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Libertà è partecipazione

Questo titolo è tratto da una canzone di Giorgio Gaber, celeberrima per generazioni diverse da quelle che oggi si affacciano sul mercato musicale. E lo fanno come tutti i ragazzi hanno sempre fatto, sempre e comunque: attraverso l’esplorazione, magari l’errore, a volte la bravata, piano piano una consapevolezza maggiore di ruoli e responsabilità.

Una volta, tanti anni anni fa (2003!), iTunes Store e gli altri negozi di musica che oggi conosciamo non esistevano proprio. L’unico modo di acquistare musica in modo legale era entrare in negozio e uscirne con un compact disc o, in tempi ancora più antichi (il secolo scorso!) con un vinile. Che non era un fenomeno di culto come oggi, ma l’unica modalità di distribuzione musicale conosciuta.

Non che l’illegalità mancasse. Qualcuno i negozi neanche li guardava e invece si avventurava per mercatini e bancarelle, alla ricerca di bootleg, le registrazioni clandestine (oggi i bootleg sono prodotti in via ufficiale dagli artisti, figuriamoci).

E arriviamo ai ragazzi. Chi se lo poteva permettere comprava e poi regolarmente si duplicava il vinile o il Cd su audiocassetta. Chi non se lo poteva permettere, si faceva registrare l’audiocassetta dall’amico compiacente e addio al fair use codificato negli Stati Uniti, il diritto di ciascuno di disporre a piacimento del proprio aquisto, purché per uso personale e comunque mai a scopo di lucro. Mentre i liceali dei remotissimi anni settanta sanno benissimo che c’era chi le audiocassette le vendeva e pure a caro prezzo, se il nastro era di buona qualità…

In sostanza, prendersela con i ragazzi perché violano la legge e il copyright porta a pochi risultati. I ragazzi esplorano, per loro natura, e sondano i limiti dei sistemi in cui operano. Dai loro un divieto e la prima cosa che faranno sarà trovare un modo di aggirarlo.

La soluzione è farli partecipare alla vita della rete e portarli per mano, anche nel mondo della musica. L’attenzione e il supporto di un genitore fanno miracoli; i ragazzi che operano comportamenti irresponsabili sono invariabilmente quelli che hanno avuto poca scelta, o che in assenza di guida si sono accontentati della prima strada che hanno trovato, non sempre la migliore.

I ragazzi invitati a partecipare si accorgono che di musica non c’è solo quella di cassetta e quella di facile consumo; ci sono le radio via Internet, per esempio. Non solo i nomi noti: lanciare iTunes e aprire la sezione Radio porta a galla una quantità inimmaginabile di stazioni. Se scoprono last.fm probabilmente passeranno molto più tempo in legalissimo (e divertentissimo) streaming che non a ravanare dentro torrent e P2P di dubbia reputazione e qualità. E magari si faranno anche nuovi amici parlando e condividendo musica.

Esistono poi creazioni artistiche che sono protette da copyright, ma con una licenza che ne consente la copia e la redistribuzione. Portiamo i ragazzi a visitare Creative Commons Italia e rendiamoli depositari di una conoscenza che certo non è comune né immediata, ma porta molti frutti una volta che sono cresciuti ascoltando materiale diverso dal solito. Jamendo è un fantastico deposito di musica liberamente scaricabile e distribuibile, forte di quasi trecentomila titoli. Potrebbe essere gustoso curiosare insieme.

Ho fatto l’esempio della musica, ma vale anche per i libri. Specie quando si tratta di grandi opere che servono a scuola e hanno più di un secolo (in realtà meno, ma dipende). Serve una Divina Commedia? Su Liber Liber si trova gratis, liberamente scaricabile, liberamente distribuibile, insieme a migliaia di altri testi italiani. L’insegnante si intestardisce nel volere quella certa edizione commentata? Sensibilizziamolo: che faccia il suo lavoro, e che la commenti lui, la Commedia. Letteratura inglese? Project Gutenberg è lì pronto.

Il paradosso è che poi, se lasciati soli, i ragazzi provano a barare a scuola copiando biecamente da Wikipedia: azione controproducente per il loro apprendimento e tuttavia perfettamente legale!

Che i ragazzi siano attirati dal proibito e dai divieti è noto a tutti. È meno noto che, guidati con amore e attenzione, possono appassionarsi a musica, libri, video, giochi, programmazione in modo perfettamente legale. E con migliori risultati. La libertà è partecipazione.

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Questo articolo è stato pubblicato lunedì 28/03/11 alle ore 15:00 e classificato in Mondo Vodafone » inFamiglia . E' possibile seguire tutte le repliche a questo articolo tramite il feed RSS 2.0. Puoi lasciare un commento, oppure fare il trackback dal tuo sito.

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