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Genitori senza controllo

Aggirare i parental control è sempre più una pratica possibile per i ragazzi, soprattutto se pensiamo ai contenuti che hanno a che fare con il web 2.0: i forum, i blog, i siti di social networking, la messaggistica e le chat.

Uno studio della Commissione europea ha mostrato la scarsa efficacia della maggior parte dei software nel filtrare questo tipo di contenuti, software che per la maggior parte sono in lingua inglese, con evidenti limiti, quindi, nell’applicazione più allargata. A questo dato “tecnico” dobbiamo aggiungerne uno che ha a che fare con i comportamenti diffusi: solo un quarto dei genitori usa questi software per controllare e filtrare ciò che i loro figli fanno online.

D’altra parte i genitori europei, come racconta lo studio Eu Kids online – come sempre uno degli studi più lucidi e a tutto tondo per parlarci dei comportamenti dei nostri ragazzi online e dei loro genitori – dichiarano di stare vicini ai loro ragazzi-online andando oltre la necessità di un uso del parental control: il 70% sostiene di parlare con i propri figli a proposito di quello che fanno su Internet; il 58% afferma di stare accanto al proprio figlio quando usa Internet; più della metà discute di come ci si deve comportare online con gli altri e affronta le tematiche che possono inquietare bambini e adolescenti che le incontrano sul web sotto forma di contenuti diversi (scritti, immagini, video, ecc.).

A questo dobbiamo aggiungere che ormai il PC non è la sola tecnologia che viene utilizzata dai ragazzi per usare il web: il 31% degli adolescenti in Europa accede a Internet attraverso il telefono cellulare e il 26% va online tramite console di gioco.

Abbiamo quindi a che fare con un ambiente complesso che rende le forme di controllo sempre più necessariamente in equilibrio fra l’uso di applicazioni adatte e la promozione di comportamenti sociali corretti.

L’Europa con questo progetto “Benchmarking of parental control tools for the online protection of children” ha analizzato approfonditamente la realtà del software creando una pagina che permette di scegliersi quello più adatto alle proprie esigenze cliccando una serie di variabili: da quelle relative allo strumento (PC, cellulare, console) al sistema operativo (Windows, Linux, Mac), all’età del ragazzo (fino a 10 anni e oltre gli 11), alla scelta della lingua europea desiderata fino a dettagliare le esigenze di protezione che vorremmo.

Resta da affrontare il fatto che sempre di più i ragazzi sanno come aggirare i parental control e anche i genitori dovrebbero avere consapevolezza dei diversi modi di farlo. Si va dall’andare da un amico per navigare in siti a rischio allo scoprire la password dei genitori, magari scritta da qualche parte per non dimenticarla. Si può creare una connessione diversa da quella predefinita aggirando facilmente le protezioni; oppure togliere l’impostazione proxy per navigare senza alcune protezione. Fino all’installazione di un keyboard logger che permette di registrare quello che viene scritto sulla tastiera e quindi individuare eventuali password.

 

gboccia è uno degli esperti di inFamiglia. Scopri cos’è inFamiglia e aiutaci ad arricchirlo.

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Questo articolo è stato pubblicato mercoledì 11/05/11 alle ore 15:00 e classificato in Mondo Vodafone » inFamiglia . E' possibile seguire tutte le repliche a questo articolo tramite il feed RSS 2.0. Puoi lasciare un commento, oppure fare il trackback dal tuo sito.

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