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Età no limits

Sere fa vedo che lavale3, positivamente calata nel ruolo del genitore che si preoccupa (etimologicamente parlando, non si crea paure, ma si occupa prima delle cose), si chiede perplessa il perché non sia possibile visitare un browser game – di quelli che si giocano collegati a internet usando appunto il browser come interfaccia – e sapere per quale età sia adatto il gioco.

Le spiego che raramente gli autori o i produttori di un gioco via browser, diversamente da chi produce videogiochi propriamente detti, si preoccupano di fornire una classificazione. Internet è un campo aperto, dove chiunque può creare pagine destinate all’intrattenimento, anche singoli individui o gruppi di amici. Più che una libreria, dove gli scaffali sono etichettati, somiglia più a una spiaggia, dove il parco giochi con le altalene sta a fianco del chiosco che vende superalcolici. In assenza di cartelli che indichino l’età adeguata per ciascun intrattenimento, sta ai frequentatori regolarsi e ai genitori dei frequentatori regolarli quando sia il caso.

E in effetti il gioco di cui lei si pre-occupa è Tribals, cui pare abbia aderito in massa il gruppo di amici di un figlio. Come capire che tipo di interazioni avvengono nel gioco, se il contenuto sia consigliabile, se il gioco abbia un qualche valore?

Nel caso di un browser game è probabile (è certo, su Tribal Wars o su suoi simili quali Travian oppure OGame) che una buona tattica per capire sia l’infiltrazione tra le schiere “nemiche”. Cioè creare un account autonomo e toccare con mano.

A provarlo – le ho detto – si vede in fretta e senza bisogno di particolari capacità che Tribals è una classica simulazione strategica gestionale, nel senso che praticamente tutta l’interazione si svolge verso il motore del gioco: devi gestire il tuo villaggio e farlo prosperare economicamente, militarmente, tecnologicamente, finanziariamente. C’è un risvolto sociale ma limitatissimo: i vari villaggi (giocatori) si possono costituire in tribù e le tribù si possono coordinare, per esempio nel muovere guerra – o aprire commerci – contro una tribù vicina. Le comunicazioni all’interno del gioco avvengono solo per posta interna e asincronicamente. Non c’è una chat e sarebbe inutile, perché l’azione si svolge in turni di lunghezza prefissata dal server e il tempo reale non incide. I rischi sociali di un gioco del genere sono tendenti a zero. La dinamica stessa di gioco, che premia la costanza e l’iterazione e la cui componente sociale è minimale, scoraggia la presenza di perdigiorno o persone non strettamente interessate al gioco. C’è un forum, ma è totalmente riguardante il gioco, senza derive di alcun tipo.

Per chi ci riesce, la tattica migliore per comprendere rischi e benefici di un browser game è sicuramente l’alleanza. I browser game sono cooperativi. E allora perché non creare un account proprio e giocare come alleati del figlio? Il tempo non deve preoccupare; questi giochi permettono di predisporre azioni che avranno luogo automaticamente fino al prossimo collegamento. I veri specialisti governano le proprie avventure su OGame in una manciata di minuti, spesso nell’attesa di un autobus o… dal bagno di casa. A rigore, visto che tutto passa da nickname, lo si potrebbe fare persino di nascosto e magari collaborare senza che nemmeno il figlio lo sappia. Ovviamente i vantaggi migliori arrivano quando la situazione è chiara e trasparente.

Non contento, ho proseguito per darle qualche elemento in più.

Il rischio maggiore in giochi di questo tipo è che, essendo iterativi e basati su schemi di ottimizzazione degli algoritmi, possono generare una modesta dipendenza: invece che passare il tempo a elaborare strategie, lo passo a ripetere schemi appresi in precedenza e consolidati. Poca roba e probabilmente il ragazzo non ci arriverà; la tribù degli amici, una volta compreso il meccanismo, tenderà a trovare altro.

Insomma, la mancanza di indicazioni esplicite sull’età più adatta per un gioco è superabile e il mal di browser game si può curare anche in situazioni difficili. Con le… infiltrazioni.

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Questo articolo è stato pubblicato giovedì 31/03/11 alle ore 15:00 e classificato in Mondo Vodafone » inFamiglia . E' possibile seguire tutte le repliche a questo articolo tramite il feed RSS 2.0. Puoi lasciare un commento, oppure fare il trackback dal tuo sito.

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