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Compiti delle vacanze

Quando i bambini (sarà ora che mi decida a chiamarli ragazzi) vanno al mare con i nonni in attesa che anche noi ci liberiamo dalla morsa dell’ufficio, succedono due fatti inusuali, che oserei definire stagionali:

1) Parlo con mio marito. Ci ritroviamo a cenare al tavolo uno di fronte all’altro e parliamo. Quasi è come ritrovare quell’amico che non vedi da un sacco di tempo ma non importa, la conversazione riprende da dove l’avevate lasciata.

Senza interruzioni. Senza “Mamma?”, senza “Piantala di darmi i pizzicotti”, senza “I piatti tocca a te stasera metterli nella lavastoviglie”, senza “Mangia l’insalata”, senza “Mamma, per domani devo portare a scuola un cartoncino 70×100 giallo spessore 1mm liscio” – “Ma come, me lo dici adesso che sono le 8 di sera?” Eccetera, eccetera.

Sono così abituata a conversare con mio marito a scatti e sussulti che questa fluidità è quasi imbarazzante.

2) Finalmente mangio. Mi siedo a tavola senza alcuna ansia che – prima di aver fatto il giro riempiendo i piatti – loro abbiano già finito e chiedano il bis, lasciandomi a bocca asciutta. Guardo la torta salata e me la gusto con tutta calma, me la servo piano, la mastico lentamente e poi magari il bis non me lo prendo neanche, ma sapere che potrei mi fa sentire già in vacanza.

È solo una settimana che sono via e devo aver già preso almeno un chilo.

Questa estate si è aggiunto, a sorpresa, un elemento nuovo: i compiti delle vacanze (nostri, non loro).

Ho già detto altrove che i nostri iPhone (mio e di mio marito) sono più attrezzi familiari che oggetti personali, nostro malgrado. Il distacco dei miei figli che andavano in vacanza dai device non è stato doloroso come dire ci vediamo a settembre a un fidanzato, ma non è neanche passato sotto silenzio.

I giochi non si possono abbandonare così come niente, perché la continuità e i punti accumulati sbloccano. Sbloccano altri livelli o altre armi, più potenti, o altre auto, più veloci, e mica c’è tempo da perdere.

Mica, mentre con il materassino giochiamo con il mare mosso lì da te, nel tuo iPhone, tutto sta fermo, eh mamma?

“Ho già parlato coi ragazzi stasera. Stanno bene. Ma aspettano che li chiami anche tu”
“Non posso”

“Come non puoi?”
“Devo sbloccare almeno un coltello di Fruit Ninja prima di parlare con Giacomo, se no mi fa a pezzi”

“Volevi dire che ti fa a fette?” (in Fruit Ninja si deve affettare frutta che spunta ovunque sullo schermo nel più breve tempo possibile, n.d.r.)
“Ah, ah, ah”

“Ah, io l’ho scampata, non mi ha chiesto niente della Lamborghini di Asphalt.

“La tua solita fortuna”

“Ok, ci sono, ho sbloccato il coltello di bamboo. Posso chiamare”

“Papà, mamma si sta allenando?”
“Ehm… no, veramente no, ma ha avuto tanto da fare oggi. Proprio prima mi diceva quanto era dispiaciuta di non essere riuscita a giocare e a sbloccarti la Lamborghini… Ma vedrai che per quando torni sarà una campionessa”

Ora devo smettere di scrivere questo post e andarmi ad allenare.

Se per caso qualcuno di voi sta pensando perché io e mio marito facciamo tutto questo, che lo so che suona molto ridicolo, la risposta è una sola e molto semplice: vogliamo loro molto bene, vogliamo stare in contatto con loro se loro ce lo chiedono e sì, ci divertiamo anche tanto.

Perché se non lo avete ancora provato, scaricatevi Fruit Ninja o qualsiasi altro gioco che piace ai vostri figli, sedetevi su un gradino di fianco a vostro marito, o moglie, e cominciate a giocare insieme.

Vedrete che risate.

lavale3 è uno degli esperti di inFamiglia. Scopri cos’è inFamiglia e aiutaci ad arricchirlo.

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Questo articolo è stato pubblicato lunedì 18/07/11 alle ore 15:00 e classificato in Mondo Vodafone » inFamiglia . E' possibile seguire tutte le repliche a questo articolo tramite il feed RSS 2.0. Puoi lasciare un commento, oppure fare il trackback dal tuo sito.

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