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Facebook alleato dei ragazzi anche nelle cose serie

Per quelle strane coincidenze della vita mi sono imbattuta in una storia piccola, piccola come un paese nel cuore della Brianza che conta poco più di 4.000 abitanti su poco meno di 5 chilometri quadrati. Si chiama Monticello ed è conosciuto ai più – nell’area milanese – per una spa lussuosa dove sono stata una volta e dopo la quale riconciliarmi con la frenesia del mondo reale è stata un’impresa.

C’è un istituto omnicomprensivo a Monticello, che aggrega un migliaio studenti di vari indirizzi di scuola superiore. Coraggiosamente, tre anni fa, questo plesso ha aperto una sezione di liceo classico che, ho poi scoperto, è molto ben quotata nella zona.

Venerdì mi sono imbattuta in questa notizia e ho cominciato a seguirla. Dall’articolo parrebbe che il numero degli studenti che ha appena finito il terzo e quarto anno del liceo classico non sia sufficiente per mantenere le classi e il Provveditorato ha deciso di chiuderle, invitando gli studenti a guardarsi in giro, in cerca di altre scuole dove poter finire il loro percorso di studi.

Sono solo 29 studenti.

Alle 17 di venerdì leggo questo e la storia comincia ad intrigarmi. Mi emoziona sempre quando i ragazzi hanno qualcosa da esprimere e che la loro protesta, nel giro di poche ore, sia cominciata proprio da FB, mi ha fatto decidere di condurre un piccolo esperimento e di osservare cosa avrebbero combinato queste 29 anime che amano la loro scuola.

Venerdì, alle 17, gli iscritti alla pagina di FB Il Classico resta a Villa Greppi erano 53, alle 21:33 199, alle 22:03 277, alle 22:24 298. Domenica pomeriggio, mentre scrivo, sono 501. Sono passate solo 48 ore.

Venerdì sera è anche comparso un link per firmare la loro petizione e oggi ci sono 717 firme.

Da Bari a Jesi, da Bergamo a Foggia, da Grosseto a Nola rappresentanti di altri istituti, studenti, amici degli amici mandano messaggi di incoraggiamento e consigli come questo “Iscrivetevi a twitter e mandate un tweet sulla pagina dei grandi giornali e di Mediaset e Rai…almeno fate un pò di casino!”.

Professori di altri istituti hanno condiviso la petizione con i loro studenti e scrivono parole di solidarietà; sconosciuti promettono di pubblicizzare l’appello sulle loro pagine.

Su FB compaiono appuntamenti per protestare davanti alla scuola (la notizia è poi ripresa: eccoli qui), per incontrarsi e decidere i prossimi passi, per organizzare la spedizione questa settimana al Provveditorato di Lecco. Stanno perfino organizzando un concerto nel cortile della scuola e la distribuzione di volantini sabato prossimo alla consegna delle pagelle.

Io non so se servirà a fermare gli ingranaggi della burocrazia, ma questo è o non è un bell’esempio di quale valore un social network possa avere per i nostri figli e di come i nostri figli sappiano usarlo (e sfruttarlo) per parlare di tutto, anche di cose serie?

lavale3 è uno degli esperti di inFamiglia. Scopri cos’è inFamiglia e aiutaci ad arricchirlo.

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Questo articolo è stato pubblicato lunedì 13/06/11 alle ore 15:00 e classificato in Mondo Vodafone » inFamiglia . E' possibile seguire tutte le repliche a questo articolo tramite il feed RSS 2.0. Puoi lasciare un commento, oppure fare il trackback dal tuo sito.

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