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27 anni fa l’informatica scopriva i virus

10 settembre 1983, University of Pennsylvania, seminario di informatica. Prima ancora del pc e del world wide web, viene presentato al mondo accademico il nemico per antonomasia di ogni computer: il virus.

Fred Cohen è uno studente dottorando dell’University of South California che ha scritto un programmino autoreplicante. Durante il seminario, Fred presenta il suo codice definendolo “un software che può infettarne e modificarne altri, inoculando in essi una versione di se stesso”. A seguire mostra alla platea cinque esperimenti di contagio: in uno di essi il malware riesce a contagiare il sistema in soli cinque minuti.
È così che Cohen diviene, in pratica, una sorta di papà dei virus writer – anche se, in realtà, il termine virus sarà introdotto solo in seguito da Len Adleman (tutor accademico di Cohen) mentre cercava di spiegarne il funzionamento.

Il virus indiano non è ancora stato inserito, ed anche se tutto questo può uccidermi sono tranquillo; del resto siamo ancora sulla pista, non abbiamo ancora iniziato a volare.
[Jimi Dini, Nirvana]

A dirla tutta Cohen non è stato il primissimo a creare un virus; a precederlo c’è stato un ragazzino di 15 anni – Rich Skrenta – che scrisse Elk Cloner (un malware per Apple II usato per far indispettire i suoi amici), senza però avere alcuna visibilità a livello accademico.
Il primo worm si deve, invece, a Robert Tappan Morris jr nel 1988. Un worm condivide con un virus solo la sua matrice infettiva e dannosa; la differenza radicale è che può intrufolarsi nei computer senza utilizzare altri programmi come veicoli.

La cosa migliore di me… è che ci sono molti me.
[Agente Smith, Matrix]

Insomma, pur non essendo stato il primo a scrivere un malware, Fred Cohen (e con lui quel fatidico 10 novembre 1983) ha avuto un’importanza cruciale. Per la prima volta, infatti, ha dimostrato alla comunità scientifica che i malware funzionano alla perfezione e possono creare danni.
E probabilmente dobbiamo ringraziare (magari un po’ a denti stretti) proprio lui se ora è quasi imperativo avere almeno un antivirus installato nei nostri computer. Ovviamente i viral writer non stanno a guardare e a ogni release di antivirus sviluppano nuovi malware per aggirare le difese. In un loop continuo, una rincorsa che sembra non finire mai.

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Questo articolo è stato pubblicato giovedì 11/11/10 alle ore 09:11 e classificato in Mobile & Tech » Computer & Tablet . E' possibile seguire tutte le repliche a questo articolo tramite il feed RSS 2.0. Puoi lasciare un commento, oppure fare il trackback dal tuo sito.

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