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Bambini, genitori e new media

Il rapporto dei bambini con le nuove tecnologie e i nuovi media è un fenomeno che merita un’attenzione particolare.

Quella che per i genitori rappresenta una rivoluzione, con la realizzazione di certi scenari “fantascientifici” della loro adolescenza, è per i loro ragazzi una realtà quotidiana: non c’è nulla di eccezionale a riguardo, anzi, si aspetta con impazienza il prossimo passo avanti. Il distacco generazionale fra genitori e figli può diventare così ancora più ampio.

Accanto alle opportunità di sviluppo e comunicazione che le nuove tecnologie offrono, infatti, esiste il rischio che i bambini siano lasciati a dover fronteggiare da soli e senza alcuna preparazione i pericoli di un’esposizione eccessiva ai media.

L’uso che i bambini fanno dei nuovi media, e il rapporto che i loro genitori hanno con questi ultimi, è al centro di una ricerca messa in campo da People, società milanese di ricerche di mercato, per conto di Terre des Hommes con il contributo di Vodafone Italia, Google e Fondazione Ugo Bordoni.

I risultati della ricerca, presentati in occasione della terza edizione del Child Guardian Award 2010, ci aiutano a capire meglio il fenomeno di cui stiamo parlando.

Per cominciare, si rileva che i bambini iniziano ad utilizzare i nuovi media sempre più da piccoli: il 40% di loro ha già esperienze di navigazione su internet prima dei dieci anni; inoltre, il 30% degli “under 10″ possiede un telefono cellulare ed è iscritto a un social network, a dispetto dell’età minima consentita (che ad esempio è di 13 anni su Facebook).

Naturalmente, l’utilizzo dei diversi nuovi media cambia con l’età: i piccolissimi fra gli 8 e i 10 anni prediligono senza dubbio i videogiochi, mentre la “scoperta” della socialità di internet e del web 2.0 inizia dagli 11 anni in poi. E’ proprio in questa fascia di età, infatti, che gli strumenti di comunicazione offerti dai nuovi media assumono un ruolo fondamentale nella costruzione e lo sviluppo dei rapporti sociali.

Ma quanto i genitori sono consapevoli del rapporto dei loro figli con i nuovi media? Non molto, a quanto pare: se il 65% dei genitori intervistati dichiara di conoscere bene l’uso che i figli fanno della TV – un media di “vecchio tipo” – l’attenzione verso internet scende al 52%. Infine, solo 41% dei genitori dichiara di sapere come i figli utilizzino i social network, mentre il 22% ammette di non averne la più pallida idea.

In base al rapporto che gli adulti hanno con la tecnologia e, soprattutto, con l’uso che i loro figli fanno dei nuovi media, la ricerca condotta da People distingue diverse tipologie di genitori.

Il gruppo più ristretto è quello degli “Esperti” (18%), ovvero quei genitori “al passo coi tempi” che sanno molto (o tutto) dei nuovi media, sono consapevoli dei rischi e dunque ne dosano l’utilizzo per i loro figli.

La tendenza più diffusa però, sembra essere un’altra: il timore verso una tecnologia sconosciuta, il senso di incapacità nel tenere il passo con i proprio figli e, dunque, lasciarsi sfuggire la situazione di mano, è infatti comune al 35% dei genitori intervistati. Sono i cosiddetti “Ansiosi“, i quali cercano di risolvere la questione con l’imposizione di divieti, a volte esagerati o ingiustificati, e dunque difficili da fare accettare ai bambini.

Insieme questi approcci più “radicali”, la ricerca distingue altri due tipologie di genitori: i “Compiaciuti“, rappresentati dal 26% degli intervistati, che vivono con particolare orgoglio la capacità dei loro figli nell’uso dei nuovi media; e i “Permissivi” (21%), i quali ritengono che i loro ragazzi non abbiano alcuna necessità di essere seguiti nel loro rapporto con i media, e lasciano loro totale autonomia.
Il tratto comune di questi due ultimi atteggiamenti è la quasi totale assenza di divieti o controllo rispetto all’uso che i bambini fanno degli strumenti tecnologici: la questione resta semplicemente inevasa.

La ricerca affronta molti altri aspetti relativi ai modi di utilizzo, i rischi e le possibilità dei nuovi media: dai loro effetti sul comportamento al fenomeno sempre più diffuso del cyberbullismo, passando per il ruolo fondamentale che la scuola può assumere per guidare i più piccoli ad un uso più consapevole delle tecnologie.

Se siete interessati a saperne di più, trovate qui il dossier completo con i risultati della ricerca. E se volete dire la vostra, il dibattito è aperto, anche qui sul lab.

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Questo articolo è stato pubblicato venerdì 29/10/10 alle ore 19:00 e classificato in Mondo Vodafone » inFamiglia . E' possibile seguire tutte le repliche a questo articolo tramite il feed RSS 2.0. Puoi lasciare un commento, oppure fare il trackback dal tuo sito.

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