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Gli adolescenti sui social network tra forme di crudeltà e gentilezza

Che tipo di esperienze fanno gli adolescenti sui social network? Come affrontano quelle negative?

Un’analisi della crudeltà e della gentilezza online è al centro dell’indagine Pew Internet & American Life Project «Teens, Kindness and Cruelty on Social Network Sites. How American teens navigate the new world of “digital citizenship”» nell’ambito della quale sono stati intervistati 799 ragazzi di età compresa tra i 12 e i 17 anni.

Ho già discusso di questi temi affrontando la superficialità con cui da adulti trattiamo il cyberbullismo e cercando di osservare come, anche dietro i casi limite, dobbiamo cercare di capire le differenze che esistono in termini di privacy, violenza online, e via dicendo, rispetto alla visione che da adulti ne abbiamo. In pratica dobbiamo imparare a osservare anche con gli occhi degli adolescenti. Ecco allora che questa ricerca sembra darcene l’occasione. Almeno se andiamo oltre i dati sintetici ripresi dai principali quotidiani (online e non) che hanno spesso mostrato i dati aggregati di esperienze online e offline dando un’idea un po’ imprecisa e confusa. Proviamo allora a scattare una veloce fotografia che mostra i chiaroscuro dell’essere giovani ai tempi di Facebook utilizzando meno filtri possibile e accontentandoci della luce naturale.

Nel bilancio sintetico sulle esperienze piacevoli e spiacevoli scopriamo che:

- l’88% degli adolescenti che usano i social media sono stati testimoni di comportamenti meschini o crudeli sugli stessi;

- il 15% è stato bersaglio di meschinità online;

- il 78% ha avuto almeno un’esperienza personale positiva e il 41% almeno un’esperienza negativa.

Va però precisato che l’84% dichiara di avere visto persone difendere chi era molestato e sempre un 84% ha visto persone dire a qualcun altro di smettere. Ma è anche vero che due adolescenti su tre che hanno assistito ad atti di crudeltà online hanno visto altri accanirsi e il 21% ammette di aver personalmente partecipato.

Il 41% degli adolescenti intervistati dichiara di aver fatto almeno una volta una di queste esperienze negative:

- il 25% ha avuto un’esperienza sui social network che ha avuto come conseguenza un confronto interpersonale o faccia a faccia;

- il 22% ha avuto un’esperienza che ha posto fine a un rapporto di amicizia;

- il 13% ha avuto un’esperienza che ha causato un problema con i propri genitori;

- il 13% si è sentito nervoso andando a scuola il giorno successivo;

- l’8% ha avuto uno scontro fisico con qualcuno a causa di qualcosa accaduto su un social network;

- il 6% ha avuto problemi a scuola a causa di un’esperienza avuta su un social network.

Se prendiamo poi l’auto percezione rispetto all’essere stati vittime di atti di bullismo nell’ultimo anno, il 19% dichiara di rientrare tra chi ha vissuto questa esperienza che però va divisa così:

- il 12% sostiene di essere stato molestato di persona (off line, per capirci);

- il 9% via sms;

- l’8% online, ad esempio via mail, in un social network o nell’instant messaging;

- il 7% durante telefonate.

In definitiva, insomma, l’esperienza online è come la vita. Abbiamo a che fare con ambienti di socializzazione in cui si hanno esperienze positive e negative che dipendono molto dal modo di affrontare quella realtà e dai modi in cui questa è relazionata alla vita di tutti i giorni. La ricerca infatti non tiene necessariamente separati i livelli di realtà come se esistesse una vita solo fuori e una solo dentro il web (prendete la domanda sul bullismo, ad esempio).

Sullo sfondo, al di là dei dati più eclatanti riportati da un resoconto giornalistico veloce interessato ad immagini ad effetto, abbiamo altri dati che mostrano come per gli adolescenti vivere con i social network abbia a che fare con esperienze anche positive:

- la maggior parte degli adolescenti dichiara che i più gentili sui social network sono quelli della loro età;

- il 65% ha avuto sui social network un’esperienza che lo ha fatto sentire bene nei confronti di se stesso;

- il 58% usandoli si è sentito più vicino a un’altra persona.

Questo mix di altruismo e crudeltà, alla fine, rispecchia la vita di un adolescente. Quello che resta scoperto è cosa un adolescente definisce come crudeltà o molestia. Basto leggerlo raccontato da uno degli intervistati che spiega i motivi dei dissidi che possono nascere su un social network:

“Per colpa di qualche roba che uno mette su Facebook, per qualcosa che posti o perché a qualcuno non piacciono le tue foto.”

Come sappiamo si tratta di una realtà di iperdrammatizzazione di una serie di azioni che vanno dalla presa in giro alle schermaglie fra amici al diffondersi di gossip. Non a caso molti adolescenti “pensano che le persone che vedono online spesso agiscono in modo molto differente sui social media da come agiscono di persona e a scuola”. Abbiamo quindi a che fare con un ambiente in cui l’eccesso del drama tende a emergere e in cui le modalità di comunicazione possono essere sopra le righe e accendere flame in continuazione.

La ricerca spiega, infine, come le famiglie siano uno dei modi che questi adolescenti hanno per parlare di ciò che avviene online e offline e che sempre più i genitori si interessano anche al mondo del web dei loro figli. Forse questo sarà il modo in cui ognuno potrà meglio mettere a fuoco – al di là delle percentuali – come il proprio figlio vive la sua esperienza su un social network e aiutarlo a crescere in un mondo in cui il web è entrato nella nostra quotidianità.

gboccia è uno degli esperti di inFamiglia. Scopri cos’è inFamiglia e aiutaci ad arricchirlo.

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Questo articolo è stato pubblicato venerdì 11/11/11 alle ore 15:00 e classificato in Mondo Vodafone » inFamiglia . E' possibile seguire tutte le repliche a questo articolo tramite il feed RSS 2.0. Puoi lasciare un commento, oppure fare il trackback dal tuo sito.

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