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Tapioca virtuale

Io sono una mamma imperfetta.

Mi sento così imperfetta che ancora spesso mi domando come possa essere una madre (nonostante eserciti la professione da parecchi anni).

Ho perso per distrazione così tante riunioni scolastiche dei miei figli da non vergognarmene neanche più. A volte ho perso proprio anche loro (i figli), dimenticati completamente.

Addirittura una mattina, qualche anno fa, bella serena prima di andare in ufficio ho portato Giacomo e Davide all’asilo e ho trovato i cancelli chiusi: era il primo giorno delle vacanze di Pasqua. Eccesso di zelo, mi sono detta, cercando di rincuorarmi.

Ho fatto anche cose abbastanza truci, come confondermi e allattare due volte di seguito lo stesso figlio arrabbiandomi molto con l’altro, che non smetteva  di piangere (giuro che quando i due ragazzi erano neonati erano davvero identici) e pure cose decisamente eroiche (purtroppo così numericamente inferiori alle dimenticanze, da non potermene vantare).

Il punto è che una mamma può avere anche le più squisite doti organizzative e i più acuti poteri di SuperPippo, ma qualcosa prima o poi le sfugge. Anche perchè, diciamocelo, non è che ci sia una Scuola Superiore di Mamma in cui una si possa specializzare o una Laurea Breve in Genitore Efficiente (per quelle che proprio vogliono applicarsi bene).

Nonnò. Senza andare a scuola, facendo una veloce e superficiale carrellata, una mamma media, nel corso dei suoi primi 10 anni di attività si specializza nelle seguenti discipline:

- nutrizionismo (diete personalizzate, perfetti equilibri alimentari, verdurine, pastine, meline grattuggiate …perfino la tapioca!!! ma quando mai si rincontra nella vita la tapioca? Essa fa capolino per tipo due settimane nella vita di ciascuna mamma e poi scompare per sempre)

- massaggi (questa è materia entrata solo di recente nella vita delle mamme, perchè qualcuno un giorno ha deciso, pensando fosse una buona idea, di sottoporci allo strazio di massaggiare il nostro neonato nudo con l’olio di mandorle – dimenticandosi che i neonati odiano stare nudi e strillano fuori le tonsille e tu ti senti inutile e incapace)

- psicologia, specificatamente dell’età evolutiva (lo sto traumatizzando? lo sto frustrando? sarà gelosa del fratellino? attenzione che non devo proiettare le mie mancate aspirazioni, non è una mia proprietà, deve sviluppare liberamente la sua personalità eccetera eccetera)

- medicina (per esempio: capito, durante la pratica del massaggio di cui sopra, quali fossero le tonsille all’interno della cavità orale, individuare le placche bianche poi è un gioco da ragazzi e con le placche non c’è mamma che non sappia che cosa fare)

- lavoretti (questa è la parte migliore, quella in cui ti ritrovi a cucire, a sferruzzare, a tagliare cartoncino come se non avessi mai fatto altro nella vita, pur di vedere i tuoi figli sul palco alla recita di fine anno sembrare VERAMENTE dei fiori, dei nani del bosco, degli angeli del cielo – e possibilmente i più belli)

- geometria (data la somma di due angoli e che uno è il doppio dell’altro, trovarli tutti può essere questione di vita o di morte, alle 9 di sera, garantisco)

- pubbliche relazioni (specialmente se sei mamma di femmine) e relazioni internazionali (qui mi riferisco alle relazioni con altri genitori, quindi vale per figli maschi e femmine)

Ma, attenzione a non distrarti, non sei solo una mamma, sei anche una donna, moglie, compagna. Non vorrai mica dimenticarti della tua prorompente femminilità e dell’equilibrio del rapporto di coppia e fallire proprio lì, su questioni di cui dovresti già sapere, vero?

Ecco, insomma, non c’è scuola per le mamme e cosa facciamo? Semplicemente ci buttiamo.

E poi, proprio quando pensi di essere competente abbastanza su tutto, ti arriva sul coppino una nuova materia, di cui non sai un beato niente: la TECNOLOGIA digitale, il mondo VIRTUALE.

Mica uno spicchio di arancia che lo vedono tutti da generazioni che contiene vitamina C e fa tanto bene. E’ una rivoluzione delle nostre sinopsi, un traslare delle modalità causa-effetto, una materia nuova perfino alle nostre madri, degne sostitute della Laurea Breve, in attesa che la Gelmini si accorga del problema.

Io a questa materia mi sono avvicinata con lo stesso spirito che ho messo in tutte le altre:  ho provato, sbagliato, chiesto, imparato, corretto. C’ho azzeccato, per poi sprofondare nel dubbio, magari su un particolare minuscolo e inutile.

In fondo, mi sono detta, se mi sono dedicata con fiducia a cucinare la tapioca, non vedo perchè dovrei avere dei pregiudizi nei confronti della Rete.

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Questo articolo è stato pubblicato mercoledì 30/03/11 alle ore 15:00 e classificato in Mondo Vodafone » inFamiglia . E' possibile seguire tutte le repliche a questo articolo tramite il feed RSS 2.0. Puoi lasciare un commento, oppure fare il trackback dal tuo sito.

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