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Motori di ricerca: Automazione VS Essere umano

Una delle funzioni primarie del web è sempre stata la ricerca –  che continua ad essere uno dei fattori che rendono il web indispensabile. Con gli anni, la ricerca si è trasformata da servizio a disposizione degli internauti a strumento di business. L’attore principale di questa evoluzione è stato senza dubbio Google che grazie ai suoi algoritmi, ha reinventato il concetto di motore di ricerca ponendo le basi del web-marketing.

Un articolo apparso sulla rubrica settimanale di Pete Cashmore (fondatore e CEO di Mashable) su CNN, pone una questione delicata: qual è il modo migliore per cercare informazioni sul web? È meglio affidarsi agli algoritmi, al potere decisionale della persona o combinarli?

Da qualche anno a questa parte – da quando il business ha scoperto che essere nei primi posti nelle ricerche di Big G significa aver più possibilità di guadagno – sulle nostre pagine si è moltiplicato a vista d’occhio lo spam, o come lo definisce Cashomore un not-quite-spam.

Per esempio esistono le content-farm: veri e propri produttori massicci di contenuti che una volta aperti non ci danno le risposte che cercavamo.

Le macchine iniziano a dare i primi segnali di cedimento, o almeno d’imperfezione. A questo punto, il dibattito si sposta su quelle che potrebbero essere le soluzioni a questa piccola falla nei sistemi di ricerca – ed è qui che scende in campo il fattore umano. Una prima soluzione sembra poter essere quella studiata da Blekko: un motore di ricerca che si basa su siti human-edited.

Un’altra strada, più facile da intraprendere, sarebbe quella di affidarsi ai social network. Facebook o Twitter, oltre ad essere luoghi di ritrovo per milioni di utenti, sono utilizzati come community dove condividere informazioni e opinioni. Mixare la ricerca algoritmica con i contenuti prodotti da queste reti sociali, permetterebbe ai motori di ricerca di filtrare le informazioni in entrata rendendo i risultati più accurati.

Siamo sicuri che in Sylicon Valley si sta già lavorando ad una soluzione. L’uomo continuerà a utilizzare le macchine per svolgere i lavori pesanti, quelli di ricerca e di filtraggio ma l’ultima parola, sulla validità dei risultato continueranno ad essere a sua discrezione. Per quanto le macchine abbiano col tempo acquisito potere nella nostra vita quotidiana, a guidarle, a definirne i canoni e l’architettura, sarà sempre e soltanto l’essere umano.

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Questo articolo è stato pubblicato venerdì 21/01/11 alle ore 09:00 e classificato in Web & Social » Novità dal Web . E' possibile seguire tutte le repliche a questo articolo tramite il feed RSS 2.0. Puoi lasciare un commento, oppure fare il trackback dal tuo sito.

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