Mondo Vodafone » inFamiglia

Della mondanità di inFamiglia e delle paure degli adulti

Normalmente, quando torno a casa dopo il lavoro, trovo una casa sempre in disordine, i ragazzi che mi travolgono con i loro racconti cinguettanti in contemporanea, esercizi di geometria da risolvere, ingredienti da mettere insieme in qualche modo che sembri poi una cena e vari altri piacevoli rumori di sottofondo.

Si capirà quindi quale mondana alternativa sia stata per me giovedì scorso partecipare a Vodafone Time, prendere l’aperitivo e chiacchierare inFamiglia sulla terrazza di Via Vico 42 a Milano, che sembrava un po’ come essere a Miami.

“Cosa vai a fare, mamma?”
“Ci sono persone, giornalisti e blogger, che parlano di tecnologia e di alfabetizzazione informatica”
“Cosa vuole dire alfabetizzazione?”
“È quando c’è un argomento e non lo si conosce bene e si cerca di impararlo, di capirlo meglio. Come dovresti fare tu con la geometria, insomma.”
“Ah. Ma tu mica devi imparare a usare il pc, mamma.”
“No, ma ci sono persone che non conoscono bene le tecnologie nuove, i social network, i telefonini e, soprattutto, genitori che sono preoccupati di come lo fanno i loro figli.”
“Ah.” – liquida la faccenda mio figlio con quell’espressione che mi scocca a tratti come a dire voi adulti a volte fate proprio cose strane.

Quel suo musino a forma di punto interrogativo mi ha accompagnato mentre raggiungevo l’evento.

C’erano giornalisti e blogger, c’erano Antonella Peschechera Lia Celi e tutti insieme abbiamo affrontato e discusso sui temi della lettura (meglio imparare a leggere su un tablet o su carta?), dei giochi (meglio un trenino o Angry Birds?), su informatica e scuola e sulla dipendenza da schermo.

Come sempre in questi casi, vorresti che la sera durasse tutto un giorno perché per ognuno dei temi c’è da dire tanto per dire bene, c’è da essere molto seri a volte, da sdrammatizzare altre.

E mentre piacevolmente ci affannavamo a rassicurarci a vicenda, mi ha colpito il pensiero che forse il tema dell’impatto delle tecnologie sulla vita dei nostri figli è un problema solo nostro, di noi adulti. Perché i nostri figli con la tecnologia ci stanno benissimo, si divertono, si relazionano, si intrattengono e naturalmente ci crescono, avendola dentro.

Ecco perché mio figlio mi ha guardato con quell’aria stranita prima che io uscissi.

Prima di spaventarci cerchiamo di capire che ruolo, quale valore, quale significato questi strumenti hanno per le generazioni giovani. Perché hanno un significato che noi non sappiamo, siamo cresciuti con altri strumenti e questi non li conosciamo, non ci sono entrati nella pelle mentre crescevamo.

Dopo poi, quando avremo capito, avremo in mano i dati per giudicare se il tablet è meglio della carta, quando il trenino e per quanto tempo Angy Birds. Dopo potremo cominciare a preoccuparci, a moderare, a intervenire, a disciplinare.

PS. Tornata a casa ho scoperto che mio figlio aveva seguito l’evento in streaming mentre mio marito commentava via Twitter ;)

lavale3 è uno degli esperti di inFamiglia. Scopri cos’è inFamiglia e aiutaci ad arricchirlo.

Nessun commento
Questo articolo è stato pubblicato lunedì 27/06/11 alle ore 15:00 e classificato in Mondo Vodafone » inFamiglia . E' possibile seguire tutte le repliche a questo articolo tramite il feed RSS 2.0. Puoi lasciare un commento, oppure fare il trackback dal tuo sito.

Lascia un tuo commento

News scelte per te
x

Ultimi commenti

Vodafone promo

lunedì 24 luglio 2017 00:44

  • Archivi