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Google prova a “leggere nel pensiero” col sistema di ricerca automatica

Telepatia: ovvero la capacità di leggere nella mente delle persone; il dono di sapere a cosa stanno pensando, cosa vogliono e cosa si aspettano. Sembra una dote che appartiene al regno del paranormale, vero? Eppure pare che – a breve – Google, il colosso di Mountain View, sarà capace di fare anche questo.

È proprio di questi giorni la notizia, svelata da Marissa Mayer (Vicepresidente della sezione Location and Local Services), che Big G sta lavorando proprio per sviluppare questa “magica” facoltà. Ovviamente i termini del progetto sono più scientifici e algoritmici che paranormali, ma la suggestione del concetto è forte.

Il nome scelto per questo “indovino virtuale” – almeno per il momento – è Contextual Discovery. In pratica si tratta di una funzionalità che dovrebbe permettere agli utenti di ricevere informazioni e risultati di ricerca senza averli cercati.

Siete perplessi? È normale: l’idea di base è quella di ricevere notizie non richieste, in effetti, e può evocare anche l’immagine dello spam. Ma non è così. Se normalmente Google, Yahoo! e gli altri motori di ricerca consentono di trovare informazioni, immagini e quant’altro inserendo una o più parole chiave nell’apposito spazio, la volontà qui è di risparmiare al navigatore anche quella “fatica”. Come? “Leggendo nella sua mente” e fornendo in automatico le informazioni che avrebbe ricercato. In altre parole – come affermato dalla Mayer durante LeWeb 2010, la conferenza del mondo della rete, svoltasi a Parigi la scorsa settimana – “spingere l’informazione verso le persone” e non solo viceversa.

Il funzionamento è a grandi linee questo: Google terrà traccia di tutte le ricerche effettuate dal singolo utente, i dati sulla sua navigazione e le informazioni relative alle sue localizzazioni geografiche, creando così un database su cui lavorare. I dati raccolti saranno rielaborati per poter anticipare le richieste dell’utente, fornendo le informazioni che tendenzialmente sarebbero state cercate in modo esplicito in un determinato momento, contesto o luogo. Una “ricerca senza ricerca” come la definiscono in Google. L’interfaccia sarà un aspetto importante, ovviamente, e l’idea è quella di un pannello posto sulla destra che fornirà informazioni complementari alla navigazione. Per quel che riguarda i mobile phone sarà ancora più “semplice”, perché le informazioni saranno inviate in base alla localizzazione. Entri in un cinema? Riceverai la programmazione. In un bar? Menù e servizi utili vicini. Non male.

Una serie di novità per Google,e non solo, che spingono sempre più oltre la fantasia e l’immaginazione di noi utenti, che forse presto potremo avere quello che vogliamo… ancora prima di sapere che lo vogliamo!

Commenti (1)
Questo articolo è stato pubblicato lunedì 13/12/10 alle ore 18:00 e classificato in Web & Social » Novità dal Web . E' possibile seguire tutte le repliche a questo articolo tramite il feed RSS 2.0. Puoi lasciare un commento, oppure fare il trackback dal tuo sito.

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  • SuperMimmo
    di SuperMimmo | 13/12/2010 19:03

    Quindi se

    “[...] Google terrà traccia di tutte le ricerche effettuate dal singolo utente, i dati sulla sua navigazione e le informazioni relative alle sue localizzazioni geografiche, creando così un database su cui lavorare. I dati raccolti saranno rielaborati per poter anticipare le richieste dell’utente, fornendo le informazioni che tendenzialmente sarebbero state cercate in modo esplicito in un determinato momento, contesto o luogo [...]

    significa che ci spierà in modo autorizzato per risparmiarci la fatica della ricerca?!

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