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Quando comprare il primo telefonino

Rifuggo sempre, appena posso, le conversazioni tra mamme.

Mi fanno sempre sentire inadeguata. Col tempo ho imparato a capire che l’inadeguatezza non è mia in sè – cioè non è che sia sbagliata io – semplicemente faccio fatica a seguire le conversazioni che si basano su dettagli. E, diciamolo, i dettagli di cui parlano certe mamme a scuola, di fronte ai cancelli aspettando che i propri figli escano, a volte sono così minuti che tu proprio non riesci a vederli, anche se te li raccontano in ogni sfaccettatura, da ogni angolatura.

Uno degli argomenti più in voga verso più o meno la quinta elementare è “ho comprato a mio figlio un cellulare, e tu?”

C’è chi te lo annuncia con vanto, chi timidamente, quasi a scusarsi. Mai nessuno, fatto curioso, senza fornirti una spiegazione del perché.

“Ci siamo separati, voglio che possa chiamarmi quando vuole”
“E’ il regalo per la promozione”
“Sai com’è, ce l’hanno tutti …”
“Gliel’ho comprato, ma non glielo lascio usare. E’ solo per poterlo contattare se ho bisogno”

A volte, tra le spiegazioni, s’alza la voce perentoria di una mamma che interrompe dicendo “io, a mio figlio più grande l’ho comprato quando aveva 14 anni, quindi questo deve aspettare” e giù calcoli di anni, mesi e giorni per essere sicuri che tutto quadri secondo schemi di giustizia genitoriale insindacabile.

Io, che a seconda del figlio, sono stata rapita dall’una o dall’altra tentazione/spiegazione, ho poi stabilito le mie “regole personali sull’acquisto del primo telefonino”, che enuncio qui, non perché siano legge (lungi da me, lo so benissimo che ogni mamma ha le sue) ma perché nel mio caso hanno funzionato, e anche bene.

Legge 1: se un figlio chiede di avere il cellulare, la mamma deve rispondere con un semplice “perché?” e agire solo a fronte di una motivazione valida e non vanitosa o vanesia.

Legge 2: il primo telefonino non si compra. Va benissimo quello che giace nel primo cassetto del nostro comò, reo di reggere la carica solo per un giorno.

Legge 3: il primo telefonino si consegna nelle mani dei nostri figli quando è necessario. Cioè quando ne hanno bisogno (un buon esempio di “avere bisogno” è quando cominciano ad andare a scuola da soli).

Legge 4: il cellulare è uno strumento utile e noi siamo i primi a doverci credere, che è solo utile. Proponiamolo così ai nostri figli: col loro primo telefonino non devono dimostrare niente a nessuno, ma solo avere un mezzo per raggiungere noi se sono in difficoltà o gli amici se hanno bisogno dei compiti. (Poi crescendo cambierà, ma in genere quando arriva la prima richiesta, non c’è bisogno che loro sappiano che gli servirà un modello più performante, in seguito).

Legge 5: tassativo diniego all’accesso a internet via telefono. Non tanto per quello a cui potrebbero accedere, ma per l’inutilità dell’esercizio e per la bolletta. Se vogliono navigare, possono farlo a casa da un pc, per il momento.

Legge 6: non c’è nessuno che sappia qual è l’età giusta per il primo telefonino. Nel dubbio, si torni alla “Legge 1″…

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Questo articolo è stato pubblicato venerdì 15/04/11 alle ore 15:00 e classificato in Mondo Vodafone » inFamiglia . E' possibile seguire tutte le repliche a questo articolo tramite il feed RSS 2.0. Puoi lasciare un commento, oppure fare il trackback dal tuo sito.

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