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Permettiamo ai bambini l’accesso a Facebook?

Mark Zuckerberg vuole aprire Facebook ai ragazzi minori di 13 anni.

E’ una buona idea? – si sono chiestidue giornalisti del quotidiano inglese The Guardian. Hanno intervistato due mamme con due pareri diversi, che cerco di sintetizzare qui (e, vi avverto, è un po’ come essere fuori da scuola ed ascoltare le mamme mentre si aspetta che la campanella suoni…)

Si, è una buona idea

1. I bambini di 11 e 12 anni non hanno bisogno che l’età per accedere a Facebook si abbassi: su Facebook ci sono già. Il limite di età che c’è oggi non ha fermato centinaia di migliaia di loro dall’aprire un account con una data di nascita falsa.

2. È naturale che i genitori si preoccupino che i figli rischino di diventare vittime del cyber-bullismo (o di diventare loro stessi dei cyber-bulli), ma è importante capire che Facebook non è l’unico luogo del bullismo, ci sono anche le ricreazioni a scuola e i parchetti dove i ragazzi vanno a giocare. Nessuno cerca di vietare questi posti a chi ha meno di 13 anni.

3. Lo stesso vale per la paura della pedofilia e di altri possibili brutti incontri… Non è forse vero che la maggior parte dei ragazzi nell’età delle scuole medie comincia a essere solo, cioè senza noi, quando va a scuola o incontra gli amici in centro? Come insegnamo loro le regole per non correre rischi quando sono in giro da soli, così dobbiamo fare per quando sono online.

4. Facebook è parte della vita e vita vuole dire essere in relazione con gli altri. Quando i nostri figli sono piccoli, noi li controlliamo da vicino; man mano che crescono, diamo loro fiducia e permettiamo loro di tessere relazioni senza averci sempre tra i piedi.

5. Facebook insegna ai nostri figli un linguaggio che senza dubbio sarà cruciale per il loro futuro: oggi interagiscono online con i loro amici ma fra qualche anno lo faranno anche con colleghi e clienti. Perché se cerchiamo di insegnare loro strumenti utili in altri campi dovremmo trattenerli in questo?

No, non è una buona idea

1. Permettere a Facebook di abbassare l’età di accesso espone i bambini a una pressione emotiva e a un riscontropubblico che non sono ancora in grado di gestire. I ragazzi amanoFacebook perché lì scorre la loro vita sociale e perché possono presentarsi al mondo nel modo in cui desiderano essere visti. Ma c’è un lato oscuro: se da una partepuoi dipingerti come vuoi, dall’altra puoi essere raccontato come vogliono gli altri: il cyber-bullismo è un problema che nessuno sa come risolvere. I bambini da sempre devono confrontarsi con l’isolamento sociale, ma ora questo può avvenire pubblicamente e in modo indelebile. È già abbastanza dura per gli adolescenti; esporre a questa situazione bambini più piccoli è crudele.

2. Facebook spinge al bisogno di gestire la propria immagine e crea un senso di competizione sociale. Nessuno confessa tristezza o solitudine su queste piattaforme, come invece si fa con gli amici reali e questo ci rende più infelici e ci fa credere che la vita degli altri sia migliore e più vincente della nostra.

3. Quello che viene pubblicato su Facebook sta lì per sempre. Foto e affermazioni che sembrano divertenti oggi ai tuoi amici potrebbero essere terribilmente compromettenti in futuro. È ridicolo aspettarsi che dei bambini sappiano giudicare in modo sofisticato le conseguenze di quello che pubblicano. I bambini non sono pronti per tutto questo e hanno bisogno di essere protetti.

La mia realtà è che sono grata a Facebook di aver posto il limite dei 13 anni, perché mi toglie un problema: quello di decidere o meno se sia giusto stare su un social network in età da bambini. Se l’ambiente social è cosa nuova per me – che ho dovuto imparare mentre imparavano i miei figli – avere una regola stabilita da altri mi dà un punto di riferimento da cui partire, e chi me lo fa fare di metterlo in discussione?

Ma se proprio devo crearmi un’opinione in proposito, credo che l’unica onesta sia…DIPENDE. Dipende sempre dal bambino. Ci sono bambini che su Facebook possono divertirsi anche con meno di 13 anni e ce ne sono altri che proprio no. E a sapere se sia l’uno o l’altro caso siamo solo noi genitori, che li conosciamo nel profondo (non ce ne voglia Zuckerberg).

Nel dubbio, se crediamo comunque che ci sia un valore per i nostri figli e qualcosa da imparare sulle relazioni anche online, possiamo cercare per i nostri bambini under 13 luoghi più protetti, come ad esempio questa piattaforma social di gioco e interazione (controllata) tra pari, acclamata in Inghilterra come il Facebook dei bambini.

Fare le cose per gradi è sempre possibile nella vita come in Rete, basta essere curiosi e cercare.

lavale3 è uno degli esperti di inFamiglia. Scopri cos’è inFamiglia e aiutaci ad arricchirlo.

Commenti (1)
Questo articolo è stato pubblicato lunedì 30/05/11 alle ore 15:00 e classificato in Mondo Vodafone » inFamiglia . E' possibile seguire tutte le repliche a questo articolo tramite il feed RSS 2.0. Puoi lasciare un commento, oppure fare il trackback dal tuo sito.

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  • mastino89
    di mastino89 | 30/05/2011 16:10

    Il problema è che non c’è controllo su facebook. all’inizio sembra tutto bello e interessante, ma è un’arma a doppio taglio. Secondo me è meglio alzarla l’età e fare i controlli su tutti gli utenti nazione per nazione. Io sono iscritto a facebook, e sono arrivato a un punto che aggiorno mai il mio stato o uso la chat. Secondo me era meglio prima, in cui era solo un libro fotografico e non c’era questo commercio sopra. inoltre era meglio che rimaneva nelle università. Tornando alla questione, per me è meglio non farli proprio iscrivere. Preferirei che i bambini giochino l’uno difronte all’altro no attraverso un pc.

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