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Nasce Jumo: il social network etico

Sappiamo quanto il web possa essere potente, quanto sia capace di far circolare informazioni per tutto il globo. E dei social network sappiamo che ormai fanno parte della vita quotidiana di ogni “essere-umano-internauta”.

L’aggettivo sociale può assumere diversi significati: è usato come sinonimo di condivisione (principio fondamentale dei network) oppure indica un’area di tematiche legate alla società, all’ambiente, alla distribuzione delle ricchezze o ai diritti umani.
Mixando queste due accezioni del termine, il risultato che ricaviamo è l’argomento di questo post: Jumo, il social network socialmente attivo.

Chris Hughes

Il creatore di questo nuovo network è Chris Hughes, una delle menti made in U.S.A. più brillanti e promettenti. Hughes è uno dei co-fondatori di Facebook, ha lavorato fianco a fianco con Zuckerberg nello sviluppo del Social Network per antonomasia, abbandonando il progetto in corsa per entrare a far parte della storia americana (e vi spiego perché).

Nel 2007, al giovane Chris viene affidata dai democratici di Barack Obama la gestione della campagna online per le primarie e le elezioni presidenziali del 2008. Quella di Obama è stata senza dubbio la prima campagna in cui il web ha avuto un peso determinante (per non dire trainante): questo anche grazie all’abilità di Chris.

Da marzo 2010 a oggi Hughes si è concentrato su questo nuovo progetto collaborativo no-profit. “Jumo è il social network per chi vuole dare una mano a cambiare il mondo”, è uno spazio dove coinvolgere le persone interessate ai temi sociali, tenerle aggiornate e spingerle a partecipare attivamente. Lo stesso Hughes spiega: “Non ci sono soluzioni magiche per le sfide che il mondo incontra. Ma ci sono milioni di persone attorno al globo che lavorano ogni giorno per migliorare la vita degli altri. Sfortunatamente, ci sono altri milioni di persone che non sanno come rendersi utili”.

Come funziona

Jumo – che tradotto da un dialetto africano significa “Insieme in armonia” – si pone come obiettivo quello di facilitare la fruizione e la condivisione di temi sociali. Per capire come funziona, ho testato questa nuova piattaforma in prima persona. Appena iscritto (si posso utilizzare anche le credenziali di Facebook), l’utente ha la possibilità di scegliere su quali macro-tematiche vorrebbe essere coinvolto: arte, ambiente, istruzione e altri. Una volta selezionati i temi, il sito propone una serie di organizzazioni che se ne occupano. A questo punto tocca all’utente decidere chi seguire – usufruendo degli aggiornamenti sulla propria bacheca e sui canali Twitter e Facebook – con la possibilità di supportare in prima persona (anche con donazioni) i progetti.

Per adesso questa nuova piattoforma – ancora in fase di start-up e online in versione beta – ha raccolto 3,5 milioni di dollari da Omidyar Network, Knight Foundation e da altre sponsorizzazioni.

Forse il web aveva bisogno di uno spazio del genere, dove la voglia che ognuno ha di cambiare in meglio il mondo attraverso la conoscenza e l’informazione trova terreno fertile.

Commenti (1)
Questo articolo è stato pubblicato giovedì 02/12/10 alle ore 09:00 e classificato in Web & Social » Social Media . E' possibile seguire tutte le repliche a questo articolo tramite il feed RSS 2.0. Puoi lasciare un commento, oppure fare il trackback dal tuo sito.

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