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Perché incoraggio mia figlia a scrivere, anche in rete

Qualcuno si ricorda gli amici di penna? Quei coetanei, cugini di tua madre che abitavano in Inghilterra o figli degli amici dei vicini di casa, ai quali a un certo punto della tua infanzia/adolescenza ti costringevano a scrivere?

Perfetti sconosciuti con cui scambiare pensieri alla cieca. Un supplizio a cui suppongo venissimo sottoposti come incoraggiamento all’esercizio della scrittura, e anche alla condivisione e all’apertura verso spazi che ci erano preclusi (non c’era mica internet…).

All’amico di penna, quando ero ragazzina, ho sempre preferito la scrittura solitaria, pagine e pagine di parole a me stessa che oggi desidererei non aver buttato, perché di certo mi aiuterebbero a capire meglio mia figlia e la sua adolescenza.

Da grande, invece, con mia grande sorpresa, mi ritrovo ad avere diverse relazioni epistolari cominciate online con sconosciuti, oggi diventati deliziosi amici.

Ce ne sono due che ho nel cuore particolarmente.

Una è un’amicizia femminile, nata da una email triste sull’impossibilità di avere bambini. È un tema difficile da sostenere, se hai tre figli: il peso del paragone, della tua “fortuna” contro l’impotenza dell’altro, sebbene sia un calcolo sciocco, non poteva non influenzare le nostre conversazioni. Che si sono svolte ugualmente, però, e con discrezione ci hanno accompagnate fino a oggi, data in cui la mia amica di tastiera è incinta di tre gemelli. Non l’ho mai incontrata, ma spero di farlo presto, non appena nasceranno i suoi figli.

L’altro amico che ho acquistato con internet è un uomo di oltre 80 anni. La nostra scrittura è cominciata per caso, a seguito di una disgraziata malattia che ci ha portato via una comune amica e ci ha fatto incontrare al suo funerale. Le lettere si incalzano l’una con l’altra: le mie sono email, le sue sono documenti in word allegati alle email (a dimostrare che la tecnologia non può scalzare il piacere di un foglio in chi, di fogli, ne ha scritti tanti, anche con pennino e calamaio). Lui racconta della storia del nostro paese, delle sue nipotine, dei suoi amici. Spesso con saggezza consiglia me, che parlo di quanto sia difficile tutto, dei dubbi di madre, delle confusioni delle nostre generazioni. Insomma, come una chiacchiera al telefono.

Credo che la scrittura mi riappacifichi: il ritmare lento a cui mi costringe, mi permette di riflettere con calma; il fatto di starmene seduta sul divano e dedicarmi per qualche tempo a scrivere a un amico mi fa sempre sentire meglio.

E ricevere una risposta è sempre una preziosa emozione.

lavale3 è uno degli esperti di inFamiglia. Scopri cos’è inFamiglia e aiutaci ad arricchirlo.

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Questo articolo è stato pubblicato venerdì 28/10/11 alle ore 15:00 e classificato in Mondo Vodafone » inFamiglia . E' possibile seguire tutte le repliche a questo articolo tramite il feed RSS 2.0. Puoi lasciare un commento, oppure fare il trackback dal tuo sito.

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