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L’amicizia tra scuola e Social Network

Nel gennaio 2009, come molte mamme con figli in età scolastica, mi sono trovata a bazzicare diversi “open day” in varie scuole. Queste giornate speciali in realtà sono note solo alle mamme della mia generazione, perché prima ci iscrivevano alla scuola del quartiere, al massimo a quella del quartiere della nonna, e finiva lì. Adesso invece noi mamme valutiamo le diverse proposte educative, i POF, la grandezza delle palestre e le espressioni dei professori tutti schierati in bella mostra in aula magna (nel giorno, appunto, dell’open day), prima di scegliere la scuola perfetta per l’indole dei nostri pargoli.

Personalmente ritengo questa pratica moderna una tortura, ma devo ammettere che a questo particolare giro di boa (il passaggio di mia figlia dalla terza media alla quarta ginnasio) il supplizio dell’open day è stato molto utile.

L’aula magna della scuola (pubblica e assai blasonata) in cui io e Marta siedevamo disciplinate l’inverno scorso incuteva una discreta soggezione, resa più scomoda dal Preside incartapecorito nel suo completo rigido che aveva visto tempi migliori (e parlo sia del preside che del vestito).

Il bla bla sciorinato era uguale agli altri già sentiti dalla concorrenza (i licei classici già visitati) e condito di moniti allo studio, perchè il Classico richiede impegno, alla serietà, per elevarsi al rigore ascetico, fin quasi a sfiorare il principio dell’auto-mortificazione.

Né io né Marta abbiamo battuto ciglio (forse solo prodotto qualche sbadiglio) perchè lo sapevamo in partenza che il percorso del liceo classico ha fama di essere particolarmente impegnativo.

Poi c’è stata la frase “i ragazzi di oggi hanno tutto troppo facile, perchè ottengono tutto con un click” e una lunga spiegazione su come la policy della scuola scoraggiasse le abitudini dei nostri figli sul web.

Come in un film, ho vissuto credo uno dei momenti di più squisita intesa con mia figlia: all’unisono abbiamo girato la testa per guardarci, ci siamo sorrise e, senza neanche un cenno l’una all’altra, ci siamo alzate e abbiamo abbandonato l’aula.

Nei panni di ragazza, lei probabilmente è stata colta da un attacco di claustrofobia. Nei panni di madre io ho sentito che non potevo fidarmi di una scuola che negasse così palesemente il ruolo della rete oggi nella vita, non solo dei nostri figli.

Disconoscere e sminuire internet voleva anche dire per me che quella scuola non ne avrebbe mai neanche sondato le potenzialità dal punto di vista didattico.

Di cose che la scuola può fare con la rete ce ne sono molte e su questo argomento vi invito a sfogliare questa presentazione di Caterina Policaro, professoressa di scuola superiore e blogger (Catepol),  che racconta dell’amicizia tra Social Network e scuola.

PS. Marta oggi frequenta felicemente gli sgoccioli di una quarta ginnasio in una scuola che incoraggia, per ogni classe di ogni sezione, l’apertura di un profilo (rigorosamente chiuso agli estranei) su FaceBook per lo scambio di compiti, per richieste di aiuto, e, sì, anche per pubblicare le foto della gita di tre giorni.

lavale3 è uno degli esperti di inFamiglia. Scopri cos’è inFamiglia e aiutaci ad arricchirlo.

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Questo articolo è stato pubblicato venerdì 06/05/11 alle ore 15:00 e classificato in Mondo Vodafone » inFamiglia . E' possibile seguire tutte le repliche a questo articolo tramite il feed RSS 2.0. Puoi lasciare un commento, oppure fare il trackback dal tuo sito.

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