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Gli informatici studiano le formiche per scovare nuove strade

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Lunga da 2 a 3mm, testa e addome dal giallo scuro al bruno, torace giallastro, zampe e antenne giallo scuro. Testa più larga del torace, zampe molto lunghe, antenne di 12 articoli, peziolo (nodino tra il torace e l’addome) semplice (uno solo e non due) e piccolo… e una laurea in matematica.

Questo è il profilo della formica argentina: l’ultima “mente” assoldata da un team di scienziati per sviluppare un nuovo algoritmo per motori di ricerca.

La formica si è mostrata molto disponibile a lavorare in gruppo e in poche ore, ha raggiunto ottimi risultati.

La Linepithema Humile (vero nome della nostra formica matematica) porta nel proprio corredo genetico comportamentale la capacità di trovare sempre la strada più breve per raggiungere una destinazione. Ma non solo: modificato il percorso, la formica riesce a riadattare la rotta da seguire fino a trovare, ancora una volta, la via più breve. Pensandoci potremmo benissimo adottarne una per portarci a spasso per le vie di una città senza perderci… altro che TomTom!

L’esperimento – curato dai professori Chris Reid e Madeleine Beekman, in collaborazione con David Sumpter dell’Università svedese di Uppsala – è stato condotto presso i laboratori dell’Università di Sidney e pubblicato dal Journal of Experimental Biology.

Non è la prima volta che gli scienziati chiedono aiuto alla natura per ottimizzare i sistemi di software. Questa volta – per riprodurre la casualità naturale – i ricercatori hanno trasformato il rompicapo delle Torri di Hanoi in un labirinto posto tra il nido e la fonte di cibo. Le formiche avevano il compito di attraversarlo seguendo il percorso più breve, avendo di fronte 32.768 strade possibili da seguire. In un’ora, le formiche hanno raggiunto l’obiettivo. Ma non basta: come seconda prova, gli scienziati hanno bloccato il percorso che gli insetti avevano scovato in precedenza costringendole a trovare una soluzione. Le formiche ce l’hanno fatta. Una volta di fronte all’ostacolo, sempre in un’ora, son riuscite a trovare il percorso più rapido alternativo.

I ricercatori hanno affermato che: “Una semplice formica ha una capacità di problem solving molto più acuta di quanto abbiamo mai pensato. I suoi feromoni molto flessibili la aiutano a trovare buone soluzioni in un contesto in continua evoluzione”.

Ma a cosa potrà servire questa ricerca? Certamente Piero Angela conoscerà già le fantastiche doti dell’insetto più comune e famoso del pianeta. L’informatica invece, potrà trarne ispirazione – utile a ottimizzare le formule algoritmiche che regolano la rete – progettando sistemi sempre più evoluti, intelligenti e rapidi… come una semplice formica.

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Questo articolo è stato pubblicato martedì 14/12/10 alle ore 18:00 e classificato in Mobile & Tech » Hi-Tech . E' possibile seguire tutte le repliche a questo articolo tramite il feed RSS 2.0. Puoi lasciare un commento, oppure fare il trackback dal tuo sito.

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