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Libri di carta, libri elettronici, libri…

La rivoluzione degli ebook è stata l’argomento caldo dell’ultima Fiera del libro di Francoforte: è una rivoluzione che sta investendo il mondo intero.

Come fu al tempo del passaggio dal CD all’MP3 per la musica (e prima ancora, di quello dal vinile al CD), gli entusiasmi sono tutt’altro che unanimi. Stavolta le voci critiche sono, se possibile, ancora più numerose: i libri cartacei sono stati con noi per millenni e ci siamo abituati a considerarli immortali. I lettori di ebook, a loro volta, sono sulla piazza da molti anni, ma è stato il Kindle di Amazon, lanciato nel 2007, ad aprire definitivamente il mercato. L’arrivo dell’iPad, che pur non essendo un ebook reader permette comunque di leggere libri elettronici, è stato l’ultimo (finora) passo avanti.

Il vero punto del contendere non è legato alle piattaforme di distribuzione, né alla qualità di questo o quel reader, ma alla natura della tecnologia in sé. Gli appassionati di libri dicono, semplicemente, che il libro tradizionale è una tecnologia potentissima, e difficilmente un’altra potrà sostituirla.

Guardando al passato è impossibile dare loro del tutto torto. La prima ‘rivoluzione’ libraria fu il passaggio dal rotolo di papiro al codice, e cioè, al formato ancora oggi più in voga. Il passaggio avvenne soprattutto nelle comunità cristiane, ma le parole erano ancora scritte senza spazi che le separassero; bisognerà aspettare i monaci irlandesi del VII secolo per vederli comparire. A quel punto il libro aveva assunto più o meno (pur con la miriade di variazioni del caso) il formato che lo avrebbe accompagnato fino a oggi.

Un formato che è sopravvissuto per i suoi indubbi meriti. Un esempio? La portatilità: trasportare libri era più facile ed economico che trasportare rotoli di papiro o tavolette di cera. In termini più moderni, il libro non è vittima di alcuna obsolescenza tecnologica. Pensate alle videocassette: diventa sempre più difficile trovare videoregistratori per guardarle, giusto? Con i libri questo problema non c’è – per leggerli basta aprirli, non serve un dispositivo.

Sono poi estremamente resistenti, molto più, in media, di qualsiasi gadget elettronico. Non hanno bisogno di batteria (o, se vogliamo, hanno una batteria… infinita). Sono facili da proteggere dal punto di vista del copyright: nessuna fotocopia può rivaleggiare con un vero libro.

Una tecnologia potentissima, quindi, ma non priva di difetti. Torna in ballo per esempio il problema della portatilità: i libri saranno anche più leggeri delle tavolette di cera, ma comunque, pesano, come sa qualsiasi lettore forte che vada in vacanza. Un e-reader può contenere migliaia di libri in pochi etti di peso, e permette di passare con un clic da una lettura all’altra.

Gli e-reader permettono anche più facilmente di prendere note e consultarle, e la batteria è un problema secondario, visto che ci sono in commercio e-reader che hanno bisogno di essere caricati soltanto una volta al mese.

Insomma: ciascuna tecnologia ha i suoi pregi e i suoi difetti. È probabile che il libro ‘tradizionale’ continui a restare in circolazione, affiancato, non sostituito, dal suo fratellino e-book.

Voi che ne pensate?

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Questo articolo è stato pubblicato giovedì 21/10/10 alle ore 17:21 e classificato in Lifestyle » Film, Musica & (e)Books . E' possibile seguire tutte le repliche a questo articolo tramite il feed RSS 2.0. Puoi lasciare un commento, oppure fare il trackback dal tuo sito.

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