

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