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Il social network Diaspora muove i primi passi

In un web sempre più incastrato in matrici sociali dove i colossi informatici dettano legge, c’è un mondo parallelo che si sviluppa piano piano: l’open-source.
Imperterriti guerrieri del free-web, valorosi condottieri di algoritmi geniali e condivisi: sono loro i portatori sani dell’open-source.
È di questi giorni la notizia del lancio di una nuova piattaforma che punta a far concorrenza ad un social network poco famoso, di quelli che sporadicamente vi capita di usare e del quale mi sfugge il nome…credo sia Facebook.

Si chiama Diaspora e si presenta al mondo come “un servizio open source di personal web capace di dare agli utenti il controllo e il pieno possesso dei loro dati” attraverso l’utilizzo di un web-server personale sul quale “depositare” i propri contenuti. Traducendo: immaginate di avere il pieno controllo sul vostro piccolo pacchetto di contenuti (foto, video ecc.) e di pubblicarlo all’interno di un grande network.
L’idea è stata partorita a maggio – mentre Facebook aveva a che fare con qualche problemino legato alla privacy degli utenti – e 4 ragazzi newyorkesi decidevano di sviluppare un network alternativo.

Di cosa hanno bisogno di 4 ventenni con un’idea? Semplice…dollari.

Così i ragazzi si sono affidati (incrociando le dita) alla piattaforma di fundraising  Kickstarter e in soli 12 giorni hanno raccolto 10.000 dollari superando qualche mese dopo i 200.000.

A settembre Diaspora aveva rilasciato una parte del codice sorgente ad alcuni sviluppatori ma i feedback non erano stati esaltanti. Ma è la collaborazione costruttiva a rendere così bello l’open-source. Così i ragazzi si sono rimessi a lavoro e da settembre ad oggi sembra che Diaspora abbia fatto passi da gigante. Il 23 novembre lo staff ha pubblicato il primo invito all’iscrizione. I primi utenti a beneficiare dell’ingresso in questo nuovo mondo virtuale sono stati i 6.500 donatori. Per tutti gli altri, c’è la possibilità di inviare una richiesta d’iscrizione lasciando il proprio indirizzo e-mail – in attesa che ci siano nuovi posti disponibili.

Mentre Facebook sta per ottenere lo stato di marchio registrato sulla parola Face (iniziativa bizzarra sulla quale si sta discutendo molto), Diaspora è pronto a mettersi in gioco con in mano le carte giuste. Privacy e controllo sono due fattori molto influenti in un web onnisciente. Gli stessi creatori hanno affermato come Diaspora: “sia un modo semplice, diretto e leggero per chiarire una volta per tutte chi riceve i tuoi post e da chi ne ricevi. Non è ancora perfetto, ma lo miglioreremo mettendolo nelle vostre mani e ascoltando attentamente i vostri commenti”. Speriamo bastino buoni intenti e duro lavoro per portare al successo questo nuovo strumento sociale. Ma sarà difficile (molto difficile) rosicare utenti a Facebook, sarebbe come offrire ad un newyorkese la possibilità di trasferirsi in un paese sperduto dell’Alaska…ma in una casetta tutta sua e non in un palazzo di vetro.

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Questo articolo è stato pubblicato sabato 04/12/10 alle ore 09:00 e classificato in Web & Social » Social Media . E' possibile seguire tutte le repliche a questo articolo tramite il feed RSS 2.0. Puoi lasciare un commento, oppure fare il trackback dal tuo sito.

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