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Social mania

Lo stiamo vedendo e non facciamo altro che parlarne: la social life sta invadendo ogni momento della nostra esistenza. Siamo a casa? Non possiamo fare a meno di accendere il pc e collegarci a Facebook. A lavoro? Non possiamo evitare di tenere sulla toolbar il nostro profilo Twitter aperto e buttarci un occhio di tanto in tanto. E poi c’è da controllare ogni cinque minuti la nostra posta elettronica. E in giro per la strada? I nostri smartphone servono a questo: tenerci sempre e costantemente aggiornati e in contatto col mondo 2.0. Social network e applicazioni ci seguono ovunque e noi non sappiamo più farne a meno.

La nostra dipendenza da tecnologia, internet e social web è sempre più tangibile e – nel contempo – le possibilità che questi strumenti ci offrono sempre più irrinunciabili. Riuscite anche solo a immaginare di tornare per qualche giorno al tempo delle lettere e della posta cartacea, rinunciando alle e-mail? O ai dizionari, alle enciclopedia e alle mappe, dimenticando motori di ricerca, Wikipedia e gps? Sembra quasi impossibile che sia esistita una vita senza tutte queste comodità. E i maggiori nomi nel settore fanno di tutto per farcelo dimenticare e offrirci ogni giorno qualcosa in più: Facebook ci regala il suo sistema di posta ultra social e la possibilità di non scollarsi dal pc neanche per guardare la tv; Google rilancia con lo shopping online che ci permette di ricevere consigli e suggerimenti da chi di moda se ne intende; e poi una pioggia di nuove applicazioni, smartphone, tablet e quant’altro che ci permettono di geolocalizzarci, pubblicare le nostre idee e i nostri commenti in tempo reale per rimanere always in touch con tutti.

Colonizzazione quasi compiuta, dunque, da parte dei big del web. Tanto che Mark Zuckerberg, il giovane fondatore di Facebook, è già da mesi in trattativa per assicurarsi il trademark (la registrazione del marchio) della parola face nei contesti di applicazioni sociali e di comunicazione elettronica. Una sorta di bandierina o “carrarmato segna-possesso”, come nel famoso e bellicoso gioco Risiko.

Che ci sia allora il rischio di subire uno stress da sovraesposizione? O una overdose da social life? Decisamente no. Però a tal proposito fa sorridere un video che sta circolando in rete. Si tratta di una delle avventure del simpatico Smigly, il protagonista delle storie animate del sito Smigly.tv. Nell’episodio in questione è ossessionato da social network e web, vittima di sogni (o meglio incubi) e allucinazioni da social life. I simboli di Facebook, YouTube, Twitter,”Mi piace” e message box affollano i suoi pensieri, i suoi occhi e le sue orecchie. Inutile ogni tentativo di fuggire: anche leggere un libro è impossibile. E quando, in cerca di un po’ di relax, l’omino si “rifugia” all’aria aperta, appisolandosi cullato dai rumori della natura, chi può riportarlo alla realtà se non un uccellino blu dall’aspetto familiare? Che lo sveglia cinguettando… o meglio tweetando!

Divertente e angosciante al contempo. Certo esagerato, ma utile a ricordare che mondo reale e virtuale hanno entrambi il loro fascino e devono coesistere, senza escludersi a vicenda. Rinunciare al primo sarebbe assurdo e impensabile, ma anche il secondo ormai fa parte della nostra vita. É proprio il caso di dirlo: che mondo sarebbe senza social life?

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Questo articolo è stato pubblicato mercoledì 01/12/10 alle ore 09:00 e classificato in Web & Social » Social Media . E' possibile seguire tutte le repliche a questo articolo tramite il feed RSS 2.0. Puoi lasciare un commento, oppure fare il trackback dal tuo sito.

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