Mondo Vodafone » inFamiglia

Il nuovo vocabolario dei miei figli

Ho una famiglia numerosa. Almeno per gli standard italiani. Ho tre figli: una ragazzina di 14 anni e due gemelli maschi, identici, di 11.

Seguirli tutti insieme, nelle loro conversazioni quotidiane, a volte è un compito che richiede tutta la mia attenzione.

Prendi una cena tipo, per esempio.

Mentre inforco la pasta al forno, Marta se ne esce con un “oggi ho sentito Emilija”. Io faccio un salto sulla sedia: Emilija è l’amichetta che vive a Belgrado e la mia mente si trasforma all’istante in un contatore – tipo del gas – cercando di prevedere il costo telefonico di quello spettegolare (certamente inutile, nella prospettiva di una vita, e di una bolletta) di adolescenti. Scatto con stizza facendole presente tutta la sua irresponsabilità nei confronti del budget familiare e lei mi guarda con sguardo vacuo: “ma mamma, che te la prendi a fare? L’ho sentita su Facebook”.

Ecco, lo dico subito, che noi mamme abbiamo bisogno di una nuova parola nel vocabolario italiano. Perchè ci si sente al telefono, non su Facebook. Coniamo una parola per Facebook, per piacere.

“Mamma, mi devi firmare la verifica di matematica”, dice Giacomo.
“Uh, come è andata?”, tremo io perchè non è che ultimamente la matematica ci abbia dato grandi soddisfazioni.
“Mamma, mi sono sposato”, si sovrappone Davide.

Altro salto sulla sedia, condito da accelerazione sanguigna (vuoi dirmi che si è già innamorato? di chi? come? cosa fa suo padre?)

“Come dici tesoro?” Ribatto dolcissima (tassativo non mostrare emozione alcuna, in questi casi)
“Mi sono sposato ma è brutta e non posso divorziare.”
“Aspetta, aspetta, stai correndo troppo…dove, quando ti sei sposato?”
“Mamma, sette.”
“Come sette? Sette mogli?”
“No, sette in matematica.”
“Ah, scusa, tu sei l’altro, quello della verifica, non quello sposato.”
“Mi passi il sale?”
“No! Appoggialo sul tavolo, non darmelo direttamente in mano!!” (c’è anche chi è scaramantico, in famiglia)
“Mamma, è proprio brutta. Resetto il gioco.”
“Ma che gioco?”
“Mamma, il Nintendo!”
“Vuoi dirmi che ti sei sposato sul Nintendo e adesso resetti tua moglie?”
“Si, mamma. Non posso divorziare, quindi resetto.”
“Ma Davide, ci si può sposare così, in Nintedolandia, come se fosse niente?”
“Si, ti scegli una moglie e arredi la tua casa.”
“Capisco. E se poi non sei contento, resetti tutto.”
“Sì.”
“Carino….e posso fare lo stesso con tuo padre?”
“Mamma!!”, fanno tutti e tre in coro, scioccati, “Non dire sciocchezze, quello del Nintendo è un gioco!”
“Eh, scherzavo … giusto per vedere fino a dove arrivavate!”

I linguaggi cambiano e anche i contesti. Io spesso mi disoriento quando parlo con i miei figli. Loro no.

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Questo articolo è stato pubblicato venerdì 01/04/11 alle ore 15:00 e classificato in Mondo Vodafone » inFamiglia . E' possibile seguire tutte le repliche a questo articolo tramite il feed RSS 2.0. Puoi lasciare un commento, oppure fare il trackback dal tuo sito.

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