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Buoni filtri online e buoni genitori off line

Una delle nostre preoccupazioni maggiori è di tutelare i più piccoli da contenuti pericolosi online: la bestia nera è la pornografia. Per questo cerchiamo di capire quali regole adottare come collettività a tutela dei minori che utilizzano il web, aprendo dibattiti che mettono la società civile di fronte a una tensione fra libertà di espressione e bisogno di protezione.

Ad esempio gli Stati Uniti hanno deciso che biblioteche e scuole debbano avere i filtri antiporno di navigazione attivati sui loro computer: visto che ricevono fondi federali glielo si può imporre. Nel Regno Unito David Cameron ha proposto un filtraggio “a monte, cioè al momento della sottoscrizione dell’abbonamento Internet. I sottoscrittori dei quattro principali provider del Paese, BT, Sky, TalkTalk e Virgin, avranno la possibilità di richiedere l’accesso a siti e contenuti pornografici, che altrimenti saranno bloccati”.

Peccato che assieme a molti contenuti con scene di sesso esplicito o violenza verranno bloccati molti altri contenuti normali e altri invece “pericolosi” o capaci di turbare non lo saranno. Come potete filtrare in automatico un video con una filastrocca per bambini accompagnata da una tranquilla immagine di pulcini pupazzo a cui improvvisamente si sostituisce un volto stile “L’esorcista” accompagnato da urla?

Cosa definisce “un sito per adulti”? Siamo abituati a vivere online all’interno di un ecosistema complesso di contenuti diversi, spesso co-presenti all’interno delle stesse piattaforme. WordPress o Blogspot contengono moltissimi blog con contenuti diversi: dov’è il confine? Siti che contengono giochini online per bimbi e adolescenti contengono accanto ai tranquilli dress game degli spara zombie in cui vediamo grondare sangue: dov’è il confine?

Come scrive Cory Doctorow su The Guardian in forma polemica con le decisioni del governo britannico:

Presentare le cose a un genitore che sta cercando di salvaguardare il proprio figlio con la domanda “Vuoi bloccare tutti i contenuti per adulti nella tua connessione internet” è terribilmente fuorviante, progettato per giocare sulla paura dei genitori e bypassare il giudizio critico. Meglio chiedere: “Vuoi che blocchiamo un po’ di pornografia (ma non tutta) e un sacco di altre cose, secondo blacklist segrete composte da terze parti anonime che sono note per classificare con orgoglio le foto del David di Michelangelo come “nudità”?

Forse allora vale la pena richiamare l’attenzione sull’unico filtro capace di aiutare a distinguere e a trattare anche i casi più ambigui e problematici: il genitore.

I bambini hanno bisogno di una supervisione ravvicinata quando usano strumenti di connessione, anche quelli con accesso ai contenuti “kid-safe” […] Ci sono un sacco di aree tematiche che richiedono una stretta guida e supervisione quando i nostri bambini le vedono e semplicemente non c’è un modo in cui un genitore possa contare sugli ISP della Gran Bretagna per sostituire il suo lavoro e la sua attenzione personale per aiutare i bambini ad acquisire l’unico filtro che funziona: il buon senso e una buona capacità di giudizio.

E, aggiungerei, i genitori sono l’unica risorsa che può avere – in caso avvengano comunque incontri con contenuti spiacevoli – le parole giuste e i gesti di affetto adatti per affrontare paura, spavento, turbamento, ecc. Certo, questo significa che come genitori dobbiamo impegnarci a seguire i nostri figli online e imparare a condividere l’esperienza del web con loro.

gboccia è uno degli esperti di inFamiglia. Scopri cos’è inFamiglia e aiutaci ad arricchirlo.

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Questo articolo è stato pubblicato mercoledì 19/10/11 alle ore 15:00 e classificato in Mondo Vodafone » inFamiglia . E' possibile seguire tutte le repliche a questo articolo tramite il feed RSS 2.0. Puoi lasciare un commento, oppure fare il trackback dal tuo sito.

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