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Quando lo stare online diventa curriculum

Il lavoro è certamente oggi una dimensione sempre più problematica. E non si tratta solo del passaggio d’epoca caratterizzato dalla recessione economica ma anche di un cambiamento di prospettiva sulla ricerca da parte di chi assume. Cresce infatti la tendenza ad approfondimenti diretti che porta il potenziale datore di lavoro ad andare oltre la semplice presentazione del curriculum.

Come abbiamo potuto leggere, in questi ultimi mesi “sette direttori del personale su dieci cercano su internet profili e notizie prima di decidere se assegnare o meno il posto a una persona”. L’esplorazione dei profili su Facebook, la ricerca dei messaggi via Twitter e l’aiuto del motore di ricerca Google sembrano rivelare una serie di informazioni che per chi assume vanno ad approfondire quelle del curriculum: “Servono per conoscere meglio i candidati, per verificare se il loro stile di vita, i valori che loro esprimono sono simili a quelli dell’impresa. Senza parlare poi degli atteggiamenti espressi dai candidati che possono favorirli rispetto agli altri o meno”.

Se la caccia online all’aspirante impiegato viene giocata sul lato delle imprese forse vale la pena, a partire da questa consapevolezza, muovere d’anticipo e giocare le possibilità del web a proprio favore per costruire un terreno utile per trovare lavoro.

Pensiamo ad un social network come Linkedin, forse non noto come quelli più orientati all’intrattenimento e alle relazioni sociali, ma che presenta grandi potenzialità se si cura bene il proprio profilo e si usano alcune strategie di gestione e contatto. Il sistema è fondato su “tre gradi di separazione” che collegano le persone: quando cerchi una persona sul network ti viene mostrato qual è il tuo contatto che potrebbe fare da intermediario con lui. Così, avendo in mente un obiettivo di lavoro è possibile parlare con amici e colleghi e scoprire qualcuno in connessione con qualche azienda specifica di nostro interesse. Possiamo attraverso gli amici connetterci a questa persona e avere informazioni sull’azienda mettendo meglio a fuoco le loro esigenze e le nostre. Su Linkedin esistono anche molti gruppi di interesse su specifiche tematiche lavorative a cui poter partecipare. È un buon modo per imparare e farsi notare. E, più semplicemente, quando si sta cercando un nuovo lavoro il fatto di dirlo a una rete molto allargata di contatti, magari presentando raccomandazioni da precedenti datori di lavoro e colleghi, aiuta a sfruttare l’effetto network.

Si tratta di un percorso che anche in Italia comincia a svilupparsi, man mano che Linkedin viene usato con consapevolezza. I dati sui contatti per domanda/offerta di lavoro, ad esempio, sono ancora piccoli ma incoraggianti. Come mostra un sondaggio condotto sul gruppo LinkedIn IMIL – Il mercato italiano del lavoro, il 27% di utenti risponde affermativamente alla domanda “Hai mai ricevuto proposte di lavoro tramite Linkedin?”, anche con contatto diretto da parte dell’azienda, soprattutto attraverso la visione del profilo – costruire un buon profilo che sappia raccontare capacità ed esperienza è fondamentale. Ma quello che sembra contare è che gli utenti di LinkedIn si dichiarano soddisfatti del social network per ragioni che vanno oltre la dimensione strumentale del procacciarsi direttamente lavoro. Come sostiene Ivana Pais, “ricevono informazioni utili, si confrontano con altri professionisti, condividono opinioni ed esperienze. Non sarà formalizzato in percorsi accademici, ma anche questo è apprendimento.” Sì perché entrare nel mondo del lavoro o riqualificarsi richiede un percorso che è fatto di informazioni, conoscenza, suggerimenti, approfondimenti.

Se pensiamo al futuro dei nostri figli e al modo che hanno oggi da adolescenti e giovani adulti di stare sui social network, è evidente che la loro capacità di creare e gestire relazioni sociali mediate, di partecipare a discussioni e creare contenuti di diversa natura da condividere è una risorsa fondamentale. In questo modo stanno acquisendo competenze nel raccontarsi e gestire rapporti che gli potrà essere utile per utilizzare strategicamente un social network a fini occupazionali; inoltre stanno costruendo una rete che crea un capitale sociale da mettere a frutto nel passaggio al mondo del lavoro.

Il passaggio dal “perder tempo” su Facebook a una narrazione consapevole come quella su Linkedin – spesso considerato dai più giovani il fratello noioso di Facebook – non sarà immediata. Ma possiamo cominciare ad esplorare le potenzialità, anche con idee semplici, come fanno alcune scuole oggi che insegnano a costruirsi il curriculum direttamente sul social network.

gboccia è uno degli esperti di inFamiglia. Scopri cos’è inFamiglia e aiutaci ad arricchirlo.

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Questo articolo è stato pubblicato mercoledì 12/10/11 alle ore 15:00 e classificato in Mondo Vodafone » inFamiglia . E' possibile seguire tutte le repliche a questo articolo tramite il feed RSS 2.0. Puoi lasciare un commento, oppure fare il trackback dal tuo sito.

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