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mA?, maqmiam (*)

Quando i miei due figli l’anno scorso hanno cominciato la scuola media  il loro arrivo nel nuovo istituto nel paesino in cui ci siamo da poco trasferiti, ha scombussolato gli animi del luogo.

Biondi e forestieri, dopo soli due giorni entrambi dichiaravano:“Mamma, mi viene dietro tutta la mia classe”.

Opperbacco! L’orgoglio di mamma si è un giorno tramutato in vaga preoccupazione, quando uno dei due è tornato a casa con i pantaloni strappati al ginocchio. Era scivolato sul cemento del cortile della scuola nel tentativo di divincolarsi da un gruppo di ragazzine che volevano tenerlo fermo davanti a una compagna che aveva serie intenzioni di dichiararsi.

Capito come tira l’aria, da allora sto con le orecchie tese in attesa che si palesi il momento fatidico del “Mamma, mi sono innamorato”. Per fortuna tarda ad arrivare, anche se sento che si sta avvicinando per cerchi concentrici.

Infatti, l’altra sera Giacomo mi dice “Mamma, Marco si è fidanzato”.

Ah. Marco è il suo migliore amichetto, lo dicevo io che si stava avvicinando.

“Assì? E con chi?”
“Con Beatrice”
“E chi è Beatrice?”
“Quella che vive sul curvone della strada dove abita Marco”
“Uh. E cosa fanno due ragazzini della vostra età quando sono fidanzati?”
, sempre bene informarsi, mi dico, che i tempi sono cambiati e magari ci sono cose che non so.
“Niente di che. Prendono il pullman insieme la mattina e poi si aspettano per prendere quello del ritorno”
“Ah, che teneri. Ma scusa, Giacomo, toglimi una curiosità, com’è che ci si fidanza oggi?”
“Eh, lei glielo ha chiesto con un sms

Barcollo ma non faccio trapelare niente: “Un sms???”
“Sì”
“Lei gli ha mandato un sms e…”
“E lui ha risposto di sì”
“Con un sms…”
“Eccerto, mamma, con un sms!!”
, dice un pò spazientito dalla mia ottusaggine.
“Ma non è un po’ poco romantico?”
“No, si fa così”

Fine della conversazione, per Giacomo non c’era altro da aggiungere. Io due o tre cosette le avrei dette ancora. E tutta la tensione piena di attesa alle festicciole di compleanno quando i tuoi amici ti hanno avvertito che tu piaci a quello che ti piace e che lui te lo sta per chiedere, ma non arriva mai? Finalmente si avvicina e ti batte il cuore mentre lui pronuncia “Vuoi stare con me?”.

Voglio dire, non è un po’ diverso da un cellulare che fa bip mentre tu chissà cosa stai facendo? Magari, che ne so, sei seduto sul gabinetto e lì ti fidanzi?

No, pare che non ci sia differenza. I nostri figli sono una generazione sempre in “contatto” e l’sms è il modo preferito per raggiungere gli amici. La tecnologia è diventata parte delle loro relazioni con le persone che conoscono e che incontrano regolarmente nella vita quotidiana. Devo rassegnarmi all’idea che in fondo gli sms di oggi corrispondono alle lettere e ai biglietti d’amore di un tempo; cambia il linguaggio ma le emozioni sono le stesse.

(*)  Traduzione del titolo di questo post: mi ami? ma quanto mi ami?

lavale3 è uno degli esperti di inFamiglia. Scopri cos’è inFamiglia e aiutaci ad arricchirlo.

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Questo articolo è stato pubblicato venerdì 04/11/11 alle ore 15:00 e classificato in Mondo Vodafone » inFamiglia . E' possibile seguire tutte le repliche a questo articolo tramite il feed RSS 2.0. Puoi lasciare un commento, oppure fare il trackback dal tuo sito.

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