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Quando si diventa amici del prof. su Facebook

È giusto chiedere l’amicizia al proprio prof. o alla propria prof. su Facebook? E se tu sei l’insegnante è giusto dare l’amicizia? O addirittura – quesito ancora più gravido di conseguenze – chiedere l’amicizia a un tuo/una tua alunno/a?

Sui due schieramenti contrapposti della scuola – alunni e professori – ritroviamo nell’epoca dei social network gli stessi dubbi, le stesse inquietudini: a quali conseguenze andiamo incontro nell’offrire/accettare amicizia su Facebook?

L’occasione di farsi questa domanda arriva non solo con la riapertura della scuola ma anche sotto lo stimolo del “terrore” per Facebook dichiarato dagli insegnanti inglesi. Riassumendo i risultati di una ricerca, Russell Hobby, segretario generale della National Association of Head Teachers, sottolinea:

Sempre più spesso i social media vengono usati per alimentare campagne contro scuole e insegnanti. Il venti per cento dei nostri membri ha ricevuto minacce o abusi on line – la fonte più comune sono genitori o ex-allievi. I risultati possono essere devastanti.”

Il confronto con i recenti Riot anglosassoni viene naturale: “Abbiamo visto nelle recenti rivolte nelle città britanniche come i social media e una mob mentality possono combinarsi”.

In Italia un sondaggio di Skuola.it ci segnale che 8 studenti su 100 hanno fra i friends un loro prof. e i commenti ci raccontano le loro storie.

Alcuni studenti scelgono di farlo:

“Sinceramente ho alcuni prof su facebook ma con loro ho un bellissimo rapporto e posso dire che sono coerenti con la loro professione: la sera commentiamo link,stati.. se l’indomani sono impreparata mi mette impreparato e se vado interrogata prendo la sufficienza..voglio dire,si sanno regolare.. ;D”.

E anche alcuni prof. lo trovano sensato:

“Sono un insegnante della superiori. Non penso sia a priori sbagliato che un “prof” abbia “amici” degli alunni su facebook. Utilizzato nella giusta maniera, anche un network può essere utile nel rapporto di insegnamento-apprendimento che ci deve essere tra insegnante e professore, che non sono due figure antagoniste ma devono lavorare insieme per il raggiungimento degli obiettivi prefissati. Non è vero che un prof perda di autorevolezza se stringe “amicizia” su facebook con i suoi alunni.”

Altri no:

“Assolutamente no! Imitare scherzosamente i professori riportando le loro frasi più belle o sfogarsi (in modo non troppo violento) di una mattinata andata male è all’ordine del giorno tra me e i miei compagni… Non ce la farei a scrivere nulla se sapessi che loro stanno li a leggere..”

Attenzione, perché ogni storia va letta in profondità e capita fino in fondo, per non rischiare di generalizzare. Partiamo dall’idea che essere friends non equivale a essere veramente amici ma, semplicemente, ti permette di condividere contenuti con un’altra persona. La natura del rapporto dipende quindi da quali contenuti condividi. E questo è un po’ il punto centrale: essendo un prof. mi va di condividere le foto delle mie vacanze al mare, la musica che ascolto, i miei sfoghi contro la pubblica istruzione, il “cazzeggio” con i miei colleghi e amici (quelli off line) con i miei studenti? Che poi significa: qual è il confine fra il mio ruolo pubblico e la vita privata e come lo gestisco su Facebook? E d’altra parte: accettando l’amicizia di un alunno e accedendo ai suoi contenuti, come devo gestire l’equilibrio fra vicinanza e giusta distanza?

Scendendo più in profondità: come devo quindi gestire la privacy dei singoli contenuti? Non sarebbe meglio avere due profili, uno da insegnante e uno per i rapporti con i miei amici (foto della vacanze, cazzeggio, ecc.)? Sarò in grado di gestire il rapporto sui social network e quello a scuola mantenendo intatto il mio ruolo?

La conclusione che possiamo trarre da questi racconti e dai dati è che Facebook non è un mondo a parte e ha gli stessi problemi dei rapporti scolastici normali: mai avuto a che fare con ragazzi problematici? Se accetti l’amicizia di un allievo sai che gli stai concedendo di accedere ai tuoi contenuti (e simmetricamente avviene per un alunno): puoi invitare un tuo alunno a entrare in casa, ma forse preferisci riceverlo nel salotto ordinato, con la libreria zeppa di romanzi colti, e non in camera da letto o nella cucina con i residui della festa della sera prima…

Dobbiamo quindi imparare a usare le possibilità di restrizione della privacy che i social network ci consentono di usare – Facebook ha appena introdotto un tutorial sui nostri profili che ci guida –, non temere di utilizzare i report di scorrettezza a fronte di eventuali abusi, ecc. Il ritorno a scuola da parte dei docenti comincia studiando le regole dell’abitare la Rete.

gboccia è uno degli esperti di inFamiglia. Scopri cos’è inFamiglia e aiutaci ad arricchirlo.

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Questo articolo è stato pubblicato mercoledì 07/09/11 alle ore 15:00 e classificato in Mondo Vodafone » inFamiglia . E' possibile seguire tutte le repliche a questo articolo tramite il feed RSS 2.0. Puoi lasciare un commento, oppure fare il trackback dal tuo sito.

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