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Prevedere il futuro

Ricordate Minority Report? Il film, tratto da una storia di Philip Dick, racconta di un prossimo futuro in cui è possibile catturare i criminali prima che commettano il crimine. La Polizia impiega persone in grado di prevedere le cose che accadranno, e poi interviene prima che accadano, per cambiarle. Fantascienza. Sì, eh?

Un recente studio apre possibilità inedite. A farlo non è un qualche studioso di frangia, ma un Professor Emeritus della Cornell University (NY), Daryl Bem. Professore che ha anche un passato da mago da palcoscenico, ed è quindi capace di riconoscere eventuali trucchi usati da soggetti fin troppo ansiosi di compiacere. Se questo non bastasse, Bem ha anche una laurea in fisica, cosa che gli permette di maneggiare gli aspetti più esotici delle sue teorie.

Gli esperimenti sulla ‘precognizione’ non sono certo nuovi, ma finora non hanno mai ottenuto risultati davvero convincenti. Bem ha avuto un’idea originale. Invece di basarsi su esperimenti già fatti in questo campo nel passato, si è basato su semplici esperimenti psicologici. Ne ha scelti alcuni che di solito sono volti a misurare  il rapporto tra gli input che il cervello riceve e le sue reazioni… e li ha condotti al contrario, cercando di capire se almeno in qualche caso le reazioni potessero arrivare prima dell’input. La risposta? In breve: sì.

Uno degli esperimenti, per esempio, invertiva un fenomeno noto e molto intuitivo. Se studiamo alcune parole, e dopo ci viene fornita una lista di cui quelle parole fanno parte, quando poi ci verrà chiesto di ricordare parole da quella lista, sarà più probabile che ne ricordiamo parecchie tra quelle studiate in precedenza. Ovvio, no? Meno ovvio è che la cosa funziona anche al contrario.

In pratica: prima è stato chiesto ai soggetti di ricordare alcune parole che facevano parte di una lista. In un secondo momento, gli è stata fornita una lista casuale di parole, che gli studenti dovevano trascrivere. Il risultato? Era più probabile che gli studenti ricordassero bene le parole che poi avrebbero trascritto, anche se non potevano sapere quali erano, e nonostante la totale casualità della scelta di quelle parole.

I risultati statistici sono stati significativi su una batteria di nove esperimenti. Significativi al punto da generare un saggio di 61 pagine e garantirgli la pubblicazione su una prestigiosa rivista accademica, il Journal of Personality and Social Psychology. Le reazioni sono state contrastanti. La più divertente è forse quella dello psicologo Joachim Krueger, che ritiene ‘ridicola’ l’idea di poteri precognitivi. Ma ha anche ammesso di non trovare difetti né nella concezione degli esperimenti né nel modo in cui sono stati condotti.

Il dibattito è aperto. Proviamo a prevedere come andrà a finire…

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Questo articolo è stato pubblicato domenica 28/11/10 alle ore 12:51 e classificato in Mobile & Tech » Hi-Tech . E' possibile seguire tutte le repliche a questo articolo tramite il feed RSS 2.0. Puoi lasciare un commento, oppure fare il trackback dal tuo sito.

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