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Crescere i figli nativi digitali: Emma Tracanella

Emma Tracanella ha due figli: un maschio di 11 anni e una femmina di 8 e mezzo. Di sè stessa mi ha raccontato che si sente “una mamma un po’ degenere che tenta di mantenere una sua realtà extra-mamma, continuando a lavorare e a studiare tutto ciò che riguarda la tecnologia e il software”. Infatti Emma è specializzata nell’ideazione e nello sviluppo di progetti software, spesso ad alto grado di innovazione e da tre anni è anche nella redazione di GirlGeekLife – Il sito delle donne appassionate di tecnologia  e nel team GGD di Milano. In Rete è stata definita la tecno-mamma.

I tuoi figli sono già in rete? E se sì, con cosa?
I miei due bimbi navigano spesso in rete, chi alla ricerca di eventi sportivi, chi sentendo musica e guardando cartoni animati, ma per ora sono riuscita a non farli entrare in nessun Social Network, penso siano ancora un po’ troppo piccoli per affrontare un mondo così vasto. L’unica eccezione è Anoobi, su cui hanno un account in comune e dove segnano, anche se non troppo regolarmente, i libri che hanno letto e i loro commenti.

In rete ti hanno definita una tecno-mamma… Potresti raccontare la Rete ai genitori che leggono inFamiglia (a quelli di adolescenti, preoccupati della perdita di contatto con i loro figli e del troppo tempo che questi passano su internet o sui videogiochi, a quelli che hanno figli piccini e a quelli che la rete non la bazzicano per niente)?
Per me la rete è parte della mia vita di tutti i giorni, ho amici che frequento prevalentemente online e che magari risiedono in altri Paesi, per questo motivo i miei figli mi hanno sempre vista lavorare e divertirmi usando il computer e intenet e considerano questo binomio uno strumento utile e forse indispensabile. Ho utilizzato internet con loro fin da quando erano piccolini, visto che nel loro futuro la tecnologia sarà sicuramente presente. Loro poi sono orgogliossimi di avere un proprio utente sul mio Mac: digitano con cura la loro password e trovano le loro cose – i siti preferiti e i loro documenti, foto ecc. Penso sia giusto farli crescere davvero come nativi digitali, anche se protetti, in parte tramite le funzionalità del parental control.

Una cosa è essere una tecno-mamma, altro è essere figli di una tecno-mamma. Certo puoi trasmettere le tue conoscenze della rete ai tuoi figli perché la usino in modo consapevole, ma sappiamo quanto i figli possano essere imprevedibili quando non sono osservati. Abbiamo già detto qui a InFamiglia che i genitori non devono essere invadenti….e allora come si fa?
Si usa il buon senso. In fin dei conti la vita in rete non è tanto diversa da quella che viviamo tutti quotidianamente: io continuo a ripetere ai piccoli di non fidarsi degli sconosciuti (sempre senza terrorizzarli troppo) e che prima di parlare in pubblico è bene pensare. Questi stessi principi li devono applicare anche quando navigano in rete e quando frequenteranno un social network. La rete può essere vista  come una grande piazza, in cui per di più tutto può essere rintracciato e nulla viene dimenticato. Poi, finché è possibile – così come non li lasciamo guardare la TV da soli in camera loro – uso il computer con loro o glielo lascio usare nello stessa stanza in cui siamo noi. Poi quando cresceranno, dovrò per forza fidarmi di loro e della loro capacità di giudizio.

Credi che limiterai/disciplinerai il tempo che i tuoi figli vorranno passare su un dispositivo (pc, nintendo, cellulare), quando saranno più grandi?
Io li limito già ora! Nei giorni feriali TV, nintendo, Wii si possono usare per giocare e rilassarsi solo dopo le 19.

Le relazioni “virtuali” non sono vere e sincere perché non vedi gli occhi, i gesti e le espressioni di chi parla, e quindi non puoi fidarti. Questa è un’osservazione che affiora spesso nelle conversazioni tra madri e figli (e non solo) quando si parla di conversazioni online. Tu cosa pensi?
La vita “virtuale” può a volte essere più coinvolgente di quella reale: protetti da una tastiera comunichiamo molto di più di quello che pensiamo. Inoltre in rete è molto facile incontrare persone che condividono i nostri interessi e le nostre passioni. Senza la rete io non avrei conosciuto molte persone che ora frequento in entrambi i mondi. Certo le buone maniere sono fondamentali, perché la parola scritta può essere molto tagliente e diretta.

Nella tua vita di mamma c’è un episodio o un’esperienza che credi ti abbia rivelato o insegnato qualcosa che potrebbe essere utile ad altre mamme alle prese con figli che navigano in rete?
La cosa che più ha colpito mio figlio maggiore è stato quando abbiamo sistemato insieme una voce di Wikipedia, correggendo un piccolo errore di stampa. Da allora verifica sempre le informazioni che trova leggendo diversi siti!

lavale3 è uno degli esperti di inFamiglia. Scopri cos’è inFamiglia e aiutaci ad arricchirlo.

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Questo articolo è stato pubblicato venerdì 27/05/11 alle ore 15:00 e classificato in Mondo Vodafone » inFamiglia . E' possibile seguire tutte le repliche a questo articolo tramite il feed RSS 2.0. Puoi lasciare un commento, oppure fare il trackback dal tuo sito.

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