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“Backchannel”: nuovi modi di fare classe

È possibile pensare alla presenza di strumenti di connessione mobile – come il telefono cellulare o il laptop – nelle classi come a qualcosa di diverso da un disturbo costante che porta i ragazzi fuori dalla scuola con un pollice e, quindi, spesso come a uno strumento da requisire?

Erin Olson – professoressa di Inglese a Sioux Rapids nello Iowa – pensa di sì e ci ha provato incorporando nella sua didattica l’uso del commento online, di quel chiacchiericcio che si sviluppa sui siti di social network con estrema semplicità e complicità comunicativa. Durante una lezione ha letto la poesia “To the Lady” e ha chiesto ai suoi ragazzi di commentarla attraverso Twitter.

La professoressa Olson ha notato che invece di essere una distrazione, simile al passaggio di bigliettini, lo stream dei commenti poteva diventare parte integrante della lezione ed essere un’occasione di conversazione allargata. Talvolta l’abitudine di questi ragazzi a esprimersi online con un tweet, un commento o un aggiornamento di status su Facebook consente di superare la timidezza o il senso di inadeguatezza nell’intervenire in classe.

Come ha raccontato uno dei suoi studenti di 17 anni: “Quando abbiamo una discussione in classe, io non sento il bisogno di dire qualcosa. Quando butti giù qualcosa di scritto è molto più facile esprimere cosa provi”.

La costruzione di un “backchannel” di classe crea così un’integrazione fra la realtà quotidiana della lezione e le forme di comunicazione online, con possibilità di fare commenti, porre domande, integrare informazioni attraverso una ricerca istantanea nel grande database che è la Rete oltre che, come detto, consentire forme di partecipazione diverse.

Si va dalla possibilità di utilizzare gli account dei ragazzi su Twitter, costruendo e sfruttando una rete di relazioni online della classe, magari sfruttando sistemi quali TodaysMeet, come quello utilizzato dalla professoressa Olson, che consente di creare una stanza aggregando i tweet attorno ad un hashtag, per arrivare a sistemi, anche semplici, come Google moderatore, che consente di fare domande e votarle.

Il backchannel può cambiare le forme di “distrazione di massa” orientandole verso pratiche di coinvolgimento diffuso, utilizzando quella familiarità che i ragazzi hanno con la forma della chat continua, sincrona e asincrona, con in loro amici.

gboccia è uno degli esperti di inFamiglia. Scopri cos’è inFamiglia e aiutaci ad arricchirlo.

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Questo articolo è stato pubblicato mercoledì 15/06/11 alle ore 15:00 e classificato in Mondo Vodafone » inFamiglia . E' possibile seguire tutte le repliche a questo articolo tramite il feed RSS 2.0. Puoi lasciare un commento, oppure fare il trackback dal tuo sito.

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